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Ungheria, linea più dura nei confronti dei produttori di batterie per auto elettriche

Nonostante l'aumento della capacità e l'ottimismo dell'ex Governo, la produzione di batterie in Ungheria è scesa del 51% nel 2024.

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La stretta dell’Ungheria sulle batterie per auto elettriche

Ungheria: batterie per auto elettriche nel mirino del nuovo Governo. Il ministro dell’Ambiente ungherese, Laszlo Gajdos, ha minacciato di chiudere le fabbriche di batterie per veicoli elettrici che non rispettano le normative ambientali, segnando una svolta radicale rispetto alle politiche di Viktor Orban. L’Ungheria creerà una nuova autorità di controllo con il compito di monitorare e sanzionare le industrie inquinanti. Lo ha dichiarato Zsolt Tarkanyi, deputato del partito Tisza, ora al potere, nell’ambito di una campagna che punta a inasprire le normative per il settore.

A partire almeno dal 2021, per volere dell’ex Primo Ministro Orban molto vicino a Mosca e a Pechino, l’Ungheria è diventata un avamposto dell’inarrestabile avanzata cinese nel campo dell’industria globale delle batterie. Il Paese ha attirato investimenti esteri per quasi 26 miliardi di euro, stando ai calcoli del Governo. Tali investimenti sono arrivati principalmente da aziende produttrici sudcoreane e cinesi. L’attività industriale però ha causato proteste a livello locale, sollevando preoccupazioni per l’ambiente, la salute e la sicurezza.

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Linea più dura nei confronti delle aziende produttrici di batterie per auto elettriche

Anche su questi temi si è giocata la partita delle elezioni dello scorso aprile, temi però trascurati da Orban che ha preferito puntare il dito contro il pericolo, a suo dire, posto dall’Ucraina. L’esponente di centro-destra, Peter Magyar ha imposto a Orban una sonora sconfitta, promettendo di adottare una linea più dura nei confronti delle aziende produttrici di batterie per auto elettriche.

Ciò che possiamo fare e faremo come legislatori è istituire una nuova autorità di vertice per monitorare e sanzionare questi grandi potenziali inquinatori“, ha scritto Tarkanyi su Facebook.

Ad agosto 2022 la cinese Contemporary Amperex Technology Co., Limited (CATL) aveva annunciato un investimento da 7,34 miliardi di euro per la costruzione di un impianto di batterie da 100 GWh a Debrecen, nell’est dell’Ungheria. L’impianto si collocava al secondo posto per estensione tra gli stabilimenti di CATL in Europa, dopo quello tedesco. Grande 221 ettari e parte del Southern Industrial Park di Debrecen, l’impianto era progettato per fornire sia celle che moduli alle case automobilistiche europee come Mercedes-Benz, BMW, Stellantis e Volkswagen. Il nuovo Governo ora ha lanciato un’indagine sull’impianto di batterie per i potenziali rischi ambientali.

Inquinamento da alluminio

Laszlo Papp, sindaco di Debrecen ed esponente del partito Fidesz di Orban, ha chiesto al produttore cinese di componenti per batterie Semcorp di andar via per motivi di inquinamento ambientale. Le autorità locali a fine giugno hanno sospeso la licenza a Semcorp, a seguito di rilevamenti che hanno evidenziato inquinamento da alluminio su larga scala nei campioni d’acqua prelevati dai pozzi di monitoraggio situati intorno all’impianto. Tarkanyi, deputato di Debrecen del partito Tisza di Magyar, ha detto che il sindaco della città dovrebbe dimettersi e ha promesso che l’impianto resterà chiuso a lungo.

La presenza cinese in Ungheria

Le aziende cinesi investono in Ungheria da decenni, in particolare nel settore manifatturiero. La stragrande maggioranza dei progetti di investimento cinesi in Ungheria, però, è stata annunciata negli anni e riguarda proprio il settore delle batterie per veicoli elettrici.

Nel 2022, riferisce questa ricerca, la Cina era diventata l’ottavo investitore in Ungheria, mentre in base ai dati sui flussi annuali, nel 2023 l’Ungheria è diventata la principale destinazione europea per gli investimenti cinesi. Tuttavia, nonostante l’aumento della capacità e l’ottimismo dell’ex Governo, la produzione di batterie in Ungheria è scesa del 51% nel 2024.

La tabella evidenzia i principali progetti cinesi nel settore degli EV in Ungheria:

Azienda CineseAnno dell’InvestimentoLocalitàAmmontare dell’IDE (milioni di €)Tipo di InvestimentoSettore
BYD (fabbrica di autobus elettrici)2017Komárom (contea di Komárom-Esztergom)35.5Acquisizione / BrownfieldAutomotive EV
Semcorp2020Debrecen (contea di Hajdú-Bihar)340GreenfieldAutomotive EV battery
Chervon China2020Miskolc (contea di Borsod-Abaúj-Zemplén)50GreenfieldAutomotive Metal parts
Shenzhen Kedali2020Gödöllő (contea di Pest)40GreenfieldAutomotive EV battery
Halms Hungary2022Debrecen (contea di Hajdú-Bihar)43GreenfieldAutomotive EV battery
CATL2022Debrecen (contea di Hajdú-Bihar)7,340GreenfieldAutomotive EV battery
Huayou Cobalt2023Ács (contea di Komárom-Esztergom)1,400GreenfieldAutomotive EV battery
EVE Power2023Debrecen (contea di Hajdú-Bihar)1,070GreenfieldAutomotive EV battery
Sunwoda Mobility Energy Technology2023Nyíregyháza (contea di Szabolcs-Szatmár-Bereg)1,500GreenfieldAutomotive EV battery
BYD (fabbrica di EV)2023Szeged (contea di Csongrád-Csanád)3,600GreenfieldAutomotive EV
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About Author / Erminia Voccia

Giornalista professionista appassionata e attenta osservatrice delle dinamiche globali. Ha una laurea magistrale in Relazioni Internazionali e due master in giornalismo e giornalismo radiotelevisivo. Ha mosso i primi passi in tv realizzando servizi per i telegiornali nazionali. Ha lavorato da freelancer per diversi quotidiani on line e cartacei nazionali e riviste specializzate, scrivendo di temi legati all’ambiente, agli esteri, alla politica internazionale e alla geopolitica, con uno sguardo particolare verso l’Asia. Ha curato l'organizzazione eventi e la comunicazione per una casa editrice e ha partecipato alla redazione di saggi. Per Rinnovabili si interessa soprattutto di clima e politiche climatiche.