Il Partito Laburista si prepara a perdite record nelle elezioni locali. I Verdi, in particolare, potrebbero ottenere le maggiori vittorie a Londra.

Al voto per le elezioni locali nel Regno Unito
Le elezioni locali nel Regno Unito del 7 maggio 2026 si presentano come uno spartiacque per il futuro politico del Paese. Quest’anno quasi 5.000 consiglieri, prevalentemente in autorità locali urbane, verranno eletti in quasi 3.000 circoscrizioni. In lizza ci sono più di 25.000 candidati. La consultazione si configura come una sorta di test sul Governo laburista di Keir Starmer a quasi due anni dall’insediamento.
Secondo i dati più recenti diffusi da YouGov, il panorama politico britannico sta subendo un rimescolamento “sismico”. Il malcontento popolare verso il Governo centrale, unito a nuove dinamiche di voto, sta portando a una nuova polarizzazione, dove le tematiche ambientali, la crisi del costo della vita e le tensioni geopolitiche potrebbero svolgere un ruolo determinante nelle scelte dei cittadini.
Il Partito Laburista difende più della metà dei seggi in palio e controlla 65 autorità locali. Tra questi figurano 21 dei 32 consigli di Londra e più di due terzi dei distretti metropolitani. I laburisti schierano anche il maggior numero di candidati, un primato che l’anno scorso spettava a Reform UK.
Elezioni locali nel Regno Unito: Governo Starmer sotto assedio
Alla vigilia di queste elezioni locali nel Regno Unito, il consenso verso il Partito Laburista era ai minimi storici. I sondaggi di YouGov di fine aprile 2026 mostrano un quadro impietoso: solo il 15% dei cittadini britannici approva l’operato del Governo, contro un massiccio 68% di pareri negativi. Quasi la metà di coloro che avevano votato Labour nel 2024 si dichiara oggi insoddisfatta.
I temi dominanti nell’agenda pubblica sono l’economia (citata dal 54% degli intervistati) e l’immigrazione (51%). I cittadini percepiscono una gestione fallimentare della tassazione e dei servizi pubblici, con il 75% degli elettori che boccia le politiche governative su questi fronti. In questo contesto di sfiducia, il voto locale diventa la valvola di sfogo per un elettorato che cerca alternative radicali sia a destra che a sinistra.
Verdi e Reform UK: sfida testa a testa a Londra
Sempre secondo YouGov, i laburisti sembrano destinati a subire pesanti perdite in tutta la capitale, poiché i Verdi, in particolare, potrebbero erodere il loro voto a Londra, un tempo solidissimo. Si prevede che anche Reform UK otterrà un buon risultato, raccogliendo livelli significativi di consensi precedentemente destinati ai conservatori nelle roccaforti laburiste di Barking e Dagenham. I conservatori e i liberaldemocratici dovrebbero mantenere gran parte delle loro posizioni, mentre gli indipendenti e altri partiti sembrano destinati ad andare bene in particolare nella zona est di Londra.
Il Partito Laburista appare vulnerabile a questa sfida a sinistra, specialmente quindi nelle aree urbane, dove i Verdi potrebbero sottrarre seggi storici ai laburisti in collegi come Camden e Hackney. Nei sondaggi nazionali, i Verdi hanno raggiunto una quota del 19%, mettendosi alla pari con i grandi partiti tradizionali.
La sfida dei Verdi: non più un partito a “tema unico”
Uno degli elementi più sorprendenti di questa tornata elettorale è l’ascesa del Partito dei Verdi (Green Party). Se un tempo i Verdi erano visti come un movimento di nicchia focalizzato esclusivamente sull’ecologia, oggi la loro capacità di attrazione è profondamente mutata. Un’analisi approfondita di YouGov rivela che solo il 22% di chi intende votare Green lo fa principalmente per le politiche climatiche, una cifra drasticamente calata rispetto al 49% di un anno fa.
Sotto la guida populista di Zack Polanski, il partito ha saputo intercettare il voto di sinistra deluso dal centrismo di Keir Starmer. Il 38% dei potenziali elettori verdi è attratto da valori e politiche non ambientali: chiedono una tassazione patrimoniale per i più ricchi, interventi drastici contro il caro vita e una difesa più netta dei servizi pubblici. Il timore che il voto al partito sia un “voto sprecato” rappresenta la preoccupazione principale per il 36% di coloro che sono aperti a votare i Verdi, sebbene il dato sia in calo rispetto al 50% di febbraio.
Ombre sul Partito dei Verdi: le accuse di antisemitismo
Il Partito dei Verdi ha ritirato il sostegno ad alcuni suoi candidati a causa di accuse di antisemitismo. Polanski ha rinnegato i candidati segnalati per commenti antisemiti. Tuttavia, il Partito Laburista ha accusato i Verdi di aver agito troppo lentamente nel sospenderli o rimuoverli.
L’offensiva di Reform UK: la destra anti-clima
Sul fronte opposto dello schieramento politico, le elezioni locali nel Regno Unito del 2026 potrebbero vedere una prepotente avanzata di Reform UK. Il partito guidato è attualmente la prima forza nei sondaggi in diverse regioni, raggiungendo picchi del 25-27%. La strategia di Reform si fonda su un attacco frontale alle politiche “Net Zero” del Governo, definite “insostenibili” e “un colossale errore di giudizio“.
Richard Tice, portavoce per l’energia di Reform e parlamentare per Boston e Skegness, aveva dichiarato apertamente al Guardian che ritirerebbe il Regno Unito dall’Accordo di Parigi sul clima e taglierebbe i fondi destinati agli aiuti climatici internazionali per dirottarli verso la riduzione delle bollette energetiche domestiche. Questa posizione “anti-clima” trova terreno fertile tra gli elettori preoccupati per i costi della transizione ecologica e per l’impatto economico delle politiche green sulle imprese. Reform UK si presenta come l’unico partito disposto a “dire la verità” sui costi della decarbonizzazione, sfidando direttamente i laburisti nei loro ex fortini industriali e nel Nord dell’Inghilterra.
Elezioni locali nel Regno Unito: perché questo voto è fondamentale
Alle elezioni del 7 maggio il Partito Laburista potrebbe subire perdite storiche, trovandosi schiacciato tra l’avanzata ambientalista e sociale dei Verdi a sinistra e la rivolta populista e anti-tasse di Reform UK a destra. In Scozia e Galles, il voto potrebbe essere determinante per il futuro dell’unione, mentre a Londra sarà un indicatore cruciale della tenuta del Labour nelle grandi città.












