L'Unione Europea è pronta a introdurre nuovi dazi compensativi anche sulle auto ibride plug-in cinesi, dopo quelli già avviati nel 2024 per i modelli 100% elettrici, al fine di bloccare una strategia di aggiramento commerciale da parte di colossi

Auto plug-in cinesi, cosa sta escogitando l’Europa
Non è solo Donald Trump ad imporre dazi commerciali per frenare l’import di prodotti fabbricati fuori dagli Stati Uniti, nel tentativo di favorire l’industria domestica. Anche l’Unione Europea fa lo stesso nei confronti delle auto elettriche cinesi. Già dal 2024, Bruxelles ha imposto dazi per compensare l’arrivo massiccio di auto BEV fatte in Cina e con costi inferiori ai prodotti europei. Ora, un’indiscrezione del quotidiano tedesco Handelsblatt sostiene che l’Unione sia pronta a percorrere la medesima strada anche nei confronti delle auto plug-in.
Auto ibride plug-in: pressing della Cina in Ue
Il motivo è fin troppo evidente. L’astuzia di fabbricanti e governo cinesi hanno scavalcato i vincoli europei, iniziando a produrre in modo più rapido per esportare auto elettriche plug-in, cioè con una piccola batteria che consente un utilizzo urbano, in aggiunta al motore endotermico per uscire dal tracciato cittadino. Insomma, la Cina ha scelto una scorciatoia e l’UE corre di nuovi ai ripari.
I dazi di importazione sono rivolti maggiormente alle big company come BYD, SAIC (che ha rilevato il marchio MG che va forte in Italia), Chery e tanti altri marchi che stanno arrivando in Europa. Fino ad ora queste auto pagano un normale dazio pari al 10%.
La lotta di Bruxelles contro Pechino
Secondo le indiscrezioni del quotidiano tedesco, la Commissione Europea avrebbe discusso di questi nuovi dazi di importazione nel Consiglio europeo durante il vertice del 18-19 giugno. L’obiettivo è fin troppo chiaro come abbiamo detto all’inizio dell’articolo: gli europei stanno comprando le auto cinesi spinti dai prezzi al di sotto della media europea, ma oltre alle BEV si acquistano anche le plug-in. Insomma le due tecnologie del futuro, sulle quali i car maker europei faticano ad imporsi per via dei costi di produzione più alti. E se queste due tecnologie entrano nei cuori degli europei, le aziende cinesi hanno già fatto centro.
Auto ibride plug-in, dazi differenziati
Ad oggi, le tariffe per le importazioni di BEV sono differenti per ogni produttore e la linea per le plug-in potrebbe ricalcare la via maestra. Anche se probabilmente saranno inferiori, perché questi modelli di auto hanno batterie molto più piccole. Ovviamente le decisioni in ambito europeo riguardano tutti i Paesi, per cui per l’Italia l’eventuale decisione europea potrebbe avere effetti importanti.
Ma non è ancora tutto, perché a Pechino le strategie non seguono un solo percorso. Per andare oltre, molte aziende intendono aprire succursali in Europa, in modo da assumere manodopera locale, ed allo stesso tempo essendo localizzati sul suolo europeo, allora verrebbero meno le barriere commerciali: i dazi.












