Come funziona la nuova tecnologia? Una macchina disidrata e macina gli scarti alimentari dando loro una consistenza simile ai fondi di caffè, da compostare o dare in pasto ai polli.

Una nuova tecnologia per il riciclo alimentare, potenziata dall’intelligenza artificiale, trasformerà gli scarti di cibo della catena di supermercati statunitensi Whole Foods in mangime per polli, contribuendo così alla produzione di uova. Come racconta Axios in un’esclusiva, la tecnologia sarebbe in grado di ridurre i volumi di rifiuti fino all’80%, stando alle stime della startup Mill, che l’ha creata. Il sistema permetterebbe anche di limitare le emissioni di gas serra derivanti dagli sprechi alimentari, facendo risparmiare un bel po’ di denaro a Whole Foods.
I numeri dello spreco alimentare
Secondo le Nazioni Unite, nel mondo una persona su undici soffre la fame. Più precisamente, sarebbero 735 milioni le persone a patire la fame a livello mondiale. Eppure, ogni giorno buttiamo via tonnellate di cibo. A livello globale, quasi il 13,2% del cibo prodotto va perso nel passaggio dalla raccolta e alla vendita al dettaglio. Si stima, inoltre, che in casa, nel settore della ristorazione e della vendita al dettaglio, si sprechi quasi il 19% della produzione alimentare globale totale. Ogni giorno in casa si getterebbe via un ammontare cibo equivalente a quasi un 1 miliardo di pasti.
Lo spreco alimentare genera dall’8 al 10% dei gas serra
Non solo, lo spreco alimentare genera dall’8 al 10% dei gas serra. In tutto questo, le opportunità per finanziare la riduzione degli sprechi alimentari e le diete a basse emissioni di carbonio restano largamente inutilizzate, con solo 0,1 miliardi di dollari investiti annualmente nel 2019/20.
L’intelligenza artificiale può favorire il riciclo alimentare
Come funziona la nuova tecnologia? Una macchina disidrata e macina gli scarti alimentari dando loro una consistenza simile ai fondi di caffè, da compostare o dare in pasto ai polli.
Amazon, proprietaria di Whole Foods, e Mill vorrebbero distribuire i cestini nei punti vendita Whole Foods entro il 2027. Questi contenitori, creati da Mill e dotati di intelligenza artificiale, potrebbero quindi permettere ad Amazon, e in futuro anche ad altri supermercati e ristoranti, di analizzare in tempo reale cosa non viene utilizzato e va sprecato. “Se tutti i croissant vengono buttati via, forse dovrebbero sfornarne meno“, ha detto ad Axios il co-fondatore e CEO di Mill, Matt Rogers. In questo momeno la domanda per le tecnologie che sfruttano concretamente l’intelligenza artificiale è sempre maggiore e anche altre aziende, oltre a Mill, stanno sperimentato iniziative simili.
Rogers è stato anche co-fondatore di Nest, l’azienda di termostati intelligenti acquisita da Google nel 2014 per 3,2 miliardi di dollari. Adesso Mill è una pioniera nell’ambito della lotta agli sprechi alimentari da trasformare in mangimi per animali. Fino ad ora, però, aveva concentrato la propria attività su abitazioni e luoghi di lavoro, vendendo un dispositivo delle dimensioni di un bidone della spazzatura. Ora sta puntando alla grande distribuzione. Amazon sta investendo in Mill una cifra non ancora nota ma l’azienda ha raccolto un totale di 250 milioni di dollari dal 2020, anno della sua fondazione.
Tecnicamente è tutto abbastanza complesso da realizzare. Mill, tuttavia, sta cercando di superare gli ostacoli assicurandosi che la tecnologia funzioni all’interno delle cucine, offrendo analisi in tempo reale basate sull’intelligenza artificiale. L’azienda inizierà da subito a coinvolgere i ristoranti come prossimi clienti.












