Rinnovabili • Produzione idrogeno, oltre 1 miliardo dall'UE a 9 progetti europei Rinnovabili • Produzione idrogeno, oltre 1 miliardo dall'UE a 9 progetti europei

Oltre 1 mld dall’Ue per produrre idrogeno

Bruxelles finanzia 9 impianti in 7 Paesi con oltre 1 miliardo di euro per accelerare la decarbonizzazione industriale

Produzione idrogeno, oltre 1 miliardo dall'UE a 9 progetti europei
Produzione idrogeno, oltre 1 miliardo dall’UE a 9 progetti europei – immagine realizzata con IA

L’Ue finanzia 9 impianti strategici per la produzione di idrogeno

L’Europa accelera sulla transizione con la produzione dell’idrogeno e assegna 1,09 miliardi di euro a nove progetti selezionati dalla terza asta della European Hydrogen Bank. L’ultima asta era stata realizzata esattamente un anno fa, per una cifra di poco inferiore.

Gli impianti sorgeranno in sette Paesi europei e dovranno garantire oltre 1,3 milioni di tonnellate di combustibile rinnovabile nei primi dieci anni di attività, evitando circa 9 milioni di tonnellate di CO2 equivalente.

La Commissione europea ha annunciato l’assegnazione dei fondi nell’ambito della terza asta della European Hydrogen Bank, sostenuta dalle risorse dell’Innovation Fund alimentato dall’ETS europeo. L’obiettivo è sostenere la crescita della produzione dell’idrogeno rinnovabile e dell’idrogeno low carbon per i settori industriali ad alta intensità energetica, in particolare trasporti e chimica. Bruxelles punta così a rafforzare l’autonomia energetica europea e la competitività industriale del continente.

Finanziati 1,1 GW di elettrolizzatori per la produzione di idrogeno

I nove progetti selezionati svilupperanno quasi 1,1 GW di capacità di elettrolisi distribuiti in sette Paesi dello Spazio economico europeo. La Commissione prevede che gli impianti producano oltre 1,3 milioni di tonnellate di idrogeno nei primi dieci anni di esercizio. Il contributo europeo servirà a colmare la differenza tra il costo reale della produzione dell’idrogeno e il prezzo di mercato del combustibile.

I sussidi riconosciuti varieranno da 0,57 euro a 3,49 euro per chilogrammo di idrogeno certificato prodotto. I contratti avranno durata massima di dieci anni e saranno assegnati secondo un meccanismo competitivo basato sul prezzo più basso richiesto dai proponenti. Bruxelles ha infatti ordinato i progetti in base al livello di supporto richiesto per ogni chilogrammo di combustibile prodotto, fino all’esaurimento del budget disponibile.

I progetti più grandi tra Finlandia e Danimarca

Tra i progetti finanziati spicca “Cloudberry”, sviluppato dalla finlandese Vetyalfa Oy. L’impianto avrà una capacità di 500 MW elettrici e dovrebbe produrre oltre 508 mila tonnellate di idrogeno in dieci anni. Il progetto, inserito nel segmento low carbon, ha ottenuto un premio di 0,44 euro/kg, il più basso dell’intera asta.

Molto rilevanti anche i due progetti danesi “NJK” e “ALBA”. Il primo, coordinato da MorGen, prevede 300 MW di elettrolizzatori e una produzione stimata di 445 mila tonnellate di combustibile. Il secondo, sviluppato da Hy2gen Nordic AS, punta invece a 144 mila tonnellate di idrogeno con un impianto da 100 MW.

Nella categoria dedicata ai carburanti rinnovabili di origine non biologica, i cosiddetti RFNBO, figurano anche progetti in Grecia, Spagna e Austria. La greca Hellenic Hydrogen svilupperà il progetto “AN-1-B”, mentre la spagnola Turn2X realizzerà l’impianto “T2X” in Estremadura.

Per la prima volta, interessata la produzione di idrogeno per i trasporti

Per la prima volta, la Commissione ha introdotto una linea specifica dedicata ai combustibili destinati ai settori marittimo e aeronautico. In questa categoria sono stati selezionati due progetti norvegesi: “Gen2-LH2” e “RogalandH2”. Entrambi avranno una capacità compresa tra 12 e 12,5 MW e riceveranno un incentivo vicino a 3,5 euro/kg.

I valori più elevati dei sussidi riflettono i maggiori costi della produzione dell’idrogeno destinato ai carburanti sintetici per navi e aerei. Bruxelles considera però questi segmenti strategici per la decarbonizzazione dei trasporti difficili da elettrificare.

Secondo la Commissione, i progetti selezionati dovrebbero evitare circa 9 milioni di tonnellate di emissioni climalteranti. Per l’idrogeno RFNBO il calcolo è stato effettuato utilizzando il benchmark ETS 2021-2025 pari a 6,84 tonnellate di CO2 equivalente per tonnellata di idrogeno.

Germania e Spagna aggiungono altri 1,7 miliardi

Accanto alle risorse europee, Germania e Spagna utilizzeranno il meccanismo “Auctions-as-a-Service” per aggiungere ulteriori fondi nazionali. Berlino metterà a disposizione fino a 1,3 miliardi di euro, mentre Madrid contribuirà con altri 440 milioni di euro.

Il sistema consentirà di finanziare ulteriori progetti inseriti nella lista di riserva dell’asta europea. Secondo Bruxelles, questa soluzione permette di ridurre gli oneri amministrativi e di coordinare meglio l’allocazione degli incentivi pubblici nei diversi Stati membri.

La terza asta della banca europea dell’idrogeno si è chiusa il 19 febbraio 2026 con 58 candidature provenienti da 11 Paesi. Il valore delle richieste ha superato di oltre sei volte il budget disponibile di 1,3 miliardi di euro.

Accordi entro fine 2026, avvio operativo in 5 anni

La fase successiva sarà gestita dalla European Climate, Infrastructure and Environment Executive Agency (CINEA), che avvierà la preparazione dei contratti di finanziamento con i promotori selezionati. Gli accordi dovrebbero essere firmati entro l’ultimo trimestre del 2026.

I progetti dovranno raggiungere il closing finanziario entro due anni e mezzo dalla firma e avviare l’operatività entro cinque anni. La Commissione monitorerà l’avanzamento delle iniziative durante tutta la fase di implementazione, verificando il rispetto dei tempi e delle condizioni concordate.

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About Author / Alessandro Petrone

Giornalista da oltre 20 anni, nel corso della sua carriera si è occupato di politica, economia, attualità e costume. È stato Caporedattore e Direttore Responsabile per una Casa Editrice che pubblica magazine generalisti in Italia, Germania, USA e Cina. Ha scritto e collaborato con aziende e media che si occupano di automotive, con particolare attenzione ai temi della mobilità sostenibile. Si è avvicinato al mondo dell’energia lavorando come ufficio stampa per multinazionali del settore. Da allora, si occupa assiduamente di temi legati alla transizione energetica, soprattutto nel settore automotive, e alle energie rinnovabili, scrivendo per La Repubblica, AdnKronos, 9 Colonne, The Post International. È altresì appassionato di tecnologia, informatica, fotografia e cucina con un passato da attivista LGBTQIA+.