Open House Londra: alla scoperta della città segreta

Open House è un evento che apre centinaia di edifici di Londra altrimenti inaccessibili. Tra questi il primo eco villaggio e la comunità autocostruita.

Open House Londra - Foto di jeremy_reds by depositphotos
Open House Londra – Foto di jeremy_reds by depositphotos

Anche Roma avrà il suo Open House il 2 e 3 ottobre

(Rinnovabili.it) – E’ in pieno svolgimento l’Opena House London Festival, l’evento annuale che fino a domenica 12 settembre, aprirà le porte di centinaia di edifici altrimenti inaccessibili. Trentatrè i distretti coinvolti nell’evento con visite guidate di architetti, tour della città e conferenze all’aperto.

I punti salienti di quest’anno includono 1 Halliwick Road, 10 Downing Street, Alderman Jones House, City Hall, HM Treasury, Trellick Tower, South Norwood Library, Walter Segal Self-build Houses, Sutton House and The North Wing of St. Bartholomew’s Hospital. New entry dell’edizione 2021 è il London’s Design District di Greenwich e il Maggie’s Centre for cancer care recentemente completato.

Open House London sarà inoltre l’occasione per visitare 4 iconici complessi residenziali:

il pioneristico eco-villaggio di Beddington, le 13 case in autocostruzione realizzate a Lewisham, il complesso a misura d’uomo di Cressingham Gardens firmato da Edward Hollamby e Stoneleigh Terrace una tenuta dell’epoca d’oro di Camden progettata da Peter Tabori (allievo di Richard Rogers).

BedZED di Bill Dunster Zedfactory Architects a Hackbridge

E’ passato alla storia come il primo e più grande eco-villaggio costruito nel Regno Unito. Una comunità sostenibile progettata da Bill Dunster con il supporto dei team di Arup, Peabody e Bioregional. Costruito nel 2002, il complesso è composto da 82 unità abitative concepite per abbattere completamente i consumi energetici, idrici e l’impiego delle automobili. BedZed è facilmente identificabile grazie ai particolari windcatchers colorati che coronano le coperture.

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Walters Way Self-Builds di Walter Segal a Honor Oak Park

Tredici case costruite come parte di un innovativo progetto di edilizia abitativa gestito dal consiglio comunale di Lewisham negli anni ’80. Il terreno scelto era stato considerato inadatto per l’edificazione di edifici tradizionali, essendo prevalentemente collinare ed occupato da alberi secolari. La municipalità ha perciò deciso di offrire l’area ad un gruppo di persone in attesa di una alloggio dal comune, disposte a costruirsi da soli la propria casa. Tutte le abitazioni sono state realizzate in loco senza l’impiego di prefabbricazione. La struttura è realizzata con un telaio in legno accoglie i pannelli isolanti in lana di legno, niente fondazioni tradizionali, ma un sistema di palafitte scavate in profondità nel terreno.

Cressingham Garden di Ted Hollamby a Tulse Hill

Una tenuta costruita nel dopoguerra e che dimostra le potenzialità di un’architettura integrata al paesaggio. Tutte le case sono basse e ad alta densità abitativa. Nessun edifici supera in altezza il limite del bosco, lasciando lo skyline praticamente inalterato. Il complesso è completamente pedonale ed articolato attorno ad una piazza centrale. Purtroppo il tempo ha giocato a sfavore e nel 2012 è stata parzialmente ristrutturato. Oggi si parla di una sua possibile parziale demolizione.

Stoneleigh Terrace di di Peter Tabori a Highgate

Progettata negli anni ’60 e completata nel 1981 dall’architetto ungherese Peter Tabori, allievo di Richard Rogers. Il progetto voleva allontanarsi dai grattacieli verso un modello abitativo più lineare e ad alta densità. Racchiusa all’interno di un perimetro pedonali, il complesso è nato per ospitare abitazioni di social housing.

Anche la nostra capitale, darà presto il via alla IX edizione di Open House Roma aprendo le porte di oltre 200 edifici nel week end del 2 e 3 ottobre.

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