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Piattaforma Aree Idonee (PAI): attiva la versione pubblica

La Piattaforma Digitale Aree Idonee dovrebbe aiutare le amministrazioni di Regioni e Province autonome nella caratterizzazione del territorio ai fini della crescita della capacità rinnovabile

Piattaforma Aree Idonee, pubblicato il decreto PAI
In preparazione la Piattaforma Aree Idonee. Foto di Moondance da Pixabay

La Piattaforma Aree Idonee, cosa è e come funziona?

La questione aree idonee e non per gli impianti rinnovabili in Italia si preannuncia sfidante e piena di incognite. E dopo la sentenza del TAR che ha imposto al MASE (Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica) la riscrittura dei criteri per l’individuazione di tali, il GSE tende una mano alle amministrazioni locali. Come? Con la nuova Piattaforma Aree Idonee (PAI), strumento digitale contenente tutte le informazioni e gli elementi necessari alle stesse per connettere ed elaborare i dati in materia.

Dal 16 dicembre 2024 la Piattaforma Aree Idonee (PAI) è online ma la possibilità per i Comuni di registrarsi è stata attivata solo il 22 aprile di quest’anno. Il 22 maggio 2025 è stata invece rilasciata invece la versione pubblica, consultabile all’indirizzo https://areeidonee.gse.it/.

“Dopo la piattaforma PNIEC e la PUN, la PAI è un ulteriore strumento digitale e interattivo per accelerare il raggiungimento degli obiettivi tracciati dal PNIEC al 2030”, spiega il GSE in una nota stampa. La mappatura è stata elaborata sulla base dei dati dello stesso gestore e delle informazioni presenti nel Corine Land Cover. Di cosa si tratta? Di un inventario paneuropeo della copertura e dell’uso del suolo con 44 classi tematiche, che spaziano dalle ampie aree boschive ai singoli vigneti.

Il Decreto PAI

A disciplinarne il funzionamento della PAI è il Decreto pubblicato sul sito del Dicastero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE). L’atto illustra le funzionalità della PAI, assieme ai dati e le informazioni georeferenziate che vi dovranno confluire. Sia quelli nella disponibilità delle società Gruppo GSE che quelli provenienti da Ministeri, Agenzia del Demanio, Regioni e Province Autonome, Ispra, Terna e operatori di rete.

Nel dettaglio il Gestore fornirà le informazioni riguardanti la qualificazione del territorio, la classificazione delle superfici/aree con caratterizzazione geomorfologica e climatologica del territorio) e, in particolare, i consumi di energia presenti all’interno del Sistema Informativo Integrato.

Alle amministrazioni territoriali sono chiesti invece: l’elenco delle autorizzazioni rilasciate e in fase di rilascio su tutto il proprio territorio, il Piano Territoriale Regionale, il Piano Cave e Miniere, le reti autostradali regionali in concessione a soggetti partecipati dalle medesime Regioni.

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Piattaforma Aree idonee, le tempistiche

Il Decreto PAI è già stato registrato dalla Corte dei Conti ed è entrato in vigore il 16 ottobre 2024. Il GSE ha avuto, da norma, 30 giorni per individuare le modalità operative per l’acquisizione e l’aggiornamento dei dati e metterle online. Dalla pubblicazione delle modalità operative i soggetti interessati hanno avuto a disposizione 45 giorni per fornire i dati richiesti. Di pari passo il MASE ha avviato la stipula di accordi istituzionali con i soggetti interessati per il trasferimento delle informazioni al GSE.

La Piattaforma Aree Idonee ha visto la luce il 16 dicembre 2024.

Infine il Gestore, con cadenza semestrale a decorrere dalla data di avvio della Piattaforma, trasmetterà al Ministero dell’Ambiente una relazione tecnica contenente lo stato di implementazione delle funzionalità e dei dati resi disponibili sulla PAI.

La nuova funzionalità dedicata ai Comuni

Ad aprile 2025 il GSE ha attivato sulla Piattaforma Aree Idonee una nuova funzionalità dedicata alla registrazione dei Comuni. Il Gestore ha reso disponibile anche serie di mappe interattive con cui ottenere informazioni dettagliate sulle aree di interesse, come ad esempio: gli impianti di produzione rinnovabile, la caratterizzazione del territorio e altri dati geoclimatici.

Articolo del 30 ottobre 2024, aggiornato il 22 maggio 2025

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About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori seguendo l'evoluzione dei primi sistemi incentivanti italiani e internazionali e intervistando i pionieri del settore, da Bertrand Piccard a Michael Gratzel. Nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili, le rassegne regionali e le newsletter tecniche. Oggi è Caporedattrice del quotidiano e, tra le altre cose, si occupa della copertura quotidiana delle novità normative sulle fonti rinnovabili, delle politiche energetiche nazionali, europee ed asiatiche, e dei grandi temi connessi all'innovazione e al mercato. Segue da vicino i brevetti e le ricerche scientifiche sulle tecnologie, con un focus su sistemi di accumulo, fotovoltaico, eolico e geotermia. Ha pubblicato articoli legati all'hi-tech e alle rinnovabili su Repubblica.it. Dal 2025 è Vice Direttrice della testata.