Il Consiglio dei Ministri ha approvato un Regio Decreto che stabilisce alcune misure urgenti per il rafforzamento del sistema elettrico spagnolo, tra cui futuri aiuti per il potenziamento degli impianti rinnovabili e nuovi strumenti di supervisione per la tensione di rete

Presentato il nuovo Regio Decreto della Spagna per la sicurezza della rete elettrica. Dopo la bocciatura, a luglio, del primo provvedimento “anti blackout” da parte del Congresso dei Deputati, Madrid ci riprova. Ma stavolta con un testo che non richiederà l’approvazione parlamentare, pur contenendo alcune delle misure del R.D. 7/2025 precedentemente respinto.
Il Decreto Reale della Spagna per la sicurezza elettrica
L’atto normativo, redatto dal Ministero per la Transizione Ecologica e la Sfida Demografica (MITECO), è stato formalmente approvato il 4 novembre dal Consiglio dei Ministri e oggi è pronto ad entrare in vigore essendo, a differenza delle leggi, di esclusiva competenza del potere esecutivo.
L’obiettivo del nuovo R.D.? Rispondere almeno in parte alle preoccupazioni sollevate dalla crisi elettrica del 28 aprile 2025, quando una serie di eventi a catena hanno portato alla più grande interruzione di corrente del Paese, coinvolgendo anche il Portogallo e il sud della Francia. Oggi le cause del blackout spagnolo sono note, così come è nota la non responsabilità degli impianti solari nell’incidente. E quello che rimane da fare a Madrid è intervenire sulle carenze della rete per aumentarne rapidamente la resilienza.
Come? In primo luogo, attraverso nuove misure di supervisione e controllo in merito all’obbligo di controllo della tensione. Il Regio Decreto della Spagna rafforza le funzioni della Commissione Nazionale per il Mercato e la Concorrenza (CNMC), dandole mandato per intensificare la supervisione su Red Eléctrica (il gestore della rete elettrica spagnola) e sui proprietari degli impianti di generazione riguardo a tale impegno.
Dal canto suo, Red Eléctrica avrà sei mesi di tempo per elaborare proposte di modifica normativa sulle risposte alle oscillazioni di potenza, sulla velocità di variazione della tensione, sulla programmazione delle restrizioni tecniche e su altri elementi chiave.
La CNMC presenterà invece entro tre mesi e con cadenza trimestrale una relazione di follow-up sui nuovi obblighi e “completerà un piano di ispezione straordinaria delle capacità di ripristino dell’approvvigionamento, che verrà ripetuto ogni tre anni”, spiega il MITECO in una nota stampa.
Semplificazioni per l’accumulo
Nella sua nuova versione, il provvedimento semplifica l’installazione di sistemi di accumulo energetico, accelerando il processo di autorizzazione in caso di inserimento in centrali elettriche esistenti.
“Si tratta di misure da tempo richieste dal settore – ha sottolineato l’Unione Fotovoltaica Spagnola (UNEF) – come la ridefinizione della capacità installata, che evita di dover cambiare l’autorità competente e riavviare da zero il processo di ibridazione, e il riconoscimento degli studi di impatto ambientale già effettuati sull’impianto senza richiedere duplicazioni”.
La Roadmap del repowering
Il decreto recepisce nell’ordinamento giuridico altri elementi di contenuto tecnico, quali la definizione di repowering da parte della normativa europea e l’elaborazione, entro nove mesi, di una Roadmap nazionale per l’incentivazione delle attività di ripotenziamento. La tabella di marcia potrà includere obiettivi strategici, in linea con gli impegni europei, e misure tecniche, normative e finanziarie per incentivare la sostituzione delle apparecchiature e aumentare l’efficienza e la produzione di energia.
E ancora. “Per promuovere l’elettrificazione, il regolamento incoraggia la connessione di nuove attività economiche, principalmente industriali, alla rete, fissando la scadenza dei diritti di accesso e connessione per la domanda a cinque anni dalla loro concessione, prevenendo così fenomeni di accaparramento e speculazione”, spiega il MITECO.
Nuove scadenze per i DSO
Il testo stabilisce le scadenze per i distributori di energia elettrica ai fini dell’implementazione di estensioni di rete, come ad esempio le infrastrutture di ricarica dei veicoli elettrici. “Nelle aree urbanizzate dotate delle infrastrutture e dei servizi richiesti dalle normative urbanistiche, le aziende avranno un periodo di cinque giorni se non è necessaria alcuna espansione della rete, 30 giorni se tale espansione è necessaria, 60 giorni se è necessario costruire una sottostazione di trasformazione e un massimo di 80 giorni se è necessario costruire più sottostazioni”.
Nel provvedimento viene anche definito il processo di autorizzazione per le piattaforme di ricerca e sviluppo che testano prototipi di macchine di generazione o sistemi di accumulo, “in modo che l’ottenimento di una licenza operativa sia sufficiente per disconnettere un prototipo e collegarne un altro”. Infine, il testo accorpa e definisce meglio le norme che disciplinano le autorizzazioni alla messa in servizio di impianti di produzione elettrica e stoccaggio.












