La modifica del mercato del carbonio dell'Unione Europea è diventata terreno di scontro tra i Membri dell'UE e il fulcro del dibattito interno sui tentativi di contenere l'aumento dei costi energetici dovuto alla guerra israelo-statunitense contro l'Iran.

Il prezzo del carbonio in Europa scende mentre l’UE valuta un intervento sul mercato
Il prezzo del carbonio in Europa è sceso di oltre il 5% martedì 17 marzo, dopo che la Presidente della Commissione Europea ha annunciato che Bruxelles prenderà in considerazione la possibilità di aumentare l’offerta di permessi di emissione per contribuire a frenare l’impennata dei prezzi dell’energia.
La modifica del mercato del carbonio dell’Unione Europea è diventata terreno di scontro tra i Membri dell’UE e il fulcro del dibattito interno sui tentativi di contenere l’aumento dei costi energetici dovuto alla guerra israelo-statunitense contro l’Iran. Al centro dello scontro politico c’è appunto il sistema di scambio delle quote di emissione (ETS), il pilastro del Green Deal europeo, ora oggetto della disputa tra chi sostiene di voler proteggere l’economia e chi si pone a difesa della transizione ecologica.
In una lettera indirizzata ai leader dell’UE prima del Consiglio europeo del 19 marzo a Bruxelles, Ursula von der Leyen ha dichiarato che la Commissione sta preparando misure per affrontare il problema degli alti prezzi dell’energia. La proposta di revisione dell’ETS “stabilirà una traiettoria di decarbonizzazione più realistica oltre il 2030“, ha spiegato von der Leyen in un documento inviato ai Ministri UE e visionato da Reuters.
Tra queste misure ci sarebbero delle modifiche all’offerta di permessi di emissione nel mercato del carbonio dell’Unione per tenere sotto controllo i prezzi nel breve termine. L’UE intende anche riconsiderare la decisione di limitare la quantità di quote gratuite di CO2 concesse alle industrie e sfrutterà la prevista revisione del sistema ETS per il 2026 per riconsiderare i propri piani post 2030.
Aumentare l’offerta di quote di emissione per far scendere il prezzo del carbonio
Aumentare l’offerta di quote di emissione dovrebbe servire a far scendere artificialmente il prezzo del carbonio, già calato dopo l’annuncio delle trattative. Riconsiderare i piani per ridurre i permessi gratuiti alle industrie e rivedere la traiettoria di decarbonizzazione dovrebbe, secondo la Commissione, agevolare le industrie alle prese con gli shock geopolitici. Inoltre, Bruxelles potrebbe consentire maggiori aiuti di Stato alle industrie qualora l’alto prezzo del carbonio faccia salire ancora le bollette.
In un recente discorso, Ursula von der Leyen ha detto che senza l’ETS, l’Unione Europea consumerebbe oggi quasi 100 miliardi di metri cubi di gas in più, e dunque sarebbe ancora più vulnerabile ai ricatti esterni.
Stati Membri UE in disaccordo sull’ETS
I Paesi sono divisi sull’opportunità di intervenire nel sistema di scambio delle quote di emissione, la più importante politica dell’UE contro il cambiamento climatico. Lanciato nel 2005, l’ETS obbliga le centrali e le industrie ad acquistare permessi per coprire le proprie emissioni di CO2.
Durante un incontro a Bruxelles tra i Ministri UE alcuni Paesi Membri hanno espresso cautela, in attesa di proposte più dettagliate per capire se l’intervento della Commissione indebolirà l’efficacia del sistema.
“Tutto dipende dalla rapidità o dalla misura con cui si intende adattare il sistema“, ha dichiarato a Reuters la Ministra olandese per il Clima, Stientje van Veldhoven-van der Meer, riferendosi al piano post-2030 di von der Leyen. “Potrebbero esserci conseguenze significative sulla nostra capacità di raggiungere gli obiettivi climatici“. Il Ministro dell’Ambiente tedesco, Carsten Schneider, ha affermato invece che la Germania sarebbe pronta a sostenere solo “lievi aggiustamenti” che non compromettano il segnale di investimento che l’ETS invia alle aziende sulla necessità di procedere sulla decarbonizzazione.
Italia e Ungheria allineate sull’ETS
Al contrario, Italia e Ungheria vorrebbero la sospensione del sistema per le centrali elettriche a gas per evitare che il costo del carbonio incida sulle bollette. In media, l’ETS incide per l’11% sulle bollette energetiche in Europa ma la quota supera il 20% nei Paesi che sfruttano fonti energetiche più inquinanti. La Segretaria di Stato ungherese per l’Ambiente, Aniko Raisz, ha riferito che Budapest esige “misure che abbiano un impatto reale sui prezzi di mercato e non semplici interventi superficiali“.
“Il mercato e gli investitori hanno bisogno di stabilità, quindi non possiamo sospendere le regole da un giorno all’altro,” ha dichiarato invece il sottosegretario di Stato polacco per l’Energia, Wojciech Wrochna.
Le proposte dell’UE vorrebbero essere un compromesso tra le richieste di alcuni Governi, come quello italiano, che vogliono sospendere l’ETS, e quelle di altri come Svezia e Paesi Bassi, che invece si oppongono a un suo indebolimento.
L’UE conferma la linea dura contro la Russia nonostante i rincari energetici
“L’Unione Europea non cederà alle pressioni per riallacciare i rapporti con la Russia pur di compensare l’impennata dei prezzi dell’energia innescata dalla guerra in Iran“, ha dichiarato Dan Jørgensen, Commissario UE per l’Energia. “Abbiamo deciso, all’interno dell’Unione Europea, di non voler riprendere le importazioni di energia russa“, ha aggiunto il Commissario UE a margine del vertice dei Ministri dell’Energia.
“Siamo stati dipendenti dall’energia russa per troppo tempo, permettendo a Putin di ricattarci e di usare l’energia come un’arma contro di noi; siamo determinati a mantenere la rotta su questi temi,” ha proseguito. “Sarebbe un errore ripetere ciò che abbiamo fatto in passato. In futuro, non importeremo dalla Russia nemmeno una singola molecola“.
“L’Europa deve finalmente ridurre la propria vulnerabilità agli shock energetici globali. Per questo motivo stiamo esaminando tutte le componenti della bolletta energetica. Misure concrete saranno discusse dai leader dell’UE alla fine di questa settimana“, ha affermato ancora Jørgensen.
Era stato il Primo Ministro ungherese, Viktor Orbán, a sostenere il ripristino degli scambi commerciali con la Russia, chiedendo anche all’UE di sospendere le sanzioni contro Mosca. Anche il Primo Ministro belga, Bart de Wever, aveva affermato che l’UE dovrebbe negoziare con la Russia per riuscire, col tempo, a “riconquistare l’accesso a energia a buon mercato“.












