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Nuovo piano energetico in Giappone: rinnovabili prima fonte elettrica e autosufficienza fino al 40% entro il 2040

Il settimo Piano strategico dell’energia in Giappone accelera su rinnovabili, nucleare e idrogeno per sicurezza, decarbonizzazione e competitività industriale.

Nuovo piano energetico Giappone al 2040
Nuovo piano energetico Giappone al 2040 – Immagine realizzata con IA

Il nuovo piano energetico giapponese: cosa prevede e perché cambia la strategia nazionale

Il piano energetico del Giappone al 2040, nella sua settima edizione, punta a rafforzare la sicurezza energetica, ridurre le emissioni e sostenere la crescita industriale, fissando per la prima volta l’obiettivo di massimizzare l’uso delle fonti rinnovabili come principale fonte di elettricità.

 Il nuovo documento prevede un aumento deciso dell’autosufficienza energetica nazionale, dal 15,2% attuale a un intervallo compreso tra il 30 e il 40%, attraverso un mix più diversificato e una profonda trasformazione delle infrastrutture.

La strategia combina sviluppo delle rinnovabili, rilancio del nucleare, ruolo transitorio del gas naturale liquefatto e un forte investimento su idrogeno e tecnologie di decarbonizzazione. Il piano si inserisce in un quadro più ampio che lega energia, industria e politica climatica, con obiettivi intermedi chiari verso la neutralità carbonica al 2050.

Come cambia il mix energetico del Giappone al 2040

Nel mix energetico del Giappone al 2040 il peso delle diverse fonti viene profondamente riequilibrato. Il nucleare, oggi fermo all’8,5%, viene considerato una fonte stabile e continua, funzionale allo sviluppo di data center e impianti per la produzione di semiconduttori, e sale fino a circa il 20% della generazione elettrica.

Parallelamente, la produzione termoelettrica scende drasticamente: dal 68,6% attuale a una quota compresa tra il 30 e il 40%. Questa riduzione è bilanciata dall’aumento delle rinnovabili, che diventano il pilastro del sistema elettrico, sostenute da interventi su rete, accumuli e interconnessioni regionali.

Il Governo punta anche a migliorare l’ambiente di business, introducendo schemi di finanziamento e gare che garantiscano maggiore prevedibilità dei ritorni per gli investimenti di lungo periodo.

Eolico offshore centrale nella crescita delle rinnovabili giapponesi

Tra le rinnovabili, l’eolico rappresenta uno dei settori di maggiore espansione. Oggi copre appena l’1,1% della produzione elettrica, ma l’obiettivo è portarlo a una quota compresa tra il 4 e l’8%.

Il fulcro della strategia è lo sviluppo dell’offshore: il piano prevede 10 GW di capacità installata entro il 2030 e 30–45 GW entro il 2040, di cui 15 GW di eolico galleggiante. Questa scelta riflette le caratteristiche geografiche del Paese e la necessità di superare i limiti di spazio sulla terraferma.

L’espansione dell’eolico offshore è accompagnata da investimenti sulla rete elettrica, essenziali per integrare grandi volumi di produzione rinnovabile e garantire la stabilità del sistema.

Il ruolo del GNL nel piano energetico del Giappone

Nel percorso di transizione, il gas naturale liquefatto mantiene un ruolo chiave. Attualmente il GNL alimenta il 32,8% della produzione elettrica nazionale e il piano prevede un aumento del 10% dell’approvvigionamento entro il 2040.

Il Giappone intende rafforzare la sicurezza delle forniture attraverso contratti di lungo termine, scorte strategiche e una diplomazia energetica attiva. In questo contesto rientrano iniziative come l’Asia Zero Emission Community (AZEC) e il sostegno a progetti upstream in Asia e Africa.

È in questo quadro che si colloca anche l’accordo siglato nell’ottobre 2024 tra ENI e JOGMEC per l’approvvigionamento di GNL e la collaborazione in Mozambico.

L’idrogeno in Giappone sosterrà decarbonizzazione e industria hard-to-abate

Un capitolo centrale riguarda l’idrogeno in Giappone e i suoi derivati, come ammoniaca, metano sintetico e carburanti sintetici. Il Paese punta a costruire una catena di fornitura internazionale di idrogeno pulito, facendo leva sulla propria leadership tecnologica nella produzione, nel trasporto e nell’utilizzo del vettore. Gli obiettivi sono ambiziosi: 3 milioni di tonnellate di consumo annuo entro il 2030, 12 milioni nel 2040 e 20 milioni nel 2050, con un forte calo dei costi, da 30 yen per Nm³ entro il 2030 a meno di 20 yen per Nm³ nel 2050. Per colmare il divario di prezzo rispetto alle fonti tradizionali, il Governo ha stanziato circa 3 trilioni di yen (17 miliardi di euro) e sostiene la creazione di hub strategici per l’uso dell’idrogeno nei settori elettrico, dei trasporti e nelle industrie hard-to-abate, come la siderurgia.

Biocarburanti, CCUS e reti gas, le leve del piano energetico del Giappone 2040

Il piano prevede anche l’integrazione progressiva di metano sintetico o biogas nella rete di distribuzione del gas cittadino, fino all’1% della fornitura. Nei trasporti è fissato l’obiettivo di una benzina a bassa intensità carbonica, con una miscela di bioetanolo al 10% entro il 2030 e al 20% entro il 2040. Accanto a queste misure, assumono un ruolo strategico le tecnologie di CCUS (Carbon Capture, Utilization and Storage) e la gestione intelligente degli impianti tramite AI e IoT, considerate fondamentali per ridurre le emissioni residue e aumentare l’efficienza del sistema energetico.

GX2040 Vision: come il Giappone lega transizione energetica e crescita economica

La strategia energetica confluisce nella GX2040 Vision, elaborata nel febbraio 2025, che punta alla realizzazione simultanea di decarbonizzazione e crescita economica. Gli strumenti finanziari sono di ampia portata: l’emissione di GX Transition Bonds per 20 trilioni di yen (116 miliardi di euro), l’introduzione di un sistema ETS dal 2026 capace di mobilitare 150 trilioni di yen entro il 2033, e una tassa sui combustibili fossili dal 2028. Solo nel 2025 il bilancio statale destina 4,5 miliardi di euro alla transizione verde.

Quali obiettivi climatici accompagnano il piano energetico del Giappone?

Alla base del piano energetico del Giappone 2040 e della GX2040 Vision ci sono gli impegni climatici presentati nel nuovo Contributo Determinato a livello Nazionale all’UNFCCC. I traguardi intermedi verso la neutralità carbonica prevedono una riduzione delle emissioni del 60% entro il 2035 e del 73% entro il 2040, rispetto ai livelli del 2013. Obiettivi che rafforzano il legame tra politica energetica, strategia industriale e ruolo internazionale del Giappone nella transizione globale.

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About Author / Alessandro Petrone

Giornalista da oltre 20 anni, nel corso della sua carriera si è occupato di politica, economia, attualità e costume. È stato Caporedattore e Direttore Responsabile per una Casa Editrice che pubblica magazine generalisti in Italia, Germania, USA e Cina. Ha scritto e collaborato con aziende e media che si occupano di automotive, con particolare attenzione ai temi della mobilità sostenibile. Si è avvicinato al mondo dell’energia lavorando come ufficio stampa per multinazionali del settore. Da allora, si occupa assiduamente di temi legati alla transizione energetica, soprattutto nel settore automotive, e alle energie rinnovabili, scrivendo per La Repubblica, AdnKronos, 9 Colonne, The Post International. È altresì appassionato di tecnologia, informatica, fotografia e cucina con un passato da attivista LGBTQIA+.