Installati quasi 10.000 punti di ricarica solo negli ultimi 12 mesi. Lombardia prima tra le Regioni per numero di colonnine, Roma in testa tra le Province

Quante colonnine di ricarica auto elettriche ci sono in Italia?
Abbiamo superato le 70mila colonnine di ricarica di auto elettriche in Italia. Per l’esattezza sono 70.272 quelle installate sulla penisola secondo il monitoraggio trimestrale di Motus-E, aggiornato al 30 settembre scorso. Si tratta di stazioni pubbliche, aumentate di 2.711 unità in 90 giorni, e di quasi 10mila (9.933) nell’arco di un anno.
La rete italiana continua quindi la sua gara contro il tempo per assicurare lo sviluppo della mobilità elettrica in Italia. Tuttavia il dato non è abbastanza. Troppe zone scoperte, troppe differenze non solo tra nord, centro e sud, ma anche da regione a regione, fino a scendere tra quartiere e quartiere in grandi città come Roma e Milano.

Ricarica Autostradale
Sulla rete autostradale ci sono 1.274 punti di ricarica installati – contro i 1.057 di un anno fa – di cui l’86% è di tipo veloce in corrente continua e il 63% supera i 150 kW di potenza. La quota delle aree di servizio autostradali dotate di infrastrutture di ricarica si attesta così al 48%.
Da regione a regione
Come dicevamo sopra, ecco alcuni numeri che testimoniano le discrepanze a livello regionale. La Lombardia si aggiudica il primo posto, con 14.242 punti, di cui 2.255 negli ultimi 12 mesi. A seguire il Lazio con la metà all’incirca della regione lombarda: 7.447 punti, +1.230 nei 12 mesi. In Piemonte 6.777 punti, di cui 742 installati nei 12 mesi precedenti; e ancora Veneto (6.408 punti, +718 nei 12 mesi) ed Emilia-Romagna (5.489, +543 nei 12 mesi).
Colonnine ricarica auto elettriche: da provincia a provincia
Roma è al primo posto per punti di ricarica installati con 5.881 punti colonnine, cresciute di 962 unità in un anno, mentre Milano è seconda con 4.970 punti, +971 nei 12 mesi; Napoli (3.120 punti, +241 nei 12 mesi), Torino (3.075 punti, +324 nei 12 mesi) e Brescia (1.843 punti, +79 nei 12 mesi).
Miglioramento su tutta la scala
Uno dei problemi delle colonnine è il tempo che passa tra l’installazione e la messa in funzione. Secondo Motus-E si registra un miglioramento sul fronte dei punti di ricarica installati dagli operatori ma in attesa dell’allaccio alla rete: dal 18% del terzo trimestre 2024 sono scesi al 14% nello stesso periodo del 2025. Un segnale che conferma i progressi, ma la percentuale è ancora troppo alta.
“La rete di ricarica italiana ha messo a segno l’ennesimo significativo passo avanti, ma per gli operatori sostenere questa crescita sta diventando sempre più complicato”, commenta il presidente di Motus-E, Fabio Pressi, ricordando le difficoltà con cui è costretto a misurarsi il settore, “dall’anomalo ritardo dell’Italia nell’adozione dei veicoli elettrici alle criticità normative, regolatorie e autorizzative”.
Il manifesto in 5 punti
Per spingere l’acceleratore sulla mobilità elettrica, nelle scorse settimane, Motus-E ha diffuso un manifesto in 5 punti rivolti a istituzioni, stakeholder, operatori del settore, dal titolo Ricaricare l’Italia: manifesto per un’infrastruttura strategica per il Paese.
I 5 punti chiave affrontati dettagliatamente nel manifesto
- Riduzione dei costi di approvvigionamento energetico in capo agli operatori della ricarica, allineandoli agli altri grandi Paesi europei, per garantire prezzi finali al pubblico più competitivi.
- Interventi normativi e regolatori per semplificare le fasi di connessione delle infrastrutture e per dare piena applicazione alle normative europee in tema di decarbonizzazione del settore trasporti, dando immediata applicazione a quanto previsto dalla direttiva sulle energie rinnovabili (RED III).
- Copertura totale delle reti autostradali, per assicurare la completa infrastrutturazione delle arterie del Paese per la mobilità delle persone e il trasporto merci lungo tutto il territorio nazionale.
- Concessioni di suolo più lunghe (20 anni), per garantire rientro e stabilità degli investimenti.
- Governance e pianificazione infrastrutturale centralizzate attraverso strumenti di monitoraggio e programmazione su cui far convergere i dati e gli scenari di tutti gli stakeholder.












