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ONU: Guterres rilancia il dialogo internazionale per il phase out delle fonti fossili

L'iniziativa di Guterres vorrebbe restituire all'ONU la guida degli sforzi globali a favore della lotta ai cambiamenti climatici, a ormai dieci anni dall'Accordo di Parigi.

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Working visit of Antonio GUTERRES – UN Secretary General – Press conference – Copyright: © European Union 2021 – Source : EP

Il Segretario Generale ONU, Guterres, chiede un dialogo onesto e lancia l’idea di una piattaforma globale per l’eliminazione graduale dei combustibili fossili

Al Meeting Ministeriale dell’Agenzia Internazionale dell’Energia, il Segretario Generale dell’ONU, Guterres, ha chiesto un dialogo onesto e una piattaforma globale per l’abbandono graduale dei combustibili fossili. Guterres vorrebbe portare i produttori di petrolio e gas al tavolo delle trattative. La piattaforma, infatti, dovrebbe unire produttori, consumatori, istituzioni finanziarie e società civile. Lo scopo è pianificare la riduzione graduale degli investimenti a favore delle fonti fossili e, contemporaneamente, potenziare quelli per le rinnovabili.

Segretario Generale ONU, Guterres: “Siamo entrati nell’era dell’energia pulita”

Siamo entrati nell’era dell’energia pulita. – ha detto GuterresLe rinnovabili sono ormai la fonte di energia più economica, veloce e sicura quasi ovunque. Gli investitori lo sanno: lo scorso anno, 2.000 miliardi di dollari sono andati all’energia pulita, quasi il doppio rispetto ai combustibili fossili. Chi guiderà questa transizione guiderà l’economia globale del futuro. Eppure, alcuni interessi legati ai combustibili fossili restano ostinatamente decisi a rallentare il progresso, diffondendo disinformazione e fingendo che una transizione sia irrealistica o insostenibile economicamente“.

Diciamo le cose come stanno: – ha proseguito Il Segretario ONU, Guterres – la dipendenza del mondo dai combustibili fossili è una delle più grandi minacce alla stabilità e alla prosperità globale. Tre quarti dell’umanità vive in Paesi che sono importatori netti. Questi Paesi sono dipendenti da un’energia che non controllano, a prezzi che non possono prevedere, assistono al prosciugamento dei budget per lo sviluppo a causa dalle bollette e sono alla costante mercé di turbolenze geopolitiche e interruzioni delle forniture. Questa insicurezza è radicata nel sistema. Il ritardo genererà solo instabilità. Ci troviamo di fronte a una scelta: progettare la transizione insieme o precipitarvi attraverso crisi e caos“.

Manca un consenso globale sull’abbandono dei combustibili fossili

In questo momento storico manca un consenso globale sull’abbandono dei combustibili fossili, nonostante l’impegno della COP28 del 2023 in tal senso. La nuova piattaforma di dialogo promossa dal Segretario Generale dell’ONU si propone di costruirne uno, considerato anche l’insuccesso della COP in Brasile del 2025 nel promuovere una tabella di marcia credibile per la rinuncia alle fonti fossili. Le Nazioni Unite sono sempre meno rilevanti nella risoluzione delle crisi e anche nella tutela del clima. L’iniziativa di Guterres vorrebbe restituire all’ONU la guida degli sforzi globali a favore della lotta ai cambiamenti climatici, a ormai dieci anni dall’Accordo di Parigi.

La transizione si è trasformata in una lotta per la supremazia tecnologica, rappresentata dalla Cina, contro quella delle risorse tradizionali, rappresentata invece dali USA. Istituzioni come l’AIE e l’ONU faticano a funzionare quando i grandi attori, come gli Stati Uniti di Trump, le ignorano. Guterres ha spiegato che, senza una piattaforma di coordinamento globale, la transizione avverrà comunque ma in modo traumatico.

Rinnovabili come scelta strategica

In questo contesto gli Stati interessati a potenziare gli investimenti nelle fonti di energia pulita e a isolare gli Stati Uniti e gli altri Paesi produttori si stanno organizzando per formare coalizioni al di fuori del contesto ONU. Ecco che le rinnovabili sono diventate anche un modo per contrastare gli USA e isolarli diplomaticamente, un po’ come l’Europa ha cercato di fare con la Russia all’indomani dell’invasione dell’Ucraina.

Ad esempio, la cooperazione tra i Paesi del Mare del Nord a favore dello sviluppo dell’energia eolica offshore punta a rafforzare la sicurezza energetica della regione e a ridurre la dipendenza dalle importazioni provenienti dagli Stati Uniti, tentando anche di costruire un ponte tra Europa e Regno Unito nel post-Brexit. L’accordo commerciale UE-India ha previsto inoltre finanziamenti specifici per la decarbonizzazione industriale e per attenuare l’impatto della tassa europea sul carbonio alle frontiere.

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About Author / Erminia Voccia

Giornalista professionista appassionata e attenta osservatrice delle dinamiche globali. Ha una laurea magistrale in Relazioni Internazionali e due master in giornalismo e giornalismo radiotelevisivo. Ha mosso i primi passi in tv realizzando servizi per i telegiornali nazionali. Ha lavorato da freelancer per diversi quotidiani on line e cartacei nazionali e riviste specializzate, scrivendo di temi legati all’ambiente, agli esteri, alla politica internazionale e alla geopolitica, con uno sguardo particolare verso l’Asia. Ha curato l'organizzazione eventi e la comunicazione per una casa editrice e ha partecipato alla redazione di saggi. Per Rinnovabili si interessa soprattutto di clima e politiche climatiche.