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Rapporto EEA: i cambiamenti climatici mettono in pericolo la salute dell’ambiente

I dati del Rapporto EEA dimostrano che l’ambiente non gode buona salute in Europa, anche se evidenzia i progressi significativi fatti negli ultimi anni. È necessario ripensare il legame tra ambiente ed economia e considerare la protezione della natura come un investimento e non come un costo

Rapporto EEA: i cambiamenti climatici mettono in pericolo la salute dell’ambiente

Il legame tra ambiente ed economia

Secondo il Rapporto EEA, in Europa l’ambiente non gode buona salute, nonostante negli ultimi anni siano stati fatti alcuni progressi significativi nella riduzione delle emissioni di gas a effetto setta nel contenimento dell’inquinamento atmosferico.

Salvaguardare l’ambiente è un investimento, non un costo

La pressione sull’ambiente, infatti, rimane forte come dimostrano il persistente degrado, lo sfruttamento e la perdita di biodiversità.

L’EEA (European Environment Agency) sottolinea nel Rapporto Europe’s environment and climate: knowledge for resilience, prosperity and sustainability che il cambiamento climatico e il degrado ambientale minacciano la competitività dell’Europa.

«Dobbiamo ripensare il legame tra ambiente ed economia e considerare la protezione della natura come un investimento e non come un costo. Una natura sana è la base per una società sana, un’economia competitiva e un mondo resiliente», ha dichiarato Jessika Roswall, commissaria per l’Ambiente, la resilienza idrica e l’economia circolare competitiva.

Il rapido riscaldamento dell’Europa

Una posizione condivisa da Wopke Hoekstra, commissaria per il Clima, l’azzeramento delle emissioni nette e la crescita pulita: «L’Europa è il continente che si riscalda più rapidamente, e recentemente è stata colpita direttamente dall’impatto devastante dei cambiamenti climatici, con i gravi incendi boschivi della stagione estiva.

I costi dell’inazione sono enormi e i cambiamenti climatici rappresentano una minaccia diretta alla nostra competitività. Mantenere la rotta è essenziale per salvaguardare la nostra economia».

Rapporto EEA: tutto è connesso e interdipendente

Quali sono le prospettive? Per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 sarà indispensabile migliorare la gestione del suolo e dell’acqua, come pure delle altre risorse naturali.

Il Rapporto dell’EEA in sostanza adotta una visione olistica dei problemi che riguardano l’ambiente, in cui tutto è interconnesso e interdipendente.

Pertanto sarà solo con la protezione delle risorse naturali, con la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici e con la riduzione dell’inquinamento che si potrà rafforzare la resilienza dei territori e delle persone che li abitano.

Questo significa ridare respiro a quelle funzioni naturali vitali per la sopravvivenza a cominciare da tre punti chiave: la sicurezza alimentare, la disponibilità di acqua potabile e la difesa dei territori dalle inondazioni.

Politiche e azioni di lungo termine per l’ambiente

Europe’s environment and climate esorta quindi a intensificare l’impegno per attuare politiche e azioni a lungo termine che favoriscano la sostenibilità.

Si tratta peraltro di azioni già concordate nell’ambito del Green Deal europeo, in linea con le priorità indicate dalla Commissione Europea: innovazione, decarbonizzazione e sicurezza.

Il rapporto dell’EEA analizza la situazione attuale e le prospettive future partendo dai dati di 38 Paesi europei in materia di ambiente, clima e sostenibilità.

La posizione dell’UE nel contesto globale

L’Unione Europea, nel contesto globale, non è messa poi così male. Infatti l’Europa è un continente leader mondiale per quanto riguarda la riduzione delle emissioni di gas serra e dell’uso di combustibili fossili. Inoltre, dal 2005 ha raddoppiato la quota di energie da fonti rinnovabili.

Tanto impegno ha prodotto risultati significativi: negli ultimi 10-15 anni sono migliorati la qualità dell’aria, il riciclo dei rifiuti e l’uso efficiente delle risorse.

Ma ci sono anche altri progressi incoraggianti: l’innovazione, i green jobs e la finanza sostenibile.

Quindi non dobbiamo abbassare la guardia, bensì alzare l’asticella delle nostre ambizioni. L’Unione Europea, infatti, ha le politiche, gli strumenti, le conoscenze e l’esperienza per raggiungere nuovi traguardi di sostenibilità.

L’Italia tra punti di forza…

Secondo il Rapporto dell’EEA, l’Italia presenta diversi punti di forza:

  • lo sviluppo dell’agricoltura biologica;
  • la crescita delle fonti rinnovabili, che punta al 38,7% entro il 2030;
  • la riduzione delle emissioni di gas serra;
  • l’estensione delle aree protette;
  • un tasso elevato di riutilizzo dei materiali (ma occorre ridurre la dipendenza dalle importazioni di materie prime critiche, rafforzando il riciclo e il riutilizzo delle risorse già presenti sul territorio nazionale.

…e criticità

Tuttavia non mancano le criticità, in un intreccio di sfide ambientali ed economiche:

  • strategie di adattamento ai cambiamenti climatici;
  • gestione dei rifiuti;
  • sfide socio-economiche legate al divario generazionale;
  • scarsa mobilità sociale;
  • diffusa povertà energetica.

Pertanto, è necessarie adottare un approccio integrato in grado di coniugare tutela ambientale, innovazione e benessere collettivo.

In questo quadro, il PNRR si conferma decisivo per raggiungere obiettivi di sostenibilità, innovazione e competitività.

La Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile, in coerenza con l’Agenda 2030, resta il quadro di riferimento per garantire politiche coerenti e di lungo periodo.

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About Author / Isabella Ceccarini

Europeista sostenitrice dell’Italia, non ama i confini mentali e geografici. Di formazione umanistica, è curiosa delle novità e affascinata dalla contaminazione tra saperi diversi. Giornalista da più di trent’anni, ha lavorato a lungo come caporedattore per un trimestrale di politica universitaria e ricerca. Ha scritto a quattro mani il libro Perché l’università. Riflessioni sull’etica del sapere che raccoglie pensieri e interviste a esponenti di spicco del mondo dell’istruzione superiore e di organizzazioni internazionali. Ha collaborato con diverse case editrici alla stesura di libri e cataloghi per mostre ed eventi occupandosi di progettazione e coordinamento editoriale. È attenta ai temi etici di cui ha scritto per il mensile della Società San Vincenzo de’ Paoli e ha fatto parte della giuria del Premio letterario Città di Castello nella sezione riservata ai giovani. Organizza e modera tavole rotonde su temi che spaziano dalla salute all’agricoltura, nonché corsi di formazione per i giornalisti. Ha ideato e condotto due eventi per il format #leparolevalgono di Treccani. Dal 2017 è entrata a far parte del team di Rinnovabili dove si dedica in particolare all’agrifood ma ama anche allungare lo sguardo ai temi ambientali. Per Rinnovabili progetta e conduce Agrifood Forum, evento annuale sulla sostenibilità alimentare.