Le commissioni al Senato chiedono proroga Superbonus al 2023 senza limiti

In merito al ddl Bilancio 2022 le Commissioni al Senato chiedono la proroga del Superbonus, eliminazione del tetto isee e incremento delle risorse per il caro materiali

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La proroga del Superbonus 110% anche per le villette, sposterebbe la scadenza di un anno.

(Rinnovabili.it) – Le Commissioni del Senato chiedono la proroga del Superbonus 110% al 2023, l’abolizione del tetto di reddito Isee e l’incremento delle risorse destinate alla compensazione dei maggiori costi sostenuti dalle imprese per il caro materiali.

Le richieste sono parte integrante dei rapporti presentati alla Commissione Bilancio da ciascuna commissione per le rispettive competenze in merito all’esame del Ddl Bilancio 2022.

Così come chiesto da Ance in audizione al Senato, i bonus edilizi hanno bisogno di qualche correzione, creando emendamenti ad hoc alla Manovra che verranno approvati nelle prossime settimane.

Secondo la Commissione Lavori Pubblici, la proroga del Superbonus almeno fino al 31 dicembre 2023, servirà a “scongiurare il pericolo che le difficoltà provocate dal grande ricorso alla misura costituiscano un ostacolo alla realizzazione delle opere pubbliche previste dal PNRR”.

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Eliminare la presenza di un tetto Isee è un’ulteriore richiesta proonendo al suo posto la possibilità di “usufruire delle agevolazioni al raggiungimento, entro determinati limiti temporali, di percentuali prestabilite dello stato di avanzamento dei lavori”.

Revisione del Dl anti-frodi

“La Commissione Finanze apprezza e condivide lo sforzo di aumentare i presidi di controllo e vigilanza su comportamenti in frode alla legge, ma sottolinea al contempo l’esigenza che, soprattutto per i meccanismi innovativi di fruizione dell’agevolazione (sconto in fattura e cessione del credito a terzi) non ci siano oneri e adempimenti burocratici tali da ostacolarne il pieno dispiegamento. Appare quindi opportuno proporre un periodo di fruizione ampio e non modificabile, accompagnato dalla riduzione progressiva dell’aliquota agevolativa”, si legge nel rapporto.

Dello stesso parere anche la Commissione Industria che aggiunge alle richieste, la possibilità di eliminare l’obbligo del visto di conformità per le agevolazioni di minore entità come i bonus ristrutturazioni, l’ecobonus, il bonus facciate, che in caso contrario, andrebbero a perdere la loro conveneienza.

Testo unico che riorganizzi la disciplina dei bonus edilizi

Torna a farsi sentire la necessità di un Testo Unico di riferimento che consenta di unificare e riorganizzare tutte le norme legate ai bonus edilizi superando le molteplici stratificazioni normative per rendere più semplice la gestione da parte della PA, ma anche più chiara l’applicazione delle detrazioni per cittadini e imprese.

Bonus facciate dal 60 al 75%

La Commissione Industria si sofferma anche sulla possibilità di alzare la percentuale di detrazione prevista per il bonus facciate, a partire dal prossimo anno, dal 60% al 75%, “al fine di permettere una più graduale riduzione dei benefici”.

Caro materiali

Non poteva restare escluso il problema del rincaro dei prezzi dei materiali da costruzioni. Oltre a chiedere un incremento delle risorse destinate alla compensazione dei costi, le commissioni sottolineano l’urgenza di inserire il costo dell’energia tra i prezzi monitorati.

1 commento

  1. Buongiorno, penso che assieme al prezzo dell’energia sarebbe necessario monitorare ancora di più i prezzi dei materiali da costruzione perchè questi ultimi hanno avuto un rincaro non giustificato dal solo aumento del prezzo dell’energia, ma più della natura: “ci stanno guadagnando tutti (artigiani, banche, proprietari, tecnici) perchè non ci dobbiamo guadagnare anche noi, dopo le perdite dovute alla crisi dell’edilizia prima e alla pandemia poi?”. In questo modo vanno in sofferenza tutti quei soggetti che ci hanno guadagnato prima, ovvero tutto il settore dell’edilizia.

    Saluti,

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