Tra ricatti politici, sabotaggi energetici e connessioni transfrontraliere ancora scarse, i rischi di blackout potrebbero aumentare, colpendo soprattutto i paesi con una limitata diversificazione dell'approvvigionamento

Il report “New lines of defence: how interconnectors keep the lights on”
Se c’è una lezione che il blackout della Spagna ha sicuramente impartito è che senza un sistema elettrico europeo altamente interconnesso, le interruzioni di corrente possono determinare danni ingenti. E in un contesto come quello attuale, in cui si moltiplicano sfide e minacce, l’attenzione per le infrastrutture energetiche deve essere alta. A ribadirlo è anche il nuovo rapporto del think tank Ember “New lines of defence: how interconnectors keep the lights on” che valuta l’attuale rischio di blackout per il sistema elettrico europeo.
Baltico, epicentro dei sabotaggi energetici
Il documento punta i riflettori sulle difficoltà, gli incidenti, gli attacchi informatici e i sabotaggi registrati in questi ultimi anni. Dal 2022, solo nel Mar Baltico sono stati verificati 9 incidenti con danni ai collegamenti energetici e di comunicazione. Tra questi, compaiono anche i danneggiamenti ai gasdotti Nord Stream e Balticconnector e al cavo elettrico EstLink 2.
“Il Baltico non è più solo un’area geografica: sta diventando la centrale elettrica integrata dell’Europa settentrionale e orientale, basata sul sostegno reciproco e sulla diversificazione delle fonti energetiche”, ha dichiarato Zuzanna Nowak, Direttore Esecutivo dell’Opportunity Institute for Foreign Affairs. “L’urgenza è chiara: il Baltico è diventato l’epicentro di episodi di sabotaggio in Europa, a dimostrazione del fatto che cavi sottomarini e linee elettriche sono ormai strategici quanto porti e rotte di navigazione. La protezione di queste infrastrutture deve quindi andare oltre il settore energetico in sé: dovrebbe essere considerata parte della difesa collettiva della NATO e dell’architettura di sicurezza dell’UE“.

Dove si concentra il rischio di blackout?
Ma il Baltico non è l’unico bersaglio: nell’aprile 2025, degli hacker russi hanno colpito una centrale idroelettrica norvegese, nel settembre 2025 si è verificato un blackout doloso a Berlino e attacchi israeliani in Qatar, importante fornitore europeo di gas. Senza scordare l’interruzione di corrente in Spagna, che ha portato giù anche l’alimentazione del Portogallo. Si tratta di pochi esempi rispetto a una realtà che sta divenendo sempre più complessa e su cui oggi emerge una necessità: aumentare il più possibile il livello di interconnessione e collaborazione.
Gli analisti di Ember hanno stimato che fino al 55% del sistema elettrico europeo ha oggi limitate possibilità di importare elettricità, aumentando i rischi di blackout in tutto il continente. In particolare Spagna, Irlanda e Finlandia sono oggi i Paesi più esposti a eventuali incidenti a causa della scarsa infrastruttura transfrontaliera.
Potere agli interconnector
“Le infrastrutture energetiche europee sono sotto attacco, con la campagna di guerra ibrida della Russia che si intensifica ogni giorno”, ha osservato Pawel Czyzak, direttore del programma Europa di Ember. “Gli interconnettori costituiscono la spina dorsale della sicurezza energetica, salvaguardando l’Europa da guasti della rete e minacce geopolitiche. Più interconnettori abbiamo e meglio proteggiamo le nostre infrastrutture esistenti, più siamo al sicuro di fronte al sabotaggio”.

In questo contesto, sottolinea il think tank, il prossimo Pacchetto Reti dell’Unione europea dovrebbe offrire un’opportunità per rafforzare l’impegno politico in tale direzione. E la capacità di interconnessione europea potrebbe quasi raddoppiare tra il 2024 e il 2040, o addirittura triplicare se tutti i progetti attualmente pianificati venissero realizzati in tempo. Progetti che, ovviamente, dovrebbero fare attenzione soprattutto a quelle aree con connettività limitata e alta esposizione a potenziali interruzioni, come la penisola iberica, l’Europa orientale e la Finlandia.
“Senza un’azione immediata per espandere e proteggere gli interconnettori, i rischi di blackout aumenteranno, soprattutto nei paesi con una limitata diversificazione dell’approvvigionamento. Questo non deve essere considerato una priorità energetica, ma un elemento vitale per proteggere la società europea dagli attacchi. In periodi di instabilità, i paesi europei dovrebbero sviluppare attivamente connessioni transfrontaliere per salvaguardare la sicurezza di milioni di europei”, ha concluso Pawel Czyzak.











