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Microsoft: riduzione del consumo di acqua nell’era dell’intelligenza artificiale

Le aziende impegnate nel boom dell'IA stiano provando a rispondere alle crescenti preoccupazioni sull'impatto ambientale dell'espansione dei data center.

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Cresce il fabbisogno idrico dei data center

Con la necessità di realizzare strutture sempre più grandi dedicate all’intelligenza artificiale, il consumo di acqua dei data center è in aumento, come la domanda di energia e impatto in termini di emissioni di carbonio.

Gli sviluppatori di data center stanno attingendo sempre più spesso alle risorse di acqua dolce per soddisfare il fabbisogno idrico dei propri impianti, ponendo dei rischi sulle comunità delle aree circostanti. I grandi data center possono arrivare a consumare quanto una città con una popolazione compresa tra 10.000 e 50.000 abitanti.

Dopo gli annunci di Google, Amazon e Nvidia, l’aggiornamento appena pubblicato da Microsoft evidenzia quanto le aziende impegnate nel boom dell’IA stiano provando a rispondere alle crescenti preoccupazioni sull’impatto ambientale dell’espansione di tali infrastrutture.

Microsoft ha dichiarato che i progetti più recenti di data center dedicati all’IA non consumano acqua per il raffreddamento durante le normali operazioni. Questa dichiarazione rientra un impegno più ampio che, secondo l’azienda, avrebbe contribuito a migliorare l’efficienza idrica di quasi il 90% rispetto ai primi anni 2000.

In tutta la flotta di data center di proprietà, Microsoft ha detto di impegnarsi a raggiungere un miglioramento del 40% nell’intensità dell’uso dell’acqua dei data center entro il 2030. Nel 2025 l’azienda avrebbe ridotto l’intensità dell’uso dell’acqua del 25%. Nell’anno fiscale 2025 Microsoft, spiega il comunicato, avrebbe raggiunto un traguardo importante verso l’impegno water positive per il 2030, ossia reintegrare nel corso dell’anno più acqua di quella prelevata.

L’opposizione pubblica

Microsoft sta quindi migliorando la tecnologia di raffreddamento, lavorando sulla gestione della risorsa idrica, proprio mentre si intensifica l’opposizione pubblica nei confronti dei data center. Quasi il 70% degli statunitensi si oppone alla costruzione di data center nelle proprie comunità, come emerge da un sondaggio Gallup pubblicato a maggio, e le preoccupazioni relative ad acqua ed energia sono i due motivi principali.

Il consumo globale di elettricità dei data center, stimato a 448 TWh nel 2025, potrebbe raggiungere i 945 TWh entro il 2030. L’impronta idrica associata è stimata in 9,300 miliardi di litri.

La maggior parte della flotta di data center già esistenti di Microsoft utilizza ancora una certa quantità di acqua per il raffreddamento. L’azienda afferma che molte strutture si affidano a sistemi che utilizzano l’aria esterna e richiedono acqua solo periodicamente. A Phoenix, ad esempio, alcuni data center di Microsoft utilizzano un sistema di raffreddamento evaporativo che si affida all’acqua quando le temperature superano i 30°C circa, ha spiegato ad Axios Steve Solomon, vice presidente di Microsoft per la parte ingegneristica dei data center.

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About Author / Erminia Voccia

Giornalista professionista appassionata e attenta osservatrice delle dinamiche globali. Ha una laurea magistrale in Relazioni Internazionali e due master in giornalismo e giornalismo radiotelevisivo. Ha mosso i primi passi in tv realizzando servizi per i telegiornali nazionali. Ha lavorato da freelancer per diversi quotidiani on line e cartacei nazionali e riviste specializzate, scrivendo di temi legati all’ambiente, agli esteri, alla politica internazionale e alla geopolitica, con uno sguardo particolare verso l’Asia. Ha curato l'organizzazione eventi e la comunicazione per una casa editrice e ha partecipato alla redazione di saggi. Per Rinnovabili si interessa soprattutto di clima e politiche climatiche.