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Auto elettrica, la parità di prezzo con quella a carburante avverrà entro il 2030

Secondo uno studio recente la transizione all'auto elettrica è irreversibile e la corsa tra Cina ed Europa porterà alla parità di prezzo entro il 2030

Immagine creata con IA

Auto elettrica, la parità di prezzo con le termiche è vicinissima

La transizione industriale dalle auto a motore a quelle elettriche ha già raggiunto uno stato avanzato, e probabilmente incontrovertibile. Senza che ce ne rendiamo conto, il mercato automobilistico globale avrebbe varcato una soglia storica, raggiungendo il cosiddetto tipping point, il punto di svolta. Non solo in Cina, dove è noto il superamento a livello industriale delle BEV sulle auto a combustione, ma secondo una ricerca pubblicata su Nature Communications, anche in Europa dove la transizione sarebbe ormai autosufficiente e irreversibile. Un messaggio chiaro per l’industria: è l’inizio della fine per l’era dei motori a combustione interna. (Se vuoi sapere tutto sulle auto elettriche consulta la Guida 2026 di Rinnovabili sulle auto elettriche).

Auto elettrica: il crollo della resilienza dei combustibili fossili

Ma cosa significa esattamente aver raggiunto un punto di svolta? Nella ricerca, l’analisi dei dati di vendita si è concentrata nel periodo compreso tra il 2016 e il 2023, evidenziando che la flotta globale di veicoli elettrici e ibridi è raddoppiata ogni 1,5 anni. Al contrario, le vendite di auto tradizionali hanno iniziato un declino costante a partire dal 2019. Questo fenomeno non è solo una conseguenza della pandemia: mentre l’economia globale si riprendeva, le vendite di motori a benzina e diesel hanno continuato a scivolare, mentre quelle degli EV sono rimaste vivaci.

I ricercatori hanno identificato segnali precoci di questo cambiamento analizzando la volatilità delle quote di mercato dei veicoli convenzionali: prima del punto di svolta, le fluttuazioni diventano più intense e contemporaneamente rallentano, una firma classica dei sistemi prossimi a una transizione radicale. Un altro indicatore chiave è la varietà dell’offerta: mentre il numero di modelli elettrici sul mercato cresce rapidamente, la gamma di modelli tradizionali sta diminuendo in modo progressivo.

Auto elettrica: la corsa verso la parità di prezzo

Uno dei motori principali di questa accelerazione è la vicinanza alla parità di prezzo tra veicoli elettrici e a combustione. Grazie a modelli matematici avanzati, gli esperti prevedono che questo traguardo sarà raggiunto in Europa e Cina entro il 2028. Ora, questo non sembra così vicino come invece dice lo studio, ma è pur vero che il mercato europeo si sta orientando verso city car, quindi auto più piccole a costi più bassi, come è vero che l’enorme concorrenza sulle batterie abbasserà i prezzi dei veicoli.

Lo studio, inoltre, sostiene anche che dopo il livellamento Europa-Cina, principale terreno di scontro, il resto del mondo seguirà a ondate: Stati Uniti, Canada e Corea del Sud , infatti, sono attesi tra il 2026 e il 2030, mentre per le altre regioni la parità di costo dovrebbe arrivare tra il 2030 e il 2035. Questo si traduce in un altrettanto messaggio chiaro ai car maker: chi non sposterà immediatamente i propri investimenti e le linee di produzione verso l’elettrico rischia di essere tagliato fuori dal mercato.

La ricetta vincente delle politiche pubbliche

Il successo di Cina ed Europa non è frutto del caso, ma di un mix strategico di interventi. Jean-Francois Mercure, direttore dell’Exeter Climate Policy, spiega che “non sono stati i soli sussidi né le sole regolamentazioni a creare la massa critica, bensì la loro combinazione“.

Mentre i sussidi pubblici hanno reso gli EV accessibili, gli obblighi di vendita sulla quota di veicoli elettrici da raggiungere, insieme agli acquisti pubblici ne hanno garantito la disponibilità sul mercato. È interessante notare come le tasse sul carbonio abbiano avuto un ruolo quasi nullo in questa fase della transizione. Tuttavia, nonostante la crescita, gli esperti avvertono che non è ancora abbastanza veloce per azzerare le emissioni entro il 2050 in Europa e il 2060 in Cina; per questo, le politiche attuali devono essere mantenute o intensificate.

Scossoni all’economia mondiale: il picco del petrolio

Con la transizione in atto all’auto elettrica, anche il petrolio ha le ore contate, in senso figurato ovviamente. Questo perché la rapida sostituzione dei motori a combustione interna porterà con grande certezza al picco della domanda globale di petrolio entro il 2030 o poco dopo.

Questa trasformazione genererà benefici economici significativi per i paesi importatori di greggio, riducendo l’inquinamento e migliorando la bilancia commerciale, il che si traduce in un maggiore potere d’acquisto internazionale da reinvestire in altri obiettivi di sviluppo.

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About Author / Paolo Travisi

Paolo Travisi ha iniziato il suo percorso da giornalista nel 2004, come redattore del network televisivo 7Gold, una palestra professionale incredibile in cui è diventato giornalista professionista, realizzando servizi tv, dalla cronaca alla cultura, e collaborando a programmi e talk condotti da professionisti quali Aldo Biscardi, Alessandro Milan, David Parenzo. In parallelo all'esperienza televisiva, ha iniziato a scrivere per Il Messaggero web, all'epoca guidato da Davide Desario (attuale direttore di Adn Kronos) e poi a scrivere di scienza, tecnologia e cultura anche per l'edizione cartacea. La passione per la scrittura e la scienza, lo ha portato a collaborare con la “storica” rubrica TuttoScienze de La Stampa, con interviste a scienziati italiani ed internazionali. Dalla scienza alla sostenibilità, con la collaborazione con Green&Blue di Repubblica. Per Rinnovabili scrive quotidianamente e con grande entusiasmo di mobilità elettrica, realizza test drive delle auto e video per le pagine social.