Rinnovabili • Il 2025 segna un nuovo record per risorse riversate nella transizione energetica. Ben 2.300 miliardi di dollari dedicati, di cui oltre 800 miliardi solo nei trasporti elettrificati. Rinnovabili • Il 2025 segna un nuovo record per risorse riversate nella transizione energetica. Ben 2.300 miliardi di dollari dedicati, di cui oltre 800 miliardi solo nei trasporti elettrificati.

Gli investimenti nella transizione energetica hanno raggiunto un nuovo record

Il 2025 segna un nuovo record per risorse riversate nella transizione energetica. Ben 2.300 miliardi di dollari dedicati, di cui oltre 800 miliardi solo nei trasporti elettrificati.

Il 2025 segna un nuovo record per risorse riversate nella transizione energetica. Ben 2.300 miliardi di dollari dedicati, di cui oltre 800 miliardi solo nei trasporti elettrificati.

Pubblicato l’Energy Transition Investment Trends

Continuano a crescere gli investimenti nella transizione energetica globale. Il 2025 si è confermato l’ennesimo anno record con una cifra versata nel comparto di ben 2.300 miliardi di dollari, tra capitale investito in nuove installazioni e impianti manifatturieri, investimenti azionari ed emissione di debito. A riferirlo è il nuovo Energy Transition Investment Trends di BloombergNEF (BNEF), documento che passa in rassegna le principali tendenze economico-finanziarie della transizione.

Gli investimenti globali nella transizione energetica

Nel complesso, il rapporto evidenzia dinamiche in parte note, come quella che ha visto un raffreddamento della corsa delle rinnovabili o la maggiore attenzione dedicata alla rete elettrica. Il dato generale, con i 2.300 miliardi investiti nel 2025, appare superiore al risultato del 2024 di ben 8 punti percentuali, segnando l’ennesimo record storico. Ma stavolta a fare la parte del leone sono le risorse spese nell’elettrificazione dei trasporti (veicoli e infrastrutture di ricarica), voce a cui sono andati 893 miliardi di dollari, in aumento del 21%.

Al secondo posto le tecnologie rinnovabili con 690 miliardi, in calo del 9,5% rispetto al 2024 a causa dell’effetto Cina. Il nuovo regime di supporto alle FER lanciato da Pechino ha determinato un freno nelle installazioni che si è inevitabilmente ripercosso sul risultato mondiale. Chiudono la top 3 gli investimenti nelle reti elettriche con ben 483 miliardi di dollari.

Quello che vale la pena notare è che, nonostante la frenata nelle energie rinnovabili, gli investimenti nelle tecnologie pulite si sono posizionati per il secondo anno consecutivo sopra quelli nei combustibili fossili, ampliando ulteriormente il divario a 102 miliardi di dollari. Il motivo principale? La riduzione della spesa per l’upstream di petrolio e gas (-9 miliardi di dollari) e per la produzione di energia da combustibili fossili (-14 miliardi di dollari), sebbene questi siano stati in parte compensati da maggiori investimenti in gas e carbone.

La velocità rallenta

Tuttavia, BNEF evidenzia anche un altro trend, portato alla luce in questi mesi da diversi analisti di settore: la velocità della transizione energetica sta rallentando. L’8% di crescita del 2025, infatti, impallidisce di fronte al +25% del 2024.

Lo sguardo rimane comunque ottimista.

“L’anno appena trascorso ha dimostrato che, nonostante le difficoltà politiche e commerciali, la transizione energetica globale è resiliente e offre numerose opportunità per gli investitori”, ha dichiarato Albert Cheung, Vice CEO di BloombergNEF. “Poiché molte economie cercano di rafforzare la sicurezza energetica e di costruire catene di approvvigionamento interne, gli investimenti in energia pulita continueranno ad aumentare, soprattutto per quanto riguarda la costruzione di data center globali”.

Non solo nuove installazioni

Gli analisti hanno segmentato i risultati seguendo da vicino tre voci: la crescita della filiera industriale, i mercati dei capitali e quello del debito. Gli investimenti nella produzione industriale di tecnologie pulite e metalli per batterie sono saliti a 127 miliardi di dollari, nonostante la sovraccapacità manifatturiera continui a mantenere bassi i prezzi dei prodotti finali.

Per i mercati dei capitali è arrivato invece un momento di svolta dopo un triennio abbastanza difficile. Nel complesso sono stati raccolti 77,3 miliardi di dollari in private equity e public equity, sotto il traino dell’energia pulita, dell’accumulo e dei trasporti a basse emissioni di carbonio. Le operazioni di Fusione e Acquisizione (M&A) hanno invece raggiunto un volume d’affari di 99,1 miliardi di dollari (+37%), spinto dalla necessità di costruire nuove infrastrutture per i data center. Da segnalare anche l’emissione di debito per la transizione, che ha raggiunto la cifra record di 1.200 miliardi di dollari (+17%).

La geografia degli investimenti

Ciò che è interessante osservare è dove si concentrino le risorse. L’Asia-Pacifico si è confermata la regione con il maggior numero di investimenti, rappresentando il 47% del totale globale nel 2025. La Cina costituisce ovviamente il mercato più grande e attivo, con oltre 800 miliardi di dollari investiti lo scorso anno (cifra in diminuzione per la prima volta dal 2013). Ma anche l’India si fa notare con 68 miliardi di dollari, un investimento in aumento del 15%.

“L’UE – scrive BNEF – ha ignorato le difficoltà, crescendo del 18% a 455 miliardi di dollari e contribuendo maggiormente alla ripresa globale. Anche gli investimenti statunitensi hanno registrato un aumento del 3,5%, raggiungendo i 378 miliardi di dollari, nonostante le misure dell’amministrazione Trump volte a rallentare la transizione energetica”.

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