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Deposito cauzionale? Sì, grazie!

Il deposito cauzionale vedrà finalmente la luce anche in Italia? È stata presentata una proposta di legge per introdurlo per gli imballaggi delle bevande monouso in plastica e metallo. Il sistema, che è già in vigore con grandi risultati in molti Paesi del mondo, dovrebbe incentivare i consumatori a rendere il contenitore vuoto senza disperderlo nell’ambiente

Deposito cauzionale? Sì, grazie!
Foto di brighten silas su Unsplash

Il deposito cauzionale diventerà finalmente una realtà?

Introdurre il deposito cauzionale per gli imballaggi delle bevande è l’unico strumento realmente in grado di intercettare la quasi totalità di materiali che entrerebbero nel circuito virtuoso dell’economia circolare.

Il PD ha presentato una proposta di legge per introdurre il deposito cauzionale per gli imballaggi delle bevande monouso in plastica e metallo.

Come funzione in concreto? Con il Deposit Return System (DRS) i consumatori che acquistano una bevanda pagano una somma aggiuntiva (ovvero il deposito cauzionale) che sarà rimborsata restituendo il contenitore nei punti di raccolta. Un sistema che dovrebbe incentivare i consumatori a rendere il contenitore vuoto senza disperderlo nell’ambiente.

Il deposito cauzionale esiste già in 57 Paesi del mondo, 18 dei quali europei. In Italia se ne è già discusso, ma senza poi emanare i decreti attuativi.

Perché è giusto introdurre il deposito cauzionale?

Prima di tutto è giusto per l’ambiente: dove esiste il DRS i contenitori di bevande abbandonati sono diminuiti drasticamente con tassi di raccolta che superano il 90%.

Inoltre è dimostrato che si riducono i costi di gestione del fine vita degli imballaggi per gli enti locali e che si raccoglie materiale riciclabile di qualità, promuovendo l’economia circolare.

Infine il deposito cauzionale rafforza i principi della responsabilità estesa del produttore (EPR-Extended Producer Responsibility), ovvero una politica secondo la quale i produttori sono responsabili dell’intero ciclo di vita dei loro prodotti.

L’EPR ha potenzialmente un grande impatto positivo sull’ambiente perché incoraggia le aziende a ridurre l’impatto ambientale dei loro prodotti.

Chi finanzia il deposito cauzionale?

Nel mondo, le tipologie di bevande che rientrano nei sistemi DRS sono acqua, bevande alcoliche e analcoliche, succhi, bevande gassate e i contenitori in vetro, plastica e metallo.

Il deposito cauzionale è un sistema virtuoso che non costa nulla al cittadino, ovvero non richiede un finanziamento pubblico. Infatti, il sistema è finanziato dalle industrie che producono le bevande in base alla responsabilità estesa del produttore che abbiamo appena menzionato.

La deputata Silvia Roggiani, prima firmataria della proposta di legge, ha spiegato che «in Italia ogni anno si disperdono 8 miliardi di bottiglie e lattine.

Oggi un terzo delle bottiglie sfugge ai circuiti della raccolta differenziata, rendendo il nostro Paese uno dei maggiori responsabili dello sversamento di plastica in mare. Per questo pensiamo sia necessario introdurre anche in Italia un sistema di deposito cauzionale per gli imballaggi per bevande monouso in plastica e metallo.

In Europa esistono esperienze di grande successo su questa modello e il caso della Germania, che ha raggiunto il 98% di tasso di riciclo, dimostra l’efficacia della misura contenuta in questa proposta di legge».

Cosa succede in Italia?

La sensibilità al problema è abbastanza alta ma non basta una mobilitazione di volontari, come avviene per l’appuntamento “Puliamo il mondo” di Legambiente.

La campagna “A Buon Rendere – molto più di un vuoto” ritiene che il deposito cauzionale possa invece rappresentare una soluzione efficace e mette sul tavolo una questione fondamentale: esiste una correlazione tra i grandi marchi più venduti e l’inquinamento da contenitori di bevande.

Pertanto, chi ha una maggiore quota di mercato dovrebbe avere una maggiore responsabilità nel sostenere soluzioni in grado di risolvere concretamente il problema. All’esitazione di molti grandi player fa da contraltare l’impegno di Sant’Anna, che sostiene da tempo la necessità del deposito cauzionale e di un impegno comune tra i produttori.

8 miliardi di contenitori non si riciclano

Come ha sottolineato Roggiani, ogni anno oltre 8 miliardi di contenitori sfuggono al riciclo. Se ciò rappresenta un attentato alla salute dell’ambiente è anche una perdita economica per un paese che importa il 48% delle materie prime, ovvero più del doppio della media europea.  

A questo si aggiunge il fatto che l’Italia, ogni anno, paga all’UE oltre 800 milioni di euro per gli imballaggi di plastica non riciclati. Circa 100 milioni di euro riguardano le bottiglie di plastica.

In Italia si vorrebbe aspettare fino al 2029: un ritardo che comporterebbe non solo un peggioramento dell’inquinamento ambientale ma anche costi evitabili per tutti i portatori di interesse.

Il nuovo regolamento PPWR sugli imballaggi

L’inquinamento da plastica uccide la fauna marina, danneggia l’economia della pesca e l’industria del turismo.

Secondo lo studio The Mediterranean: Mare Plasticum dell’IUCN (International Union for Conservation of Nature) I tre principali responsabili dell’inquinamento da plastica nel Mediterraneo sono l’Egitto, l’Italia e la Turchia (lo studio è del 2020, ma il trend non è cambiato).

L’11 febbraio 2025 è entrato in vigore il nuovo Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti da imballaggio PPWR (Packaging and Packaging Waste Regulation, ma la data di applicazione inizia ad agosto 2026). Tali norme regolano il tipo di imballaggio che può essere immesso nel mercato dell’UE, nonché le misure di gestione e prevenzione dei rifiuti da imballaggio.

Tutti gli imballaggi devono essere conformi ai requisiti essenziali relativi alla sua fabbricazione, composizione e natura riutilizzabile o recuperabile.

Il PPWR intende ridurre al minimo le quantità di imballaggi e rifiuti generati, ridurre l’uso di materie prime primarie e promuovere la transizione verso un’economia circolare, sostenibile e competitiva entro il 2030.

Ambiente, occupazione e innovazione

«La proposta di legge sull’introduzione del sistema di deposito cauzionale è un bellissimo segnale che può attivare un’agenda parlamentare su questo strumento, previsto dal regolamento europeo sugli imballaggi come elemento fondamentale per assicurare circolarità alla filiera.

I benefici ambientali calcolati sono enormi, a partire dalla riduzione dei gas serra. Inoltre, ne trarrebbero vantaggio i Comuni, che verrebbero sollevati da gran parte degli oneri operativi ed economici che attualmente sono costretti ad affrontare, legati alla rimozione e smaltimento dei contenitori per bevande dispersi negli spazi pubblici come parchi, strade, spiagge», ha dichiarato Enzo Favoino, coordinatore della campagna “A buon rendere”.

Oggi esistono «tecnologie avanzate capaci di trasformare i rifiuti in nuove materie prime, generando benefici ambientali, sociali ed economici. 

L’Italia è un’eccellenza europea sull’economia circolare, ma senza nuovi strumenti non raggiungerà gli obiettivi UE.

Per questo il sistema di deposito cauzionale rappresenta un tassello aggiuntivo, capace di creare occupazione e innovazione», ha affermato Enrico Giovannini, direttore scientifico dell’ASviS.

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About Author / Isabella Ceccarini

Europeista sostenitrice dell’Italia, non ama i confini mentali e geografici. Di formazione umanistica, è curiosa delle novità e affascinata dalla contaminazione tra saperi diversi. Giornalista da più di trent’anni, ha lavorato a lungo come caporedattore per un trimestrale di politica universitaria e ricerca. Ha scritto a quattro mani il libro Perché l’università. Riflessioni sull’etica del sapere che raccoglie pensieri e interviste a esponenti di spicco del mondo dell’istruzione superiore e di organizzazioni internazionali. Ha collaborato con diverse case editrici alla stesura di libri e cataloghi per mostre ed eventi occupandosi di progettazione e coordinamento editoriale. È attenta ai temi etici di cui ha scritto per il mensile della Società San Vincenzo de’ Paoli e ha fatto parte della giuria del Premio letterario Città di Castello nella sezione riservata ai giovani. Organizza e modera tavole rotonde su temi che spaziano dalla salute all’agricoltura, nonché corsi di formazione per i giornalisti. Ha ideato e condotto due eventi per il format #leparolevalgono di Treccani. Dal 2017 è entrata a far parte del team di Rinnovabili dove si dedica in particolare all’agrifood ma ama anche allungare lo sguardo ai temi ambientali. Per Rinnovabili progetta e conduce Agrifood Forum, evento annuale sulla sostenibilità alimentare.