L'aumento della capacità rinnovabile in Europa spinge ENTSO-E a chiedere più osservabilità, controllabilità e correttezza degli incentivi.

ENTSO-E presenta un report sulla flessibilità delle rinnovabili
La flessibilità delle rinnovabili entra al centro del dibattito europeo. ENTSO-E, l’associazione che raggruppa 40 gestori dei sistemi di trasmissione dell’energia elettrica (TSO) di 36 paesi in tutta Europa, ha pubblicato un report dettagliato dedicato al ruolo delle fonti energetiche rinnovabili (FER) nei momenti di alta produzione e bassi consumi.
Oggi le FER non programmabili sono ritenute responsabili della minore capacità del sistema di adattare rapidamente domanda e offerta. Eppure, tecnicamente, l’energia eolica e fotovoltaica possono essere molto flessibili, come dimostra la loro capacità di ridurre immediatamente la produzione in risposta ai prezzi di mercato o di partecipare ai servizi ancillari. Per sbloccare il loro potenziale, tuttavia, il mercato stesso deve essere progettato per fornire incentivi di prezzo appropriati.
Il come lo spiega ENTSO-E nel nuovo rapporto, proponendo soluzioni basate su osservabilità, controllabilità e nuovi incentivi economici, al fine di rendere l’integrazione FER più stabile e coerente con gli obiettivi europei.
Cosa succede quando la produzione supera la domanda
Nel nuovo scenario tracciato da ENTSO-E, molti sistemi elettrici europei avranno presto più energia rinnovabile disponibile di quanta ne serva nei momenti di domanda più bassa. La fotografia del 2030 mostra casi molto netti: l’Olanda avrà capacità intermittente pari al 300% del carico di picco, mentre Germania, Grecia, Spagna, Belgio e Polonia avranno un installato superiore al carico massimo. In diversi Paesi la capacità rinnovabile sarà oltre 10 volte il minimo di domanda. Il risultato è un numero crescente di giornate con prezzi negativi e rete sotto pressione.
Gli esempi raccolti da ENTSO-E sono chiari. In Belgio, con prezzi fino a –4.574 €/MWh , lo stato deve attivare riserve in riduzione senza riuscire a gestire del tutto lo squilibrio. In Germania, nonostante un prezzo a –500 €/MWh , molte turbine hanno continuato a produrre.
Da gennaio a metà giugno 2024, in Polonia, ci sono stati 33 giorni con redispatch non di mercato. Questi episodi mostrano che l’eccesso di generazione è già una realtà concreta.
Osservabilità e controllabilità
Per ridurre i problemi legati all’integrazione delle FER, ENTSO-E dà priorità a due elementi: vedere cosa succede sulla rete e poter intervenire quando serve.
L’associazione indica la necessità di accelerare la diffusione degli smart meter e di sistemi di misura più dettagliati, per avere dati utili in tempo (quasi) reale. Senza informazioni affidabili, infatti, non è possibile attivare la flessibilità sostenibile.
ENTSO-E richiama anche l’importanza di interfacce di controllo più uniformi, così che gli impianti possano reagire alle esigenze della rete in modo semplice e immediato.
Tra le esperienze positive, il caso spagnolo mostra come una gestione coordinata consente al TSO di monitorare oltre il 90% dei grandi impianti e di inviare set point agli asset sopra i 5 MW. L’Automatic Power Reduction System ha permesso di integrare 4.600 GWh aggiuntivi dal 2022. Una struttura più controllabile riduce il ricorso ai tagli preventivi e migliora la gestione dei picchi di produzione.
Incentivi più semplici e coerenti
ENTSO-E segnala che molti sistemi di incentivazione non aiutano a gestire i momenti di eccesso di energia. Schemi come il net metering o le tariffe fisse per ogni kWh prodotto non tengono conto del prezzo, anche quando è negativo, e non spingono gli impianti a ridurre l’immissione. Il risultato è che molti produttori continuano a generare energia anche quando non conviene né alla rete né al mercato. Il rapporto evidenzia che questo comportamento aggrava lo squilibrio tra produzione e domanda.
L’associazione propone modelli di supporto più coerenti con le esigenze del sistema, evitando premi fissi quando il mercato è negativo e favorendo soluzioni che distribuiscono meglio la produzione nell’arco della giornata, come gli orientamenti est-ovest. Per i piccoli impianti, ENTSO-E individua la necessità di regole semplici e di incentivi che rendono più conveniente rispettare i vincoli operativi indicati dai gestori di rete.
I casi studio
Il rapporto riporta diverse situazioni che mostrano cosa accade quando la rete non riesce ad assorbire tutta l’energia prodotta.
Il Belgio ha registrato una combinazione tra produzione FV sopra le previsioni e domanda bassa che ha generato squilibri fino a 2,3 GW, con attivazioni di riserva e scambi con i Paesi vicini.
In Germania, a fronte di un prezzo molto negativo, solo una parte dell’eolico si è ridotta, mentre il fotovoltaico ha continuato a produrre quasi al massimo.
Durante i giorni festivi di aprile e maggio 2024, in Polonia, sono stati ridotti 936 MW di eolico e 3.291 MW di FV.
In Grecia, il 14 aprile 2024, il surplus atteso superava i 2 GW e il TSO è intervenuto con tagli mirati.
La Spagna rappresenta un esempio diverso: grazie ai requisiti di osservabilità e ai servizi di bilanciamento, gli impianti hanno modulato 24,8 GW di potenza, con solo 0,7 GWh di tagli tecnici. Ogni caso mostra un aspetto della stessa sfida: una crescente integrazione FER richiede strumenti più semplici e più efficaci.
Le priorità ENTSO-E per aumentare la flessibilità delle rinnovabili
La sintesi delle proposte mette insieme obiettivi tecnici, economici e regolatori.
Dal punto di vista tecnico, ENTSO-E chiede strumenti di misura più diffusi, interfacce di controllo più omogenee, test periodici e maggiore attenzione alla sicurezza informatica. Sul piano economico, servono incentivi che tengono conto del prezzo reale dell’energia, eliminando i meccanismi che spingono a produrre comunque.
Automatizzare le procedure di controllo e rendere più semplice la partecipazione ai servizi di bilanciamento permette agli impianti di contribuire in modo più attivo alla stabilità del sistema. Per quel che riguarda il sistema regolatore, occorre ridurre le soglie dimensionali che oggi limitano la controllabilità dei piccoli impianti e applicare in modo coerente i regolamenti europei.
Per ENTSO-E, “la chiave è permettere agli impianti rinnovabili di gestire la produzione quando serve” . Una flessibilità rinnovabile più diffusa evita congestioni, rende la rete più stabile e sostiene gli obiettivi europei di decarbonizzazione.













