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FER X, i prezzi di riferimento e anticipazioni FERZ nella lettera UE

I prezzi di riferimento per il 2026 vanno da 80 a 90 €/MWh a seconda della tecnologia. Per ciascuna zona di mercato definita una soglia di capacità che rappresenta la capacità rinnovabile massima integrabile in rete

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FER X, i prezzi di riferimenti e anticipazioni FERZ nella lettera UE

Le ultime anticipazioni sui regimi incentivanti italiani

Il decreto attuativo del FER X definitivo non è ancora stato pubblicato, ma il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha fatto sapere di essere già al lavoro già sui bandi, mentre il GSE sta finalizzando la bozza delle regole operative. L’obiettivo? Aprire le manifestazioni d’interesse al termine dell’estate e la prima procedura competitiva del 2026 per quest’autunno.

Le date sono ancora vaghe e si prospetta una corsa contro il tempo dal momento che lo spazio di manovra per il nuovo regime è abbastanza contenuto: il FER X definitivo rimarrà attivo solo fino al 31 dicembre 2030 (due anni in più rispetto alla prima ipotesi). Tuttavia, gli aiuti per gli impianti di potenza superiore a 1 MW potranno essere concessi solo entro 2 anni dalla data di entrata in vigore. Perché? Per includere “solo i potenziali beneficiari che abbiano già ottenuto un’autorizzazione o abbiano già avviato l’iter per ottenerla”.

Le anticipazioni sul FER Z

Nell’attesa di avere in mano l’atto ministeriale qualche informazione in più arriva dalla lettera con cui la Commissione europea ha approvato il regime italiano. Il testo, pubblicato oggi nel registro degli aiuti di Stato, riporta alcune informazioni di dettaglio per il breve termine offrendo al tempo stesso anticipazioni su un altro regime incentivante per le rinnovabili italiane.

Parliamo del FER Z, su cui il MASE attende il via libera comunitario presumibilmente “entro l’anno”. All’interno di questo strumento il governo avrebbe previsto una capacità minima di 15 GW riservata al fotovoltaico da remunerare attraverso un contratto per differenza a due vie basato su un profilo di riferimento.

I prezzi di riferimento 2026 per il FERX

 Ma veniamo al FER X. Come sottolineato anche nella lettera della Commissione europea il meccanismo mira a sostenere un massimo di 37,15 GW di nuova capacità da fonti rinnovabili in Italia. Di questa capacità, 27,15 GW saranno assegnati tramite aste, procedure competitive separate per ciascuna tecnologia a cui potranno accedere gli impianti con potenza installata superiore a 1 MW. 

capacità FERX per l'asta

I restanti 10 GW saranno assegnati a impianti rinnovabili più piccoli, con una potenza installata pari o inferiore a 1 MW. In questo caso l’accesso alla misura sarà diretto una volta entrati in esercizio, presentando una richiesta di accesso al meccanismo entro il 31 dicembre 2030. E se per quest’ultimi la tariffa di aggiudicazione (strike price) sarà fissata in via amministrativa dall’ARERA per gli impianti che parteciperanno all’asta il meccanismo ricorrerà come sempre ad un prezzo di riferimento.

I richiedenti dovranno pertanto offrire una riduzione in termini percentuali, a partire dal prezzo di riferimento massimo applicabile al progetto che intendono sviluppare. I prezzi di riferimento per il 2026 sono:

“I partecipanti alla gara saranno inseriti in graduatoria in base alla riduzione offerta rispetto al prezzo di riferimento massimo, con la prevalenza dei partecipanti che offrono le riduzioni più elevate, entro il limite delle quote disponibili”, si legge nella lettera UE. “Alle riduzioni offerte saranno inoltre aggiunti dei coefficienti di localizzazione (locational coefficients) per definire la graduatoria delle offerte, i quali saranno determinati come segue. Per ciascuna zona di mercato (bidding zone), il Ministero definisce una soglia di capacità che rappresenta la capacità massima da fonti rinnovabili che può essere integrata nella rete italiana senza la necessità di ulteriori potenziamenti infrastrutturali oltre a quelli già previsti nel PNIEC, basandosi anche sull’accordo di ripartizione degli obiettivi (burden sharing) tra le Regioni italiane”.

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About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili, le rassegne regionali e le newsletter tecniche. Oggi, tra le altre cose, si occupa della copertura quotidiana delle novità normative sulle fonti rinnovabili, delle politiche energetiche nazionali, europee ed asiatiche, e dei grandi temi connessi all'innovazione e al mercato. Segue da vicino i brevetti e le ricerche scientifiche sulle tecnologie, con un focus su sistemi di accumulo, fotovoltaico, eolico e geotermia. Ha pubblicato articoli legati all'hi-tech e alle rinnovabili su Repubblica.it. Dal 2025 è Vice Direttrice della testata.