I costruttori asiatici stanno puntando a ricaricare le auto elettriche in appena 5 minuti: frontiera possibile?

Geely testa la ricarica in 5 minuti
Auto elettrica carica in 5 minuti. E’ una promessa piuttosto concreta quella del car maker asiatico Geely, grazie allo sviluppo di una nuova piattaforma da 1.000 V. L’obiettivo è battere la barriera del tempo: passare dal 10% di batteria all’80% – ritenuta la carica ideale per una vettura – potrebbe impiegare meno di 5 minuti e 30 secondi. Sarebbe un record, che cambierebbe davvero la strada della mobilità elettrica anche in Europa, dove fatica a decollare.
Auto carica in 5 minuti: record importante
Un primo assaggio di queste potenzialità è emerso con i test condotti sulla Lynk & Co 10 con batteria da 95 kWh, brand del gruppo Geely, sfruttando le infrastrutture ultra-fast a marchio Zeekr – in grado di erogare fino a 1.500 kW; in questa occasione la BEV ha toccato picchi di carica superiori a 1,1 MW, portando l’accumulatore dal 10% all’80% in poco più di 5 minuti e raggiungendo il 97% in meno di 9 minuti. Fare il pieno di un’auto a benzina o diesel di grandi dimensioni impiegherebbe poco meno.
Questo test non si traduce in una messa in pratica istantanea, perché anche se il gruppo cinese può contare su oltre 2.100 punti di ricarica rapida capaci di arrivare a 1.500 kW di potenza di picco, sono le auto che devono essere predisposte a ricevere tanta energia di ricarica in poco tempo. Insomma, deve essere completata tutta la filiera tecnologica che collega direttamente la batterie del veicolo alla colonnina.
Questa corsa alla piattaforma megawatt accomuna i colossi dell’auto cinesi, visto che ormai la tecnologia a 800 volt sta diventando uno standard per molti car maker, ma è il salto ai 1.000 volt che sarebbe la reale svolta. E Geely non sta lavorando da sola, sulla stessa strada, anche il super costruttore BYD, che sta portando su strada nuovi modelli con a bordo la nuova Blade Battery 2.0 che supporta la ricarica megawatt.
Auto carica in 5 minuti: la corsa all’ultra-fast
La spinta verso la riduzione dei tempi di sosta per la ricarica è ormai diventato il nuovo terreno di scontro globale nel settore BEV, coinvolgendo sia i grandi produttori di batterie sia i diretti concorrenti di mercato. Diamo uno sguardo agli altri competitor del mondo BEV.
- BYD e le piattaforme Megawatt: Come detto, il principale rivale di Geely ha accelerato lo sviluppo della tecnologia Flash Charging e delle architetture ad altissima tensione. Con piattaforme capaci di gestire picchi fino a 1.000 kW, BYD punta a garantire oltre 300-400 km di autonomia con soli 5 minuti di spina, integrando colonnine ad alta erogazione eroganti fino a 1.000 Ampere.
- CATL: Il gigante delle batterie sta lavorando alla seconda generazione delle sue celle ad alta velocità di carica Shenxing. Progettate per supportare fino a 1,3 MW di potenza, le nuove celle promettono di recuperare fino a 520 km di autonomia nel tempo di un caffè.
- L’infrastruttura Huawei: Sul fronte dell’hardware di ricarica, anche Huawei ha sviluppato dispenser a raffreddamento a liquido da 1.500 kW capaci di supportare l’erogazione necessaria per queste nuove piattaforme, dimostrando come il sistema di alimentazione stia evolvendo in parallelo con i veicoli.
Criticità da risolvere
Il passaggio dai diffusi sistemi a 400V alle nuove architetture a 1.000 Volt segna la maturità tecnica del settore. Rimangono tuttavia alcune sfide concrete, in particolare per il contesto europeo: l’adeguamento delle reti di distribuzione elettrica nazionali e la stabilità delle colonnine su strada. Riuscire a erogare potenze nell’ordine del Megawatt richiede infrastrutture dedicate dotate di sistemi di accumulo locali.
L’ostacolo principale dell’ultra-fast charging è l’effetto Joule: maggiore è la corrente erogata, più calore viene generato nei cavi e nelle celle della batteria. Inoltre, temperature elevate accelerano l’invecchiamento delle celle chimiche e aumentano lo stress sui componenti elettrici interni; i costruttori che sviluppano piattaforme a 1.000V devono saper offrire soluzioni tecnologiche convincenti per contrastare questi problemi.












