Un sistema elettrico basato su energie rinnovabili e sistemi di accumulo potrebbe dimezzare i costi operativi del sistema elettrico europeo entro il 2030. E il prezzo medio dell'elettricità all'ingrosso scenderebbe a 63,4 EUR/MWh.

Due scenari possibili per il fotovoltaico europeo 2030
Mentre l’Europa fa i conti con le sue riserve di carburante e ragiona sui 27 miliardi di euro in più spesi nell’import fossile in appena 60 giorni di guerra, c’è chi cerca di allineare sicurezza degli approvvigionamenti, equità energetica e target climatici. Parliamo di SolarPower Europe che, utilizzando la modellazione del sistema elettrico, ha cercato di valutare come i diversi percorsi di diffusione delle rinnovabili influenzino i costi del sistema, i prezzi dell’elettricità e la sicurezza energetica. Il risultato è un percorso che potrebbe portare l’UE-27 a mantenere le proprie promesse di decarbonizzazione al 2030, garantendo al tempo stesso bollette più basse.
Nel dettaglio l’analisi di SolarPower Europe modella l’esito di due scenari: uno di riferimento (business-as-usual) e uno impostato sulla massima accelerazione possibile per la transizione (Solar+). Quello che emerge subito all’occhio è che in entrambi il ruolo dell’energia solare, dell’elettrificazione dei consumi e dello stoccaggio riveste una posizione di primo piano. Con benefici, tuttavia, più consistenti nel secondo caso, sia in termini di costi che di bollette. E, soprattutto, senza l’unica chance di mancare i target europei fissati per la fine del decennio.
Allo stato attuale, infatti, l’UE appare completamente disallineata dai propri obiettivi 2030 per quanto riguarda la capacità solare ed eolica. Proseguendo su un trend business-as-usual, mancheremo del 4% il target di capacità fotovoltaica installata e del 15-17% quello della capacità eolica.
Lo scenario Solar+
Il panorama cambia quando l’ambizione profusa nella transizione energetica diventa alta. Con un impegno convinto si potrebbe riuscire in appena 4 anni a raggiungere una capacità fotovoltaica di 732 GW e una eolica di 372 GW (valore in questo caso superiore al caso base ma ancora inferiore al target UE). Tuttavia in questo modo le rinnovabili arriverebbero a coprire il 68% della domanda elettrica totale, allineandosi quasi perfettamente al benchmark del 69% indicato dalla Commissione Europea. Con il primato del solare che da solo riuscirebbe a soddisfare oltre il 26% dei consumi elettrici.
In questo scenario la capacità di accumulo a batteria crescerebbe di otto volte rispetto al 2025, raggiungendo 171 GW di potenza e circa 600 GWh di energia. Parallelamente la durata media dello stoccaggio salirebbe a 3,5 ore (rispetto alle 1,9 ore del 2025), permettendo di gestire meglio i picchi di produzione solare e ridurre la volatilità.
Come spiega Sonja Risteska di SolarPower Europe, “anche in questo scenario più ambizioso non si raggiungono i volumi di accumulo di cui l’Europa ha bisogno, il che sottolinea l’urgenza di un’azione politica più incisiva per sbloccare la flessibilità su larga scala. Solo colmando questo divario le energie rinnovabili potranno garantire pienamente sicurezza energetica, stabilità ed elettricità a prezzi accessibili per i consumatori.”

L’impatto sui prezzi e sui costi
La prima conseguenza di un simile scenario è ovviamente il dimezzamento dei costi operativi (OPEX). Anche al di là del momento attuale, caratterizzato da una spiccata volatilità, riducendo i combustibili fossili, i costi del sistema elettrico verrebbero tagliati del 50%, con un risparmio annuo di 55 miliardi di euro rispetto al 2025. E tra il 2026 e il 2030, questo scenario eviterebbe cumulativamente la spesa di 223 miliardi di euro per l’importazione di gas destinato alla generazione elettrica.
La seconda conseguenza è che anche le bollette scenderebbero dal momento che le FER variabili stabilirebbero il prezzo marginale per il 19% delle ore dell’anno (contro il 14% del caso base), riducendo l’influenza del gas.
In media, lo scenario Solar+ ridurrebbe i prezzi all’ingrosso dell’elettricità per il giorno successivo del 14% entro il 2030, rispetto al 2025. Tale riduzione arriva fino al 25% nei mercati, come quello tedesco, caratterizzati da prezzi dell’energia più elevati. La modellazione stima che il prezzo medio dell’elettricità scenderebbe a 63,4 euro/MWh, un taglio del 14% rispetto ai livelli del 2025, aiutato anche dalla maggiore flessibilità fornita dalle batterie.

“È importante sottolineare che il rapporto individua un punto di equilibrio ottimale in cui i consumatori beneficiano di prezzi medi più bassi, preservando al contempo la redditività degli investimenti nel solare”, scrive l’associazione in una nota stampa. “Nello scenario Solar+, le ore con prezzi negativi si mantengono costanti dal 2025 al 2030, rimanendo al di sotto delle 500 ore all’anno, a tutela degli investitori nelle energie rinnovabili. Contemporaneamente, i prezzi all’ingrosso dell’elettricità per il giorno successivo diminuiscono di oltre il 10%, a vantaggio dei consumatori”.











