Terna pubblica lo schema di proposta di disciplina del sistema di remunerazione della disponibilità di capacità. Introdotti importanti elementi di flessibilità per i nuovi investimenti, chiarendo il trattamento delle unità contrattualizzate tramite le aste MACSE

Capacity Market, la proposta di modifica di Terna
È tempo di rimettere mano alla normativa del Mercato della Capacità (Capacity Market), lo strumento con cui Terna remunera la disponibilità produttiva a garanzia della sicurezza e dell’adeguatezza del sistema elettrico nazionale. Tra nuovi mercati a termine in grado di sovrapporsi (il riferimento è ovviamente al MACSE) e la necessità di tutelare gli investimenti, l’Operatore della rete di trasmissione ha elaborato una nuova proposta di disciplina.
La proposta mira a rendere più flessibili i termini di messa in esercizio dei nuovi impianti e a facilitare il rifacimento di quelli esistenti. Il documento chiarisce anche le modalità di partecipazione al Mercato della Capacità delle unità contrattualizzate tramite le aste MACSE e si accompagna alla nuova metodologia di calcolo dei coefficienti di derating per BESS e fotovoltaico ai fini dell’Asta Madre 2028 (LEGGI L’APPROFONDIMENTO).
A fronte delle modifiche, il TSO apre una fase di consultazione pubblica per permettere ai soggetti interessati di presentare osservazioni sulle modalità operative proposte. Le osservazioni – fa sapere Terna in una breve nota – possono essere inviate entro il giorno 9 marzo 2026 al seguente indirizzo di posta elettronica: ConsultazioneMercatoCapacita@terna.it.
Ma analizziamo più da vicino le novità.
Unità in Rifacimento nel Mercato della Capacità
Il testo introduce nuove regole specifiche per la qualifica e l’offerta della capacità esistente che è oggetto di interventi di rifacimento, operando una distinzione netta dalle altre categorie.
Nel dettaglio, Terna introduce esplicitamente il concetto di “Unità di Produzione sostituite da nuove unità soggette a intervento di rifacimento”. Nello specifico, per il calcolo della Capacità Disponibile in Probabilità (CDP) esistente qualificata per l’Asta Madre, si prevede l’integrazione della quota di capacità riferibile a tali unità sostituite, a patto però che venga rispettata una precisa condizione di positività. Questa integrazione è infatti ammessa solo se la differenza tra la capacità qualificata e i valori storici risulti positiva. Il valore della CDP per queste unità può essere successivamente aggiornato in base alle comunicazioni fornite dall’operatore durante le fasi di ammissione.
Non solo. Oltre a nuovi obblighi di offerta minima, Terna affina la metodologia di calcolo della CDP per i rifacimenti, prevedendo casi specifici in cui la differenza tra capacità qualificata e valori storici risulti nulla o negativa.
Flessibilità per la nuova capacità
Per le Unità di Produzione Nuove e in Ripotenziamento, il testo introduce una maggiore tolleranza sui tempi di avvio degli obblighi di consegna. Il documento propone infatti un’estensione dei termini, concedendo all’Assegnatario di comunicare a Terna la volontà di posticipare l’inizio del periodo di consegna fino a dicembre del secondo anno di consegna (e non più entro il primo).
Tale opzione comporta in ogni caso un corrispondente slittamento del termine finale del contratto; la richiesta andrebbe inviata entro il 30 settembre dell’anno precedente all’inizio del periodo di consegna.
Non è l’unica novità in termini di flessibilità. Al momento, la disciplina del Capacity Market prevede che l’Assegnatario di CDP afferente a unità nuove o in ripotenziamento non autorizzate invii a Terna una dichiarazione sostitutiva e un cronoprogramma entro scadenze rigide legate al termine della procedura concorsuale. Il documento in consultazione propone che, per le Aste Madri con un orizzonte temporale inferiore ai 3 anni, l’Assegnatario possa beneficiare di un rinvio inviando dichiarazione e cronoprogramma non oltre il 30 settembre dell’anno precedente all’inizio del periodo di consegna negoziato.
Integrazione con il MACSE
Una delle novità più rilevanti riguarda il coordinamento con le unità contrattualizzate tramite le aste MACSE (Meccanismo di Approvvigionamento di Capacità di Stoccaggio Elettrico). Il documento di Terna recita:
“Possono partecipare al Mercato della Capacità esclusivamente le società che […] siano titolari o abbiano ricevuto mandato senza rappresentanza per capacità produttiva esistente o nuova, riferita ad unità di produzione localizzate sul territorio nazionale direttamente o indirettamente connesse alla Rete di Trasmissione Nazionale (RTN), per la quale risulta che […] l’unità di produzione non sia classificata con la tipologia di cui alla lettera (i) della sezione 4-2.4.3 del TIDE.”
La lettera in questione si riferisce alle unità di produzione costituite da una risorsa di stoccaggio che beneficia, anche limitatamente a una quota della propria capacità, del meccanismo di remunerazione di cui al D.Lgs. 210/2021, come attuato dalla Deliberazione 247/2023/R/eel.
Detto in parole semplici: le unità aggiudicatarie di contratti nelle aste MACSE non possono partecipare al Mercato della Capacità.












