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Benzina e diesel, il pieno meglio farlo in Spagna. Ecco quanto costa meno che in Italia

Diesel e benzina, il confronto Italia-Spagna: fino a 39 centesimi di differenza al litro

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Benzina e diesel, il pieno meglio farlo in Spagna. Ecco quanto costa meno che in Italia
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Benzina e diesel fino a 40 centesimi meno in Spagna

Il prezzo alla pompa di benzina e diesel continua a salire. Ed il Governo estende per altri 7 giorni lo sconto sul diesel. Il Consiglio dei Ministri ha prorogato il bonus fino alla mezzanotte del 17 settembre, al costo di 12 milioni di euro al giorno per le casse dello stato, per un provvedimento tampone che costa circa 86 milioni. Ma Roma è anche intenzionato ad approvare un intervento strutturale che dovrebbe arrivare la prossima settimana, come evidenziato dalla premier Giorgia Meloni.

Tra le ipotesi allo studio, una sorta di carta benzina da riconoscere ai lavoratori dipendenti che potrebbe estendersi anche agli autonomi. Nel frattempo si riapre la strada per la ricerca di idrocarburi in Italia con la possibilità di nominare dei commissari ad acta in coordinamento con le regioni. “Vogliamo andare avanti sull’aumento della produzione nazionale di petrolio e gas perché non ha molto senso comprare all’estero questa energia quando possiamo produrla anche in Italia. Ed è questo l’obiettivo della norma licenziata oggi” ha sottolineato ancora Meloni.

Benzina e diesel in Spagna: costi da non credere

Ma a proposito di costi del carburante ed accise, in un recente viaggio a Malaga, per la presentazione della nuova Leapmotor B03X, abbiamo notato, con un certo disappunto quanto sia inferiore il costo dei carburanti nella vicina Spagna. Ci siamo chiesti: come è possibile che in un paese così vicino all’Italia, e simile per popolazione, potere economici e forza industriale, che deve importare il carburante allo stesso modo, benzina e diesel costino così poco? Ed ecco cosa abbiamo capito. 

Spagna e Italia: un abisso

Anzitutto partiamo dal costo. Dalla foto che vedete in copertina, questa stazione di servizio vendeva il diesel a 1,804 e la benzina a 1,824. La prima cosa che salta agli occhi è che il gasolio costa meno della benzina, una scelta della Spagna, contrariamente a quanto avviene in Italia. Ma il dato più controverso è che oggi il prezzo medio dei carburanti self service lungo la rete stradale è pari a 2,086 euro/l per la benzina e 2,193 euro/l per il gasolio, secondo quanto diffonde il MIMIT.

Le ragioni delle differenze

Raffrontando i prezzi Spagna-Italia sono 26 centesimi in meno per la benzina e 38,9 centesimi per il gasolio, numeri davvero considerevoli. Ma come mai c’è questa enorme differenza tra il costo dei carburanti in Spagna ed Italia? Non è un caso che da alcuni paesi confinanti, come Portogallo e Francia ci siano autotrasportatori che vanno a fare il pieno per risparmiare cifre davvero importanti.

Sono diverse le ragioni che differenziano il costo finale di diesel e benzina tra Italia e Spagna. Partiamo dalla scelta del governo spagnolo di ridurre l’Iva sui carburanti dal 21% al 10% e l’eliminazione dell’imposta speciale sugli idrocarburi. Questo è già un primo motivo, ma non è l’unico.

Sicuramente la differenza di prezzo non dipende dalla materia prima, ma dalla fiscalità nazionale e dalla struttura del mercato interno. L’Italia può vantare tra le accise più alte d’Europa, che sono usate per finanziare emergenze storiche del passato, a cui va aggiunta l’IVA sui carburanti che è al 22%, mentre la Spagna l’ha già ridotta al 10%. Nel nostro Paese l’IVA viene calcolata sull’importo totale, che include l’accisa, amplificando il divario di prezzo. Nel complesso, in Italia la componente fiscale pesa circa il 55-60% del prezzo finale alla pompa, contro il 45-50% in Spagna.

Distribuzione frammentata

Altro problema storico del nostro Paese è la distribuzione dei carburanti, che avviene all’interno di una rete fin troppo capillare, ma sovradimensionata rispetto alle necessità che comporta costi di distribuzione più alti che vengono scaricati agli automobilisti. In Italia si contano oltre 21mila distributori, quasi il doppio della Spagna, che ne conta circa 12mila a parità di territorio abitato. Una rete così frammentata vende mediamente meno litri per impianto, il che alza i costi fissi di gestione. E ancora: in Spagna ci sono molte stazioni indipendenti, che non fanno parte dei grandi gruppi petroliferi, spesso legati a catene della GDO che consente maggiore potere di acquisto e mantiene i prezzi mediamente più bassi.

Last but not least

La Spagna può vantare un sistema di stoccaggio e distribuzione del carburante altamente integrato ed efficiente, che riduce i costi logistici di trasporto delle merci dalle raffinerie ai distributori sul territorio nazionale.

Voce di costoItaliaSpagna
Pressione fiscale (Accise + IVA)Tra le più alte d’Europa (~55-60% del prezzo)Più contenuta (~45-50% del prezzo)
Aliquota IVA22%21%
Struttura della reteMolti impianti piccoli, erogazione media più bassaMeno impianti, erogazione media più elevata

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About Author / Paolo Travisi

Paolo Travisi ha iniziato il suo percorso da giornalista nel 2004, come redattore del network televisivo 7Gold, una palestra professionale incredibile in cui è diventato giornalista professionista, realizzando servizi tv, dalla cronaca alla cultura, e collaborando a programmi e talk condotti da professionisti quali Aldo Biscardi, Alessandro Milan, David Parenzo. In parallelo all'esperienza televisiva, ha iniziato a scrivere per Il Messaggero web, all'epoca guidato da Davide Desario (attuale direttore di Adn Kronos) e poi a scrivere di scienza, tecnologia e cultura anche per l'edizione cartacea. La passione per la scrittura e la scienza, lo ha portato a collaborare con la “storica” rubrica TuttoScienze de La Stampa, con interviste a scienziati italiani ed internazionali. Dalla scienza alla sostenibilità, con la collaborazione con Green&Blue di Repubblica. Per Rinnovabili scrive quotidianamente e con grande entusiasmo di mobilità elettrica, realizza test drive delle auto e video per le pagine social.