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Le importazioni di GNL cinesi stanno diminuendo a causa dei prezzi troppo elevati

Anche se prezzi più bassi dovessero riuscire ad attrarre gli importatori cinesi in futuro, è difficile che il Paese riesca ad assorbire tutto il nuovo GNL.

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Immagine generata da IA

Le importazioni di GNL della Cina stanno diminuendo a causa dei prezzi elevati. Le importazioni di gas naturale liquefatto in Asia sono rimaste pressocché invariate durante il mese di novembre e per questo motivo il continente potrebbe registrare il primo calo annuale degli ultimi tre anni.

Il decremento della domanda asiatica di GNL

Il decremento della domanda asiatica di GNL è da attribuire soprattutto alla Cina, Paese sulla buona strada per cedere lo status di principale importatore mondiale a favore dell’ex primo in classica, ossia il Giappone. La Repubblica Popolare Cinese ha aumentato la produzione di gas naturale nazionale e le importazioni tramite gasdotto dall’Asia centrale e dalla Russia. Tuttavia, gli elevati prezzi spot del GNL, visti per gran parte dell’anno, sono da considerarsi il fattore determinante e più probabile del calo degli acquisti cinesi.

In base ai dati di Kpler, lo scorso mese l’Asia ha importato 22,99 milioni di tonnellate di GNL, un ammontare leggermente più alto rispetto ai 22,97 milioni di tonnellate di ottobre 2025 e ai 22,66 milioni di tonnellate di novembre del 2024. Per dicembre si prevede una ripresa delle importazioni. Gli analisti di Kpler stimano infatti che si possa arrivare a 26,86 milioni di tonnellate. Tuttavia, anche se i dati di dicembre dovessero registrare aumenti, le importazioni di GNL dall’Asia per l’anno 2025 dovrebbero ugualmente scendere a quasi 276 milioni di tonnellate, in calo rispetto ai 287,8 milioni di tonnellate del 2024. Se fosse così, sarebbe il prmo decremento annuale dal 2022 ad oggi.

In calo le importazioni di GNL della Cina

Sempre in base all’analisi di Kpler, le importazioni di GNL della Cina quest’anno sono stimate a quasi 64,6 milioni di tonnellate, in calo rispetto ai 78,27 milioni del 2024. Il 2025 potrebbe quindi segnare il livello più basso di acquisti dal 2022. Il Giappone, invece, potrebbe chiudere l’anno con 65,62 milioni di tonnellate di importazioni.

Come aveva scritto Bloomberg, la debolezza della domanda cinese sta sollevando preoccupazioni per un probabile eccesso di offerta globale più avanti nel decennio, quando entreranno in funzione nuovi progetti in diversi Paesi. Anche se i prezzi più bassi dovessero riuscire ad attrarre gli importatori cinesi in futuro, è difficile che il Paese riesca ad assorbire tutto il nuovo GNL. Un eccesso di offerta potrebbe dunque persistere nei prossimi anni, stando alle valutazioni degli analisti di Goldman Sachs.

Limitato interesse della regione asiatica per il GNL

Anche un’analisi dell’Institute for Energy Economics and Financial Analysis (IEEFA) prevede che la domanda asiatica di gas naturale liquefatto per il 2025 sia destinata a segnare un declino, più precisamente intorno al 5%. Anche in base a questo studio, sarebbe il calo annuale più marcato dal 2022. Secondo l’IEEFA, i prezzi elevati e le tensioni commerciali globali continuerebbero a limitare l’interesse della regione per questo combustibile.

Gli scenari futuri descritti dall’Agenzia Internazionale per l’Energia (AIE) hanno rafforzato le aspettative rialziste sulla domanda di GNL. Tuttavia, la recente battuta d’arresto nelle spedizioni di GNL in Asia mette in discussione questa tesi e dimostra che le politiche energetiche asiatiche non sono statiche, sottolinea l’IEEFA. Al contrario, rispondono e si adattano in maniera costante alle barriere del GNL, come prezzi volatili, rallentamento economico, sfide infrastrutturali, carenze di turbine a gas e rischi per la sicurezza energetica. Tali barriere potrebbero continuare a limitare la domanda, anche in un contesto di prezzi più bassi, conclude l’analisi.

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About Author / Erminia Voccia

Giornalista professionista appassionata e attenta osservatrice delle dinamiche globali. Ha una laurea magistrale in Relazioni Internazionali e due master in giornalismo e giornalismo radiotelevisivo. Ha mosso i primi passi in tv realizzando servizi per i telegiornali nazionali. Ha lavorato da freelancer per diversi quotidiani on line e cartacei nazionali e riviste specializzate, scrivendo di temi legati all’ambiente, agli esteri, alla politica internazionale e alla geopolitica, con uno sguardo particolare verso l’Asia. Ha curato l'organizzazione eventi e la comunicazione per una casa editrice e ha partecipato alla redazione di saggi. Per Rinnovabili si interessa soprattutto di clima e politiche climatiche.