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I parchi fluviali sul Tevere cambiano il volto di Roma

I parchi fluviali sul Tevere rientrano in una visione che guarda alla conservazione della biodiversità e alla fruizione degli spazi verdi. Bonificare il fiume e renderlo balneabile ha uno scopo ben preciso: se il mare è un unico mare e i fiumi fanno parte di un unico ecosistema, raggiungere questi obiettivi significa realizzare un vero cambiamento ambientale

I parchi fluviali sul Tevere cambiano il volto di Roma
Foto Comune di Roma

Nei parchi fluviali sul Tevere regna la biodiversità

Roma si trasforma con i nuovi parchi fluviali sul Tevere.

L’Oasi Naturalistica “Lungotevere delle Navi” rientra in un progetto di largo respiro che il Comune di Roma sta portando avanti con un grande lavoro di bonifica per restituire alla città la fruibilità degli spazi fluviali.

In questo progetto rientra anche il piano per la balneabilità del Tevere, analogamente a quanto sta avvenendo in molte città europee per i grandi fiumi. Bonificare il fiume, infatti, è fondamentale per la salute del mare.

Ne parliamo con Sabrina Alfonsi, assessora all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei rifiuti del Comune di Roma, che abbiamo incontrato in occasione dell’inaugurazione del Marevivo Floating Hub, la struttura che ospita il Centro della Biodiversità Fluviale e Urbana a pochi passi dall’Oasi Naturalistica “Lungotevere delle Navi”.

Un grande lavoro di bonifica

L’Oasi Naturalistica “Lungotevere delle Navi”, in pieno centro città, è uno dei parchi fluviali sul Tevere. Spazi restituiti alla città grazie a un intenso lavoro effettuato dal Comune di Roma che ha bonificato un’area invasa dai rifiuti e dagli insediamenti abusivi. Questo lavoro rientra in un impegno di grande respiro?

Esatto, l’Oasi Naturalistica “Lungotevere delle Navi” rientra in un masterplan del Tevere che mette insieme urbanistica e ambiente per costruire un grande parco fluviale che diventerà il più grande d’Europa.

Utilizzando i fondi per il Giubileo, abbiamo realizzato cinque parchi fluviali d’affaccio sul Tevere, tra cui rientra anche questo di “Lungotevere delle Navi”, che è sempre stato una piccola oasi del WWF.

Si può sostare lungo il fiume: basta fare pochi passi per dimenticarsi di essere in città.

Da 0 a 9 parchi fluviali

Quali sono le dimensioni di questi parchi fluviali sul Tevere? I cittadini li frequentano?

Alcuni sono molto grandi. Ad esempio, quello dell’Acqua Acetosa si estende su otto ettari, che abbiamo bonificato. In tal modo abbiamo anticipato anche la direttiva europea sulla rinaturalizzazione e restituzione alla natura di parti degradate.

Tutti i parchi sono già molto fruiti. Abbiamo festeggiato il primo compleanno del parco “Lungotevere delle Navi”, tra maggio e giugno festeggeremo i compleanni degli altri cinque.

Nel frattempo, stiamo trasformando la spiaggetta di Tiberis che tra poche settimane diventerà un parco permanente e la Sovrintendenza sta lavorando al parco sud. In pratica passeremo dal nulla a nove parchi d’affaccio fluviali già realizzati.

Foto Comune di Roma

Il piano per la balneabilità del Tevere

Si parla di rendere balneabile il Tevere. Una mission impossible o un obiettivo realizzabile? È una priorità?

Lo consideriamo una priorità, perché rendere il Tevere balneabile vuol dire aver fatto la più grande bonifica ambientale del nostro fiume, anzi dei nostri fiumi.

In realtà, l’Aniene va bonificato prima del Tevere perché il punto di criticità inizia proprio dall’immissione dell’Aniene nel Tevere.

La balneabilità è la ciliegina sulla torta, ma quello che ci interessa da un punto di vista ambientale è la bonifica del Tevere.

Un unico ecosistema: perché bonificare i fiumi fa bene al mare

Quali sono gli enti coinvolti, oltre al Comune di Roma?

Al tavolo – coordinato dalla Sapienza Università di Roma – partecipano il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, il Ministero della Salute, Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), Arpa (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale), la Regione Lazio e, ovviamente, il Comune di Roma.

Ognuno porta le proprie competenze per stilare un programma che presenteremo a breve e che illustrerà tutti i passi della bonifica per arrivare alla balneabilità del Tevere.

Anche Roma fa parte della rete di città europee – capofila è Parigi – che stanno rendendo balneabili i grandi fiumi. Si parte dal principio che il mare è un unico mare e i fiumi fanno parte di un unico ecosistema.

Pertanto, realizzare questi obiettivi vuol dire realizzare un reale cambiamento ambientale.

Tevere e rifiuti: si cominciano a raccogliere i frutti di un lungo lavoro

Purtroppo nel Tevere c’è un’enorme quantità di rifiuti. Tuttavia, nell’ultimo periodo ho notato con piacere che la situazione sta migliorando.

Il Tevere ha una portata torrentizia: questo significa che in estate il livello dell’acqua è molto basso e quindi riemergono i rifiuti che nelle piene salgono addirittura sugli alberi, come le buste.

Devo dire, comunque, che le barriere che bloccano la plastica presenti sul Tevere stanno aiutando moltissimo a contenere il problema.

I parchi fluviali frequentati scoraggiano gli sversamenti illegali

Bisogna anche lavorare molto sull’educazione, partendo dalle scuole.

Noi dobbiamo superare il passato. Sicuramente serve un lavoro collettivo, servono depuratori e sistemi di fitodepurazione, e nello stesso tempo occorre fare un’educazione scolastica.

Ci aiuta anche la possibilità di fruire degli spazi: dove oggi ci sono questi cinque parchi prima c’erano delle discariche.

Quindi la fruizione è come la balneabilità: serve la rimozione dei rifiuti, ovvero di attività non compatibili con il fiume.

Nel parco fluviale di Acqua Acetosa abbiamo trovato residui delle lavorazioni di ferro, costruzioni abusive che abbiamo demolito, perfino una cavalla abbandonata che abbiamo salvato.

È stato un grande lavoro, e il fatto che gli spazi siano frequentati ostacola gli sversamenti illegali.

Nei parchi fluviali sul Tevere è aumentata anche la sorveglianza?

Certo, e vi contribuiscono anche le persone che li frequentano.

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About Author / Isabella Ceccarini

Europeista sostenitrice dell’Italia, non ama i confini mentali e geografici. Di formazione umanistica, è curiosa delle novità e affascinata dalla contaminazione tra saperi diversi. Giornalista da più di trent’anni, ha lavorato a lungo come caporedattore per un trimestrale di politica universitaria e ricerca. Ha scritto a quattro mani il libro Perché l’università. Riflessioni sull’etica del sapere che raccoglie pensieri e interviste a esponenti di spicco del mondo dell’istruzione superiore e di organizzazioni internazionali. Ha collaborato con diverse case editrici alla stesura di libri e cataloghi per mostre ed eventi occupandosi di progettazione e coordinamento editoriale. È attenta ai temi etici di cui ha scritto per il mensile della Società San Vincenzo de’ Paoli e ha fatto parte della giuria del Premio letterario Città di Castello nella sezione riservata ai giovani. Organizza e modera tavole rotonde su temi che spaziano dalla salute all’agricoltura, nonché corsi di formazione per i giornalisti. Ha ideato e condotto due eventi per il format #leparolevalgono di Treccani. Dal 2017 è entrata a far parte del team di Rinnovabili dove si dedica in particolare all’agrifood ma ama anche allungare lo sguardo ai temi ambientali. Per Rinnovabili progetta e conduce Agrifood Forum, evento annuale sulla sostenibilità alimentare.