Lazio è la prima regione italiana per immatricolazione di elettriche. Seguono Lombardia e Trentino Alto-Adige

Auto elettriche, in 5 regioni il 60% del totale
L’Italia delle auto elettriche sta crescendo. A giugno 2026 sono arrivate sulle strade italiane 14.900 BEV, un trend in crescita che sottolinea una transizione in una buona fase, anche se restiamo ancora distanti dalla media europea. Lentamente, la situazione sta cambiando. Quali sono le regioni italiane che stanno investendo di più sulle auto a batteria? Grazie all’elaborazione del Centro Studi e Statistiche su metodo UNRAE, abbiamo la classifica mensile delle immatricolazioni di BEV su base regionale. Un dato che traccia una fotografia nitida.
Immatricolazione auto elettriche: la classifica regionale
A guidare la diffusione della mobilità a zero emissioni nel mese di giugno è a sorpresa il Lazio, che conquista il primato nazionale con 2.231 unità immatricolate, pari al 14,97% del totale della penisola. Segue a strettissimo giro la Lombardia con 2.157 vetture (14,48%). Insieme, le due regioni con le due città più grandi d’Italia, Roma e Milano, assorbono quasi il 30% dell’intero mercato italiano. Le due metropoli, infatti, possono contare anche sulla forte concentrazione di flotte aziendali, car sharing oltre che su un numero importante di infrastrutture di ricarica capillari.
Al terzo posto si piazza il Trentino-Alto Adige con 1.592 auto (10,68%), un risultato spinto da politiche locali particolarmente attente alla sostenibilità e da un’elevata incidenza di immatricolazioni di flotte e noleggi. La Provincia Autonoma di Bolzano può contare su incentivi locali.
Il dato più significativo giunge però dal Mezzogiorno: la Campania è la quarta regione con 1.515 immatricolazioni, pari al 10,17% del dato nazionale, superando regioni storicamente a forte vocazione automobilistica come la Toscana con 1.431 unità, 9,60%, il Veneto 915 unità, 6,14% e l’Emilia-Romagna (869 unità, 5,83%). Ottima la performance della Sicilia, che sfiora le 1.320 unità (1.316 immatricolazioni, pari all’8,83%), mentre invece è deludente la percentuale di elettriche in una grande regione del nord, come il Piemonte, sede storica della Fiat.
| Posizione | Regione | Immatricolazioni BEV (Giugno 2026) | Quota sul totale (%) |
| 1 | Lazio | 2.231 | 14,97% |
| 2 | Lombardia | 2.157 | 14,48% |
| 3 | Trentino-Alto Adige | 1.592 | 10,68% |
| 4 | Campania | 1.515 | 10,17% |
| 5 | Toscana | 1.431 | 9,60% |
| 6 | Sicilia | 1.316 | 8,83% |
| 7 | Veneto | 915 | 6,14% |
| 8 | Emilia-Romagna | 869 | 5,83% |
| 9 | Piemonte | 666 | 4,47% |
| 10 | Puglia | 560 | 3,76% |
La ripartizione geografica: Nord al 45%, ma il Centro-Sud avanza
Analizzando i dati per macro-aree geografiche, il Nord mantiene il peso maggiore con 6.743 immatricolazioni complessive, pari al 45,26% del mercato. Oltre a Lombardia e Trentino-Alto Adige, contribuiscono al risultato regionale il Piemonte (666), la Valle d’Aosta (226), il Friuli-Venezia Giulia (214) e la Liguria (104).
Il Centro totalizza 4.197 immatricolazioni (28,17%), trascinato dalle ottime performance di Lazio e Toscana, mentre Abruzzo (207), Marche (202) e Umbria (126) registrano volumi molto contenuti.
Il Sud e le Isole mettono a segno 3.960 unità immatricolate (26,58%). Oltre all’ottimo spunto di Campania e Sicilia, ci sono Puglia (560), Sardegna (235), Calabria (200), Basilicata (98) e infine il Molise, l’ultima in classifica con appena 36 immatricolazioni.

L’opinione
Interessante notare come le prime cinque regioni per volumi a giugno 2026 abbiano superato il 60% della quota nazionale, mentre la suddivisione per macro-aree pone il Nord in testa, il Centro a seguire, ma di poco rispetto al Sud. Infatti, la crescita dei volumi in Campania e Sicilia dimostra come l’interesse per la mobilità elettrica stia progressivamente interessando tutte le regioni del Paese. Difficile da comprendere il caso del Piemonte, comunque la strada tracciata sembra quella giusta, anche se l’autunno sarà il termometro del post-bonus. Solo dopo la pausa estiva si potrà capire se l’auto elettrica sta davvero entrando nella nuova cultura della mobilità degli italiani.












