Cos'è la normativa americana CAFE che Donald Trump ha deciso di modificare per evitare le sanzioni ai produttori di auto. Ford e Stellantis plaudono al Presidente

Auto inquinanti meglio delle auto elettriche, Donald Trump non ha alcun dubbio. “Mettiamo definitivamente fine agli orribili e ridicoli standard alle emissioni di auto di Biden che hanno causato problemi alle cause automobilistiche“, sono state le parole presidenziali pronunciate con toni trionfanti dalla Casa Bianca. Al suo fianco anche due big dell’industria mondiale delle auto gli AD di Ford Jim Farley e di Stellantis Antonio Filosa, che commentano con entusiasmo le disposizioni di Trump. “È un grande giorno per Stellantis – ha commentato a caldo l’Ad di Stellantis – perché riteniamo che sia il giorno in cui le regole si riconciliano con la domanda reale”. Ecco che ritorna il ritornello già declamato da John Elkann da Torino Mirafiori. La domanda reale, quella dei consumatori, dei “clienti” ha detto Elkann che le auto le comprano.
Il “CAFE” odiato da Trump
Ma a cosa si riferisce Trump quando dice “orribili e ridicoli standard”? CAFE è una normativa statunitense che riguarda l’efficienza dei carburanti dei veicoli a motore. Il termine significa “Corporate Average Fuel Economy”, cioè la media di consumo di carburante. Si tratta di una legge introdotta negli anni ’70, dopo le crisi petrolifere, con l’obiettivo di ridurre il consumo di carburante e le emissioni di gas serra prodotte dai veicoli.
I CAFE stabiliscono un obiettivo medio di efficienza che ogni costruttore automobilistico deve rispettare per la propria flotta di veicoli venduti negli Stati Uniti. Esistono standard separati per le auto passeggeri e per SUV o pick-up. Se un produttore non raggiunge il target, rischia sanzioni economiche. Lo scopo della normativa è ridurre il consumo complessivo di carburante, limitare le emissioni di CO₂ e stimolare l’innovazione tecnologica.
Cosa ha tagliato Trump
Durante l’amministrazione Biden, la NHTSA – l’agenzia governativa di controllo sugli autoveicoli – dichiarò che avrebbe aumentato i requisiti di consumo medio di carburante a circa 50,4 miglia per gallone, paria a circa 21,4 km per litro, entro il 2031.
L’agenzia aveva calcolato che la norma introdotta dall’Amministrazione Biden a giugno 2024 per autovetture e camion avrebbe ridotto il consumo di benzina di 64 miliardi di galloni e tagliato le emissioni di 659 milioni di tonnellate. Parte di una strategia intesa a stimolare la diffusione di veicoli elettrici: contava su un 50% di Ev nel totale di auto vendute nel 2030. Invece con la nuova normativa di Trump, che ha già cancellato gli incentivi per l’acquisto di auto elettriche, si prevedono consumi medi pari a 34,5 miglia per gallone entro il 2031.
Trump e le auto elettriche
“Ora noi proteggiamo i lavoratori del settore e permettiamo a tutte le famiglie di avere accesso a auto più convenienti“, ha sottolineato il Presidente Trump, secondo il quale gli incentivi alle BEV e le limitazioni alle emissioni avrebbero provocato un aumento dei prezzi delle auto. “La mia amministrazione sta intraprendendo un’azione storica per abbassare i costi per i consumatori americani, proteggere i posti di lavoro nel settore auto e rendere l’acquisto molto più alla portata per un enorme numero di famiglie americane”.
Plauso di Stellantis e Ford
E dalla Casa Bianca i due CEO di Ford e Stellantis hanno dato il pieno sostegno alla politica trumpiana. Stellantis, infatti, ha assicurato subito un investimento di 13 miliardi di dollari nei prossimi quattro anni, aumentando la produzione di Jeep, Ram, Dodge e Chrysler. Filosa ha parlato di un aumento del 50% della produzione e della creazione di 5.000 posti di lavoro legati alla strategia inseguita dal gruppo. Un gruppo pronto a investire laddove ci sono regole chiare che consentano piani di sviluppo certi.La company internazionale ha pagato 190,7 milioni di dollari di sanzioni civili per non aver rispettato i requisiti in materia di risparmio di carburante per il 2019 e il 2020, dopo aver pagato quasi 400 milioni di dollari di sanzioni dal 2016 al 2019.












