Anche se non è obbligatorio per le aziende il calcolo delle emissioni inquinanti dei trasporti, l'UE ha elaborato un metodo unico e gratuito che serve a ridurre anche l'ipotesi di Geenwashing

Calcolo emissioni inquinanti, il metodo unico europeo
Approvato dal Parlamento europeo il metodo unico a livello Ue per il calcolo delle emissioni di gas serra nel settore dei trasporti merci e passeggeri. Dopo mesi di gestazione, si conclude l’iter che ha messo d’accordo gli eurodeputati dei Paesi membri, introducendo uno standard comune per tutte le aziende. Le nuove norme, già concordate con i governi degli Stati membri lo scorso febbraio, puntano a rendere confrontabili le prestazioni ambientali di diverse modalità di trasporto.
Obbligatorio usare il metodo unico
Le aziende non saranno obbligate al calcolo delle emissioni inquinanti, ma nel caso in cui decidano di farlo ai fini di rendicontazione, comunicazione contrattuale e marketing, allora dovranno usare lo strumento deciso dall’Ue.
Viene confermato nel testo finale, invece, che le nuove regole saranno vincolanti le aziende di trasporto che già rendicontano le proprie emissioni o che sono legalmente obbligate a farlo.
Pubblicazione in Gazzetta ed entrata in vigore
Il regolamento entrerà in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’UE. Tuttavia, per permettere al settore di adeguarsi, le norme diventeranno pienamente applicabili quattro anni e mezzo dopo l’entrata in vigore del regolamento.
Calcolo emissioni inquinanti: stop al Greenwashing
La metodologia unica approvata dal Parlamento Europeo mira a ridurre il rischio di greenwashing nel settore dei trasporti principalmente attraverso la standardizzazione e l’obbligatorietà dell’accuratezza dei dati. Attualmente, la frammentazione dei metodi di calcolo rende difficile per imprese e consumatori capire il reale impatto ambientale dei propri spostamenti o delle spedizioni merci.
Sebbene le aziende di trasporto non siano obbligate a calcolare le proprie emissioni, questa metodologia comune impedisce alle imprese di utilizzare criteri arbitrari o parziali per apparire più sostenibili di quanto siano in realtà.
Il sistema non si limita a una stima superficiale: il calcolo dovrà includere sia le emissioni derivanti dall’uso del veicolo sia quelle legate alla fornitura di energia durante le operazioni di trasporto. Per garantire la massima accuratezza, le norme UE daranno la priorità all’uso di dati primari rispetto alle stime o ai valori predefiniti, incentivando gli operatori che misurano direttamente il proprio impatto.
Supporto alle PMI: in arrivo strumenti gratuiti
Un punto centrale del regolamento riguarda la tutela delle piccole e medie imprese. Per evitare che i nuovi standard si traducano in un eccessivo onere burocratico o finanziario, la Commissione Europea si è impegnata a sviluppare uno strumento di calcolo pubblico, semplice e gratuito, accompagnato da un manuale d’istruzioni. Questo strumento dovrà essere pronto entro quattro anni.
Norbert Lins, relatore della commissione Trasporti, ha sottolineato come questo approccio permetterà alle PMI di applicare gli standard ISO senza essere schiacciate da compiti amministrativi eccessivi, facilitando il loro contributo alla riduzione delle emissioni.
Verso il Life-Cycle Assessment
Sebbene la metodologia attuale si concentri sull’operatività, l’UE guarda già al futuro. Entro quattro anni dall’entrata in vigore delle norme, la Commissione valuterà la possibilità di espandere il calcolo all’intero ciclo di vita dei servizi di trasporto. Questo includerebbe le emissioni prodotte dalla fabbricazione dei veicoli, dalla produzione di energia, dalla manutenzione e dallo smaltimento finale.
Pierfrancesco Maran, presidente della commissione Ambiente e relatore, ha dichiarato: “Per la prima volta, i consumatori avranno accesso a informazioni trasparenti e affidabili indipendentemente da come viaggiano o acquistano merci. Le nuove regole rappresentano una vittoria per le imprese, i consumatori e il clima”.












