L'Italia tuttavia sta accelerando l'installazione di nuova capacità rinnovabile, superando leggermente la media europea.

REPowerEU in Italia 4 anni dopo: un bilancio completo
Per rispondere alla crisi energetica globale seguita all’aggressione russa contro l’Ucraina a maggio 2022 la Commissione UE ha presentato il Piano REPowerEU. L’obiettivo era porre fine alla dipendenza dalle importazioni di energia fossile russa attuando risparmio energetico, implementazione di energie rinnovabili e diversificazione delle fonti. Come emerge dal report UE, a quattro anni dal lancio del REPowerEU l’Italia ha compiuto passi importanti nel ridurre la propria dipendenza dalle forniture russe. Tuttavia, mantiene ancora una quota significativa di fonti fossili importate nel mix energetico complessivo.
Accelerare su rinnovabili, elettrificazione e riduzione della domanda di gas significa agire per la sicurezza economica e in questo l’Italia ha ancora molto lavoro da fare. Il REPowerEU, in tal senso, garantisce che il futuro energetico dell’Europa sia deciso in Europa e non altrove. La situazione in Medio Oriente e le tensioni nello Stretto di Hormuz hanno non hanno fatto che confermare la rilevanza strategica del piano europeo. L’incertezza dei mercati e l’aumento dei prezzi dei combustibili fossili hanno avuto un impatto diretto sui costi, esponendo di nuovo il nostro Paese ai ricatti di altri Paesi.
A seguito della guerra in Iran, la Commissione ha presentato la l’AccelerateEU, una serie di proposte pensate proprio per proteggere i consumatori dagli effetti di quella che è stata definita la peggiore crisi energetica globale della storia e accelerare la transizione verso un’energia pulita made in EU.
REPowerEU, bilancio dei progressi quattro anni dopo
Il rapporto segna il quarto anniversario del Piano REPowerEU e traccia un bilancio dei progressi compiuti. L’Unione Europea fino a questo momento ha raggiunto tali risultati:
- Gas naturale: la quota di importazioni dalla Russia è scesa dal 45% nel 2022 al 12% nel 2025.
- Carbone: grazie alle sanzioni UE, il carbone russo è stato completamente eliminato dal mix energetico europeo.
- Petrolio: le importazioni sono crollate dal 27% (inizio 2022) al 2% nel 2025.
Nonostante i progressi compiuti finora, nel 2025 l’UE ha importato ancora 36 miliardi di metri cubi di gas russo, 9,7 milioni di tonnellate di greggio. Per permettere l’eliminazione definitiva di queste importazioni, a maggio 2025 la Commissione ha presentato la Roadmap REPowerEU, che prevede la rimozione graduale di petrolio, gas e nucleare russo dai mercati UE. Il regolamento sul gas REPowerEU è entrato in vigore il 3 febbraio 2026. Dunque, gli obiettivi del piano sono diventati in legge vincolante. Il regolamento stabilisce:
- Fine delle importazioni di GNL (gas naturale liquefatto): stop definitivo nel 2026 (in linea con le sanzioni).
- Fine delle importazioni via gasdotto: stop definitivo nel 2027.
Scarica il report UE sull’ItaliaIl regolamento prevede anche un meccanismo di controllo, comprese sanzioni armonizzate e clausole di salvaguardia in tutti i Paesi Membri.
REPowerEU: Italia e riduzione della dipendenza dai combustibili fossili
La dipendenza dall’estero rimane una grande fragilità italiana perché le forniture russe sono state sostituite da quelle in arrivo da Algeria e Azerbaigian. Inoltre il nostro Paese ha aumentato le importazioni di GNL da Qatar e Stati Uniti. I progressi del nostro Paese in quattro anni:
- Addio al gas russo: la dipendenza dal gas russo è drasticamente diminuita dal 2021, arrivando a coprire meno del 3% del fabbisogno nazionale nel 2025.
- Domanda di gas: Tra agosto 2022 e novembre 2025 la domanda di gas è stata ridotta di circa il 18-20%.
- Mix energetico: Nonostante i progressi, nel 2024 i combustibili fossili hanno rappresentato ancora quasi l’80% dell’offerta energetica totale italiana. Il gas naturale ha inciso per il 39% e il petrolio per il 34%. Di contro, le rinnovabili hanno rappresentato meno del 20% del mix energetico totale.
Produzione di energia pulita in Italia
L’Italia sta accelerando l’installazione di nuova capacità rinnovabile, superando leggermente la media europea nella generazione elettrica.
- Quota di rinnovabili: nel corso di tutto il 2025 le fonti rinnovabili hanno rappresentato il 47,7% della produzione di energia totale netta, soddisfacendo il 41,1% della domanda complessiva di energia elettrica, un dato superiore alla media UE che è del 47%.
- Capacità installata: nel 2025 la capacità totale rinnovabile ha raggiunto 78.277 MW, con un incremento del 9% rispetto all’anno precedente.
- Il boom del solare: Il solare fotovoltaico ha registrato la crescita più significativa (+16,2%), raggiungendo i 41,2 GW.
- Mix elettrico rinnovabile: nel 2025 il solare ha coperto il 16,6% della produzione di elettricità; l’idroelettrico il 15,8%; l’eolico il 7,9%; le biomasse il 5,9%.
- Sfide infrastrutturali: la capacità di interconnessione con i Paesi confinanti assicura la stabilità e l’efficienza al sistema di approvvigionamento energetico. In Italia, però, questo livello di interconnessione è solo al 5,13%, ben lontano dall’obiettivo UE del 15% fissato per il 2030.
Efficienza energetica e risparmio in Italia
L’efficienza è considerata un pilastro fondamentale, specialmente per il settore edilizio, che è responsabile del 37% del consumo energetico nazionale. Al tale proposito l’Italia ha attuato:
- Misure chiave: sono stati attivati regimi di credito d’imposta come Transizione 5.0 per l’industria e aggiornati i certificati bianchi per il periodo 2025-2030.
- Comunità energetiche: sono stati stanziati 2,2 miliardi di euro per promuovere l’autoconsumo nei piccoli comuni, con l’obiettivo di generare 2.500 GWh di energia comunitaria entro il 2027.
- Contrasto alla povertà energetica: un fondo da 100 milioni di euro è stato destinato all’efficientamento energetico per le fasce a basso reddito e il terzo settore.
Investimenti e fondi UE in Italia
Il sostegno finanziario per queste riforme è robusto e proviene principalmente dai fondi di ripresa e coesione. Nota positiva: l’Italia è lo Stato Membro ad aver riallocato la quota più alta di fondi di coesione verso le priorità energetiche (396 milioni di euro) durante la revisione di medio termine.
Fondo Ammontare Destinato all’Energia Note Principali PNRR (RRP) 39,3 miliardi € Include il capitolo REPowerEU da 7,21 miliardi €. Fondi di Coesione 3,9 miliardi € Focalizzati su efficienza negli edifici (1,4 mld) e industria (1 mld). Fondo Sociale Clima 7,024 miliardi € Piano non ancora presentato formalmente.












