Selezionata nell'ambito del programma europeo EIT Urban Mobility RAPTOR 2026, l'azienda italiana SuperUrbanity sviluppa Orbis, un'applicazione innovativa progettata per rendere la rete ciclabile urbana più accessibile e sicura

Orbis, l’app italiana che digitalizza le piste ciclabili
Una rete ciclabile può essere più accessibile e sicura se digitalizzata? D’altronde, la micro-mobilità dolce è sempre più diffusa nelle città italiane, ma a volte percorrere le piste in bicicletta non è così intuitivo o semplice per tutti. Specialmente i neofiti. Da qui nasce il progetto di SuperUrbanity – azienda italiana di urbantech – tra i vincitori dell’EIT Urban Mobility RAPTOR Open Call 2026, programma europeo che ha l’obiettivo di sviluppare soluzioni innovative per la mobilità urbana. Sono in tutto 14 le città d’Europa che insieme ad altrettante imprese dovranno sviluppare progetti pilota; nel caso specifico SuperUrbanity sta realizzando Orbis, l’app per rendere più fruibile la rete ciclabile urbana.
Cosa significa?
Chi gira le città in bicicletta sa bene che le informazioni per spostarsi sono frammentate, proprio perché non codificate come avviene per le automobili che hanno a supporto il Codice della Strada, che contiene norme e regole ben chiare. Per i ciclisti c’è poco o nulla a supporto, ed infatti individuare un percorso da un punto A al punto B di una città può pianificarsi solo con i classici strumenti di mappe digitali degli smartphone o basandosi sulla propria esperienza.
La soluzione digitalizzata di Orbis, invece, intende trasformare informazioni frammentate in un servizio intelligente che non indica solo il tragitto più breve, ma elabora itinerari personalizzati in base alle esigenze delle persone, alle caratteristiche dell’infrastruttura e alle condizioni effettive del territorio. E ancora: fare una passeggiata in bicicletta è differente dall’uso di un pendolare che la utilizza nel tragitto casa-lavoro-casa.
Per costruire i percorsi customizzati, la piattaforma fa ricorso ai dati territoriali e ambientali mappati da SuperUrbanity e dal Comune di Trento (partner del progetto) attraverso algoritmi proprietari che considerano simultaneamente una serie di parametri diversi, ma che insieme sono quelle informazioni che ognuno di noi elabora mentalmente prima di iniziare a pedalare. Anzitutto: la strada è sicura? Il manto stradale è sano o messo male? Quali sono le condizioni meteorologiche? Ci sono pendenze? Ecco tutte queste variabili vengono elaborate dall’app Orbis.
“Gli ultimi studi lo dimostrano: sostituire anche un solo spostamento dell’auto con la bici produce un impatto molto significativo sull’ambiente determinando la riduzione dell’impronta di carbonio di circa mezza tonnellata di CO₂ l’anno”, le considerazioni di Rodolfo Pinto, CEO di SuperUrbanity.
Perché Trento?
La città trentina è uno dei capoluoghi da anni al vertice per qualità della vita in Italia, per cui anche una delle realtà italiane più avanti nella mobilità sostenibile e innovazione. Inoltre Trento figura tra le sedici città italiane leader nell’innovazione digitale secondo ICity Rank 2025. Infatti, il Comune ha rafforzato la propria strategia per la mobilità attiva attraverso il PUMS, il Biciplan, gli interventi finanziati dal PNRR e la realizzazione della Bicipolitana, sistema di segnaletica che rende la rete ciclabile leggibile come una vera e propria metropolitana urbana. Il territorio provinciale può inoltre contare su oltre 490 chilometri di percorsi ciclabili, che collegano il Lago di Garda alle Dolomiti.
Il ruolo dell’IA
Orbis nasce con l’obiettivo di supportare gli spostamenti in bicicletta adattando le indicazioni di navigazione alle caratteristiche del territorio e alle esigenze degli utenti, attraverso l’impiego di intelligenza artificiale e dati in tempo reale. Il sistema integra un algoritmo per il calcolo del comfort climatico che, incrociando rilevazioni satellitari e previsioni meteo, suggerisce percorsi in ombra nelle giornate estive ed evita i tratti stradali più freddi o a rischio ghiaccio durante i mesi invernali.
La valutazione della sicurezza degli itinerari rappresenta l’elemento centrale della piattaforma e viene calcolata analizzando la continuità delle piste ciclabili, lo stato della pavimentazione e l’impatto delle intersezioni con il traffico automobilistico. L’utente ha la possibilità di selezionare percorsi alternativi in base a distanza, pendenza o valore panoramico, mentre l’integrazione con il trasporto pubblico locale mira a facilitare l’interscambio con i mezzi collettivi per gli spostamenti casa-lavoro.
I più recenti studi europei confermano infatti che rimpiazzare anche un solo viaggio giornaliero in auto con la bici tagli l’impronta di carbonio individuale di circa mezza tonnellata di CO₂ all’anno, mentre una mobilità attiva e sistematica può abbattere fino a un quarto le emissioni pro capite nel settore dei trasporti, responsabile da solo di circa un quarto delle emissioni totali di gas serra nell’Ue.
Fase sperimentale
La sperimentazione permetterà di valutare l’efficacia degli strumenti digitali non solo per i ciclisti, ma anche per la gestione delle infrastrutture pubbliche. Le informazioni raccolte attraverso l’utilizzo della rete alimenteranno una dashboard analitica a disposizione dell’amministrazione comunale, utile per individuare criticità viarie, discontinuità dei tracciati e priorità di intervento nella pianificazione urbana. Il cronoprogramma delle attività a Trento è strutturato tra luglio e dicembre 2026: la prima fase prevede l’analisi dei dati, la definizione dell’ambito di test e la coprogettazione con l’ente locale. Successivamente si passerà allo sviluppo tecnico degli algoritmi e dell’interfaccia utente, fino alla release di una versione beta a novembre. Tra novembre e dicembre 2026 la piattaforma sarà testata sul campo ed aperta a residenti, pendolari e visitatori, per poi concludere la fase pilota entro la fine dell’anno.
L’architettura della piattaforma Orbis è stata progettata per risultare scalabile e replicabile in altri contesti urbani italiani ed europei, previa configurazione dei parametri di navigazione e inserimento dei dati territoriali specifici. Per amministrazioni pubbliche e mobility manager potrebbe rappresentare uno strumento in grado di migliorare l’esperienza degli utenti e supportare le attività di pianificazione.












