La Commissione europea introduce un nuovo sistema di classificazione comune per valutare la sostenibilità dei data center all'interno dell'Unione, proponendo l'uso di etichette basate su indicatori chiave come l’efficienza dell'uso dell'energia, l’efficienza idrica e l’impiego di fonti a basse emissioni.

Nella corsa globale alla digitalizzazione non è importante solo tagliare il traguardo prima degli altri ma anche farlo in maniera sostenibile, senza pesare sul sistema energetico o su quello idrico. Parte da questa consapevolezza il nuovo Pacchetto Efficienza nei data center, un insieme di misure tra cui un sistema di classificazione unificato, dedicate al mondo dell’IT. Un passo avanti verso la sovranità digitale dell’Unione cercando, per una volta, di anticipare problemi futuri.
Come sottolinea anche Bruxelles la maggior parte della capacità dei data center che sarà operativa nei prossimi 20 anni verrà progettata e realizzata nei prossimi 3-5 anni al massimo; ciò significa ragionare fin da ora sulle modalità con cui integrarli in rete (e non solo). Soprattutto se, come da previsione, dovessero raggiungere una domanda annuale di 114 TWh entro il 2030.
“Triplicare la capacità dei nostri data center non può significare triplicare la pressione sulle nostre infrastrutture elettriche, sulle nostre risorse idriche e sulle nostre bollette energetiche” ha commentato Teresa Ribera, Vicepresidente esecutiva per una transizione pulita, giusta e competitiva. “Tutto inizia con la trasparenza, valutando i grandi data center in base al loro impatto sul nostro sistema energetico”.
Ed è proprio con questo obiettivo in mente che l’Esecutivo europeo ha redatto uno schema di rating per i data center che integra il sistema di rendicontazione introdotto nel 2024 (Regolamento delegato 2024/1364) proponendo un’etichetta per le loro prestazioni. Non solo quelle prettamente energetiche.
Tuttavia l’approccio è cauto. Per ora i veri vincoli – le prestazioni minime accettabili – sono stati rimandati a valle di una consultazione pubblica. Mossa necessaria anche perché le norme sul rating non potranno essere in alcun modo modificate dai legislatori, risultando quindi un blocco “chiuso” e quasi incontestabile
Ma andiamo con ordine.
Efficienza nei data center, il pacchetto di misure
Il pacchetto pubblicato stamane si compone di tre parti: una relazione destinata al Parlamento e al Consiglio Ue che valuta i dati comunicati dal settore e individua i passi successivi da compiere; il nuovo Regolamento delegato sul sistema di classificazione; un invito agli stakeholder a presentare il proprio parere sugli standard minimi di prestazione per i data center. Il tutto con il medesimo obiettivo: garantire maggiore trasparenza ambientale, favorendo il confronto tra strutture e incentivando pratiche innovative a sostegno della sostenibilità.
Nel dettaglio il Regolamento Delegato introduce un quadro normativo armonizzato per la sostenibilità dei data center comunitari, istituendo uno schema unico nei Ventisette per valutare le prestazioni energetiche e idriche dei data center sulla base delle classi di Power Usage Effectiveness (PUE) e Water Usage Effectiveness (WUE), e trasformando gli obblighi di rendicontazione per gli operatori in una vera e propria etichetta.
L’etichetta di sostenibilità dei data center
“L’etichetta della sostenibilità” verrebbe generata automaticamente dalla banca dati europea alla fine di ogni periodo di rendicontazione, accompagnata da un documento informativo che spiega i KPI e le specificità locali come ad esempio le condizioni climatiche. L’etichetta includerà un codice QR collegato alla scheda pubblica del centro dati nel database e sarà valida solo dal 15 agosto dell’anno di emissione fino al 15 agosto dell’anno successivo. “Si prevede che le prime etichette di sostenibilità per i singoli data center saranno pubblicate nel 2027”, sottolinea la Commissione.
Ovviamente l’obbligo non sarà per tutti: gli impianti con una domanda di potenza IT installata inferiore a 500 kW potranno aderire allo schema di rating su base volontaria, al pari delle strutture in costruzione che potranno a loro scelta comunicare i dati di progetto previsti per i primi due anni di esercizio, per poi aggiornarli con i dati reali.
Esentati anche i centri dati utilizzati esclusivamente per la difesa o la protezione civile di uno Stato membro.
Semplificazione normativa
Il nuovo atto introduce anche delle modifiche al Regolamento Delegato (UE) 2024/1364: a partire dall’inserimento della definizione di “waste heat reuse ready” (strutture predisposte per il recupero e la cessione del calore di scarto a terzi) e dell’armonizzazione della definizione di “freshwater” (acqua dolce) con le direttive idriche UE. Vengono inoltre rimossi alcuni dati complessi, come i dati sul traffico di rete, non necessari per l’etichetta, e inserita la possibilità per gli operatori colocation di stimare la percentuale di superficie coperta dalle informazioni.
Entro il 31 dicembre 2028 – e successivamente ogni 3 anni – , la Commissione valuterà il regolamento alla luce del progresso tecnologico. In futuro potranno essere introdotti:
- Un indicatore sintetico aggregato di sostenibilità.
- Indicatori sull’efficienza energetica dell’hardware ICT.
- Sistemi di audit o certificazione (anche parziale) dei dati riportati.
- Il calcolo e la valorizzazione di tutte le forme di energia a basse emissioni (es. nucleare, geotermico, accumulo energetico).












