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Ricarica domestica? Ci pensa il braccio robotico di Xiaomi

Xiaomi ha realizzato un caricatore con braccio robotico che collega e scollega autonomamente il cavo di ricarica della BEV

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Fonte immagine Xiaomi

Ecco come funziona il braccio robotico Xiaomi per la ricarica

Niente di più comodo. Parcheggiare la propria auto elettrica nel garage condominiale o nel proprio box, senza dover pensare neanche ad attaccare il cavo in dotazione per la ricarica. Dalla Cina, Xiaomi sorprende ancora il mercato perché ha sviluppato un braccio robotico, che non appena viene parcheggiata l’auto si aziona per collegare il cavo di ricarica.

Niente AI è tutto vero

Il colosso cinese ha diffuso il video promozionale in cui viene mostrato il funzionamento avveniristico del braccio domestico. Ma non si tratta di una clip realizzata con l’IA ma di un filmato reale, perché il dispositivo è già pronto per il mercato nell’anno in corso. In realtà l’idea è vecchia di qualche anno, quando nel 2014 Elon Musk per lanciare la Tesla aveva mostrato un prototipo funzionante, ma che non è mai diventato un prodotto commerciale. Xiaomi, invece, tenta la carta jolly per sorprendere il mercato e dimostra il funzionamento del prodotto, realizzato per funzionare in ambiente domestico.

Come funziona il braccio robot?

La caratteristica più interessante del braccio robotico è la sua compattezza, infatti, il corpo misura appena 152 millimetri di larghezza, consentendo l’installazione anche in garage non molto spazioso.

Come si vede nel breve filmato, quando si parcheggia l’auto nel box, il robot riconosce il veicolo e si aziona, uscendo dal proprio involucro ed inserendosi automaticamente nell’alloggio di ricarica, mentre l’auto inizia la ricarica. Nel video, l’apertura della presa di ricarica avviene da sola, senza l’ausilio umano.

Ma se l’auto elettrica che si guida non ha questa opzione, allora è probabile che sia il conducente a dover aprire la borchia e lasciare che il robot faccia il resto. Ma insomma, lo sforzo è davvero minimo e la precisione dichiarata da Xiaomi è inferiore al millimetro. Finita la ricarica, il processo si inverte, il cavo viene scollegato automaticamente e torna nella posizione di riposo.

Integrazione con l’ecosistema Xiaomi

Per rendere il braccio robotico funzionante, gli sviluppatori hanno dovuto ideare un sistema di integrazione con l’ecosistema digitale. Infatti, come si vede anche il video si apre lo sportella della presa di carica, mentre il resto delle attività si può controllare su smartphone all’interno della piattaforma Human-Car-Home.

A livello teorico, il prodotto potrebbe davvero rendere ancora più appetibile la ricarica domestica laddove possibile, anche in Italia, se e quando Xiaomi deciderà di esportarlo. Ma, raramente, la Cina produce gadget solo per il mercato interno. C’è anche da aggiungere che se l’innovazione funziona commercialmente, altri brand potrebbero seguire la stessa rotta. D’altronde quanti sono i produttori di wall box? Al momento non si conoscono tempistiche di commercializzazione e neanche il costo.

Il precedente: sistema Armstrong

Oltre al caso Xiaomi c’è un altro sistema, Armstrong di Star Charge, un benzinaio robotico automatico progettato anche in questo caso per operare senza alcun intervento umano ed in particolare per le auto a guida autonoma.

Armstrong si articola in tre fasi chiave: il vero cervello del sistema è un software di IA accoppiato a telecamere. Quando l’auto autonoma si parcheggia nello stallo di ricarica, l’AI scansiona il veicolo e individua lo sportellino della ricarica.

Una volta individuata la presa, entra in azione un braccio robotico snodabile che in meno di 40 secondi, apre lo sportellino e inserisce la spina. Uno dei più grandi limiti dei robot di ricarica standard è che spesso funzionano solo con un tipo di presa. Star Charge ha risolto questo problema brevettando un anello adattatore meccanico in grado di switchare ai tre standard mondiali.

Per evitare che il cavo del robot sia troppo rigido o pesante, il sistema adotta un sistema a raffreddamento a liquido. Questo permette di utilizzare cavi più sottili e flessibili, ma capaci di gestire potenze di ricarica elevatissime fino a 480 kW o più.

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About Author / Paolo Travisi

Paolo Travisi ha iniziato il suo percorso da giornalista nel 2004, come redattore del network televisivo 7Gold, una palestra professionale incredibile in cui è diventato giornalista professionista, realizzando servizi tv, dalla cronaca alla cultura, e collaborando a programmi e talk condotti da professionisti quali Aldo Biscardi, Alessandro Milan, David Parenzo. In parallelo all'esperienza televisiva, ha iniziato a scrivere per Il Messaggero web, all'epoca guidato da Davide Desario (attuale direttore di Adn Kronos) e poi a scrivere di scienza, tecnologia e cultura anche per l'edizione cartacea. La passione per la scrittura e la scienza, lo ha portato a collaborare con la “storica” rubrica TuttoScienze de La Stampa, con interviste a scienziati italiani ed internazionali. Dalla scienza alla sostenibilità, con la collaborazione con Green&Blue di Repubblica. Per Rinnovabili scrive quotidianamente e con grande entusiasmo di mobilità elettrica, realizza test drive delle auto e video per le pagine social.