Il rilascio consentirebbe di dare respiro ai consumi nel breve termine, a fronte però di una riduzione delle scorte disponibili e quindi di una minore garanzia di sicurezza.
Riunione del consiglio direttivo dell’AIE sul rilascio delle scorte di diesel, mentre cresce la confusione sui mercati
Il consiglio direttivo dell’Agenzia Internazionale dell’Energia, organismo di controllo sull’energia, si riunirà la prossima settimana per definire i dettagli di un rilascio di scorte di diesel. I dettagli serviranno a capire quanti barili l’Europa e gli Stati Uniti metteranno a disposizione per far fronte alle carenze dei rifornimenti e al forte aumento dei prezzi.
L’Agenzia Internazionale dell’Energia dovrebbe decidere i dettagli del rilascio delle scorte di diesel durante una riunione del consiglio direttivo che si terrà il 14 e 15 ottobre, come annuncia Reuters. L’impennata dei prezzi del diesel, carburante fondamentale per autotrasporto, agricoltura e industria, è diventata una questione politica ed economica di rilevanza globale e un problema per il Partito Repubblicano in vista delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti.
Ancora pochi dettagli sul rilascio delle scorte di diesel
Le guerre in Iran e in Ucraina hanno inciso in maniera determinante sui volumi delle esportazioni a causa delle restrizioni al commercio e ai danni alle raffinerie, contribuendo all’aumento dei prezzi. Dopo le pressioni di Trump, il 2 ottobre il Gruppo dei Paesi del G7 ha concordato il rilascio di 100 milioni di barili di diesel e greggio da attingere dalle riserve di emergenza, impegnandosi inoltre a non imporre limitazioni alle esportazioni di energia.
Non si conoscono ancora dettagli più precisi sul rilascio delle scorte di diesel. Non si capisce ancora se questo sia da considerare la quota restante dell’impegno già preso a marzo o se i Paesi intendano immettere sul mercato volumi aggiuntivi. Italia e Germania sarebbero favorevoli, mentre il gruppo di coordinamento del petrolio dell’UE si riunisce oggi, 7 ottobre.
A marzo, a causa della guerra in Iran, l’Agenzia Internazionale per l’Energia aveva già deciso di sbloccare 400 milioni di barili di riserve petrolifere dei Paesi industrializzati, il più vasto rilascio coordinato di scorte nella storia dell’IEA. Le riserve petrolifere di emergenza esistono proprio per la gestione di casi di gravi interruzioni delle forniture energetiche globali. Il rilascio proposto rientra in un’azione di emergenza più ampia concordata a marzo, a seguito della guerra in Iran. Nell’annunciare il nuovo rilascio, i leader del G7 hanno dichiarato alla fine della scorsa settimana che terranno conto degli impegni già adempiuti in base alla misura decisa in precedenza.
A cosa serve il rilascio di carburante raffinato
Nonostante lo sblocco del greggio, i mercati potrebbero dover affrontare il problema dell’insufficiente capacità di raffinazione. Il greggio aggiuntivo messo a disposizione potrebbe non bastate nell’immediato a garantire una maggiore quantità di diesel. Rilasciare direttamente carburante raffinato potrebbe dare invece un sollievo immediato ai mercati che affrontano carenze. Tuttavia, le riserve di emergenza servono solo ad ammortizzare le interruzioni temporanee, non a risolvere le carenze strutturali. Il rilascio consentirebbe di dare respiro ai consumi nel breve termine, a fronte però di una riduzione delle scorte disponibili e quindi di una minore garanzia di sicurezza nel caso la crisi energetica si protragga ancora.
La minaccia di Trump all’Europa evidenzia ancora una volta un problema di sicurezza energetica
A dimostrazione di quanto la questione delle forniture di carburante sia diventata strategica, Trump nei giorni scorsi era arrivato anche a minacciare di vietare del tutto le esportazioni di diesel all’Europa– L’annuncio aveva destato timore tra le capitali europee giacché il diesel statunitense copre oltre la metà delle importazioni del continente. Gli Stati Uniti possono contare su una notevole produzione interna di petrolio e una grande capacità di raffinazione al contrario dell’Europa.
In base all’accordo della settimana scorsa non ci saranno restrizioni o divieti sulle esportazioni tra i Paesi del G7. Il presidente francese, Emmanuel Macron, aveva chiarito che i Governi europei non avrebbero agito sotto la minaccia degli USA, dichiarando venerdì alla stampa: «Il tono della nostra discussione è stato costruttivo». Macron aveva anche detto che Trump sarebbe stato «molto chiaro» sul fatto che non ci sarebbe stato alcun divieto alle esportazioni.













