• Articolo New York, 4 dicembre 2013
  • Un documento con lo sguardo al futuro

    L’Onu mette in guardia “La sicurezza alimentare è a rischio”

  • L’Onu avverte: l’aumento della popolazione nel 2050 porterà ad una crescita della richiesta di cibo superiore del 70% rispetto ad oggi

Sicurezza alimentare Onu(Rinnovabili.it)  – Aumenta la popolazione mondiale e di pari passo si fa più pressante la richiesta di acqua, energia e cibo. Per riuscire a soddisfare le necessità crescenti un nuovo rapporto dell’Onu mette in evidenza i benefici di una eventuale riduzione dello spreco di cibo, visto che nel 2050 per sfamare tutte le persone ci sarà bisogno di un quantitativo di beni alimentari superiore del 70% rispetto ad oggi.

Ridurre di 1,3 miliardi di tonnellate il volume dei rifiuti alimentari prodotti ogni anno, abbassando il consumo di carne e riducendo il numero delle nascite registrate nell’Africa Sub-Sahariana potrebbe rappresentare uno dei metodi efficaci per evitare che la fame nel mondo si diffonda ulteriormente.

 

Queste sono solo alcune delle conclusione racchiuse nel documento UN-backed report by the World Resources Institute (WRI), nel quale troviamo la previsione di un aumento tale della popolazione da richiedere un’azione immediata per proteggere 9,6 miliardi di persone dalla fame. Il rapporto, sostenuto dalla United Nations Environment and Development Programmes e dalla World Bank è stato presentato oggi per mettere in evidenza le possibili soluzioni per aiutare a garantire la sicurezza alimentare, e che eviteranno di dover ricorrere alla deforestazione per mettere a disposizione dell’agricoltura nuovi terreni per la produzione di cibo.

 

“Lo spreco di oltre 1,3 miliardi di tonnellate di cibo ogni anno, un valore di circa 1 trilione di dollari, sta causando significative perdite economiche mondiali ponendo pressione aggiunta sulle risorse naturali necessarie per nutrire il pianeta”, ha detto Achim Steiner, sotto- segretario generale delle Nazioni Unite e direttore esecutivo dell’UNEP in una dichiarazione. “Minare i sistemi alimentari ha un prezzo ambientale molto alto, con impatti negativi sulla qualità del terreno, la quantità di acqua, la biodiversità e il clima globale. Per realizzare la visione di un mondo veramente sostenibile, dobbiamo trasformare il nostro modo di produrre e consumare le nostre risorse naturali. Il restauro degli ecosistemi non solo dovrebbe aumentare la quantità di cibo prodotto, ma anche migliorare lo stato dell’ambiente da cui la produzione alimentare dipende” ha concluso Steiner.

 

Oltre alla riduzione dello spreco di cibo e all’attenzione nel consumo di carne il documento Onu suggerisce il miglioramento delle condizioni igieniche e dell’informazione tra le popolazioni dell’Africa Sub-saharinana doce la riduzione delle nascite potrebbe andare a vantaggio del benessere delle famiglie abbassando la richiesta quotidiana di nutrienti.