Le elettriche pure hanno raggiunto quota 10,1% nel mese di giugno. Scopri le top ten più vendute in Italia

Immatricolazioni giugno 2026: chi sale e chi scende
Cresce mese dopo mese il mercato delle auto in Italia. Come maggio 2026, anche nel mese di giugno l’incremento è stato del 10,6%. In termini numerici parliamo di 146.423 nuove immatricolazioni. Da gennaio a giugno 2026, il volume totale è stato di 936.783 unità, segnando un +9,6% rispetto al periodo gennaio-giugno 2025.
Elettriche crescono
Il balzo in avanti più interessante, prendendo la transizione energetica come riferimento, riguarda la crescita continua delle elettriche pure che hanno segnato una quota del 10,1% con 14.894 unità complessive, in netta crescita rispetto al 6,0% di giugno 2025. E’ certamente il colpo di coda del bonus auto 2025 che si è concluso il 30 giugno 2026, anche se i fondi erano esauriti già la prima settimana di novembre. Tornando alle elettriche le vendite sono in aumento dell’86,4% e del 77,7% rispettivamente nel mese e nel progressivo da inizio anno; bene anche le autovetture mild e full hybrid che aumentano del 17,7% nel mese, con una quota del 45,9%; nel cumulato crescono invece del 23%, con una quota del 49,5%.
Piacciono le plug-in
Le PHEV, cioè le ibride con la spina continuano ad essere vivaci nel mercato italiano grazie alla tanta offerta (spesso cinese) ed al fringe benefit per le auto aziendali. A giugno 2026 sono arrivate al 10,6%, mentre a giugno 2025 era al 7,3%. Sommando BEV e PHEV la quota supera il 20,7%, parliamo di un quinto del totale immatricolato, quindi inizia ad avere il suo peso sulle emissioni.
Secondo, Roberto Vavassori, Presidente di ANFIA, è “buona la crescita dell’elettrico, con una quota delle vetture BEV che supera il 10% nel mese e si attesta all’8,5% nella prima metà dell’anno. Si tratta di un segnale incoraggiante, che auspichiamo possa consolidarsi con una programmazione quinquennale di misure a sostegno dell’installazione delle infrastrutture di ricarica private e condominiali“. Il riferimento di Vavassori è agli incentivi 2026 per wallbox, furgoni elettrici, di cui vi abbiamo parlato qui.
In calo benzina e diesel
A conti fatti, circa il 90% degli italiani sceglie ancora tecnologie di alimentazioni tradizionali – benzina, diesel e ibrido – che rendono più arduo il necessario che il percorso di decarbonizzazione della mobilità. Infatti, entrando nel dettaglio delle immatricolazioni per alimentazione. Le auto a benzina vedono il mercato di giugno in calo del 15,6%, con quota di mercato del 18,1%; allo stesso modo, le diesel calano del 30,3%, con una quota del 6,5%. Nel primo semestre 2026, le immatricolazioni di auto a benzina calano del 17,1% e quelle delle auto diesel del 25,4%, rispettivamente con quote di mercato del 19,8% e del 6,9% (prima volta sotto il 7%).
Diminuiscono emissioni CO2
Buone le notizie anche sulle emissioni medie di CO2 delle nuove immatricolazioni di giugno che decrescono dell’8,1% e scendono a 107,7 g/km rispetto a quelle di giugno 2025. Nel cumulato, calano del 6,3% e si attestano a 110,3 grammi per km percorso.
Top Ten elettriche
Sembra davvero non esserci storia per le altre elettriche. Ormai da diversi mesi è salda in cima alla classifica delle vendita, la piccola Leapmotor T03 che solamente a giugno ha portato in casa Stellantis, 2.744 immatricolazioni che nel semestre gennaio-giugno ammontano a 21.841 immatricolazioni. Ma vediamo la top ten delle BEV di giugno 2026 come è andata.
- Leapmotor T03: 2.744
- Dacia Spring: 1.802
- Tesla Model 3: 1.543
- Tesla Model Y: 863
- BMW iX1: 452
- BYD Dolphin Surf: 410
- Citroen e-C3: 298
- Volvo EX30: 243
- Fiat 500e: 227
- Dongfeng Box: 192
L’opinione
Gli italiani si stanno avvicinando al mondo elettrico. I numeri non sono più piccoli, e ci stiamo avvicinando alla soglia psicologica del 10%, ovvero un’auto su dieci a batteria e sarebbe già un risultato notevole per le complessità del nostro mercato. L’altro dato è il caso Leapmotor T03. Venduta a migliaia di unità grazie al bonus 2025 che ha equiparato il prezzo della piccola city car ad uno scooter. Questo significa che se il costo è basso, gli automobilisti sono disposti a fare i conti con le colonnine di ricarica. Allora il prezzo è il primo ostacolo da abbattere. Probabilmente se l’industria europea riuscisse a sfornare piccole BEV a 15mila euro, che con l’aiuto di incentivi e rottamazioni potrebbero avvicinarsi ai 10mila euro, allora è probabile che la quota aumenterà. Infatti, guardando i dati delle top 10, solamente la Tesla continua a reggere con i numeri. Il messaggio per i produttori è chiaro.












