Tra i dati disaggregati delle immatricolazioni e le macro-aree UNRAE emerge una mappa a sorpresa: la Capitale guida la transizione dei privati verso BEV e plug-in, staccando Napoli e Milano.

Auto ricaricabili, la capitale supera Milano
Roma è la città italiana delle auto ricaricabili. Vogliamo dire, capitale delle BEV e plug-in. I dati ce lo permettono, visto che la prima metropoli italiana – per estensione territoriale e numero di abitanti – ha immatricolato 7.302 auto elettriche e plug-in nel periodo gennaio-luglio 2026. Un dato che non è affatto scontato, visto che secondo i report mensili di UNRAE è tutto il nord (est e ovest) del Paese a trainare il mercato della transizione energetica dell’auto. La narrazione statistica ci indica che il Nord spinge, il Centro segue e il Mezzogiorno affanna.
Divisione geografica
Infatti, guardando la ripartizione geografica del mercato automobilistico complessivo, le macro-aree tracciano confini ben definiti:
| Macro-Area Geografica | Quota di Mercato Totale (%) |
| Nord-Orientale | 30,2% |
| Nord-Occidentale | 28,1% |
| Centro | 26,5% |
| Meridionale | 10,0% |
| Insulare | 5,2% |
Roma al top delle ricaricabili
I dati ci permettono di capire nel dettaglio, il peso che riveste Roma sul dato nazionale. Sul totale di 76.118 ricaricabili nuove nei primi sette mesi del 2026, le immatricolazioni di auto a batteria pure o parziali a Roma valgono il 9,6% complessivo. Roma ha superato ampiamente Milano, che con 4.394 auto immatricolate non è neanche in seconda posizione, bensì in terza dopo Napoli, al secondo posto a livello nazionale con 5.370 vetture BEV e PHEV. Un sorpasso, quello romano, sicuramente spinto dalle dimensioni della città più grande d’Italia, ma anche da una progressiva spinta verso la mobilità a zero o basse emissioni. Insomma, non è più solo la curiosità verso questa nuova tecnologia.
Crescono le ricaricabili
D’altronde in questo 2026 il trend delinea, in modo netto, il sorpasso delle nuove tecnologie ricaricabili e ibride sui motori tradizionali, diesel e benzina destinati al viale del tramonto; infatti, le BEV sono ad una quota dell’8,4%, ma segnano una crescita del 77,5% rispetto allo stesso periodo del 2025, sicuramente spinti dal bonus auto che ha esaurito la sua spinta proprio ad agosto scorso. Le Phev, invece, cioè le plug-in ibride crescono anche di più: l’85,1% con una quota mercato del 9%. Allargando la visione, il primo semestre 2026 ha visto la crescita di auto ibride che sfiorano il 50% delle nuove auto, +44% rispetto allo scorso anno.
E le colonnine?
I romani (come il sottoscritto) sono abituati a convivere con le complessità della loro città. Infatti, nonostante le colonnine di ricarica siano 6.109 in tutta la provincia romana, e quelli milanesi 7.243, gli abitanti della capitale hanno comunque acquistato più auto ricaricabili “sfidando” le difficoltà di ricaricare in strada. Non è un caso che l’amministrazione Gualtieri abbia deciso di frenare l’invasione di elettriche nel centro di Roma, riportando la ZTL a pagamento (circa 1.000 euro l’anno).
Infatti, uno dei motivi che ha spinto i romani a passare all’elettrico era proprio la possibilità di entrare gratis nelle zone a traffico limitato; ora resta solo la gratuità per il parcheggio nel centro cittadino, ma sicuramente resta una partita complessa in cui gioca un ruolo chiave Roma Servizi per la Mobilità, chiamata a bilanciare le politiche di accesso alle ZTL con una domanda di mobilità pulita che cresce più velocemente dei cantieri per le infrastrutture per ricaricare.












