Pubblicato il Decreto Caro Bollette, ma senza norma su extraprofitti gas

Il testo approvato ieri dal Cdm e pubblicato immediatamente in Gazzetta perde uno delle misure chiave inserite nella prima versione: la tassa sulle entrate extra degli importatori di gas in Italia

Decreto Caro Bollette
Credits: Governo.it (CC-BY-NC-SA 3.0 IT)

Entra in vigore da oggi il nuovo Decreto Caro Bollette

(Rinnovabili.it) – “Il Consiglio dei ministri di oggi ha approvato provvedimenti urgenti per sostenere il potere d’acquisto delle famiglie e aiutare la capacità produttiva delle imprese davanti ai rincari energetici”. Con queste parole il premier Mario Draghi ha annunciato l’approvazione definitiva del Decreto legge 30 giugno 2022, n. 80, noto anche come Decreto Caro Bollette o Caro Energia.

Il provvedimento, al pari di quelli che lo hanno preceduto, interviene per tamponare i costi trimestrali dell’energia elettrica e del gas naturale. Ma aggiungendo anche alcune misure a garanzia della liquidità delle imprese che si occupano degli stoccaggi del gas. Il grande assente? L’intervento sugli extraprofitti del settore energetico. La versione originale del Decreto Caro Bollette introduceva, infatti, il versamento di un contributo alla Cassa per i servizi energetici e ambientali da parte delle società importatrici di gas in Italia. Ma nel testo pubblicato ieri in Gazzetta non vi è traccia della tassa.

Confermato invece l’azzeramento degli oneri generali di sistema per il terzo trimestre 2022, il rafforzamento dei bonus sociali  e la riduzione al 5% dell’IVA sul gas consumato a livello civile ed industriale.

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Il decreto Caro Bollette dispone un prestito di 4 miliardi di euro al GSE per accelerare le operazioni di stoccaggio del gas. A tal fine il Ministero della Transizione ecologica dovrà adottare entro il 15 luglio 2022 un decreto ad hoc che disciplini il servizio di riempimento di ultima istanza. Il testo introduce infine la concessione di garanzie alle imprese che effettuano stoccaggio di gas naturale in Italia per “sopperire alle esigenze di liquidità riconducibili  all’aumento del prezzo delle materie prime” e “all’interruzione delle catene di approvvigionamento”.

“Voglio sottolineare – ha aggiunto Draghi – che questi provvedimenti dovevano necessariamente essere attuati oggi. L’assestamento di bilancio deve essere approvato entro oggi e il terzo trimestre per le bollette comincia domani. In mancanza di questa approvazione ci sarebbe stato un disastro. I cittadini avrebbero ricevuto bollette senza agevolazioni con rincari fino al 35-40% senza questo intervento”.

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