Monopattini e car sharing restano di nicchia, l’elettrico cresce e solo al 2030 si attesterà intorno al 30%. Prezzi delle auto +50% in dieci anni

Mobilità del futuro: cosa scelgono gli italiani per spostarsi
E’ una visione fosca sul futuro della mobilità come è stato immaginato fino ad oggi. Ci sono i monopattini e le bici elettriche nelle grandi città, resiste il car sharing ma non decolla e le auto elettriche faticano ad imporsi. Si chiama Il futuro sbagliato della mobilità. Rimettere il cliente al volante del settore per evitare l’uscita di strada, la ricerca realizzata da ANIASA e Bain & Company che sottolinea la prevalenza dell’auto privata nella scelta degli italiani come strumento di mobilità.
Tutte le altre forme di mobilità sono residuali nell’analisi congiunta dei due partner, anche se i prezzi delle auto sono saliti del 50% in dieci anni. Insomma, l’auto – da mezzo che ha lanciato il boom economico negli anni 50-60 – sta diventando un bene per pochi? I numeri delle immatricolazioni sono inferiori agli anni pre-Covid, al 2019 per intenderci, ma resta una certa affezione degli italiani al mezzo privato.
Mobilità del futuro: l’auto si compra dal concessionario
Quel che è vero è che gli automobilisti preferiscono il metodo tradizionale di acquisto: si va dal concessionario di persona per comprare, anche se a livello globale, il 62% dei clienti inizia il percorso di acquisto online. Però nel 90% dei casi, la vendita è finalizzata offline e in concessionaria locale: oltre il 75% degli automobilisti dichiara di voler continuare a concludere l’acquisto di persona dice il report congiunto.
Insomma lo studio sottolinea che il futuro della mobilità raccontato fino ad oggi non è sempre aderente alla realtà fattuale. Nella mobilità e spostamenti di ogni giorno in Italia il 75% degli utenti sceglie l’auto privata: il car sharing, bike sharing, monopattini e taxi rimangono soluzioni di nicchia, utilizzate occasionalmente e da una quota limitata della popolazione, presumibilmente nelle grandi città.
Mobilità del futuro: perché l’auto è un lusso?
Secondo la ricerca in un arco di tempo che va dal 2013 al 2024, il prezzo medio delle vetture nuove in Italia è cresciuto di oltre il 50%, spinto da inflazione, carenza di semiconduttori e spostamento verso segmenti più alti, mentre il reddito delle famiglie è aumentato molto meno (+29%).
Il risultato? Si rinvia il nuovo e si ripiega sull’usato. Almeno in Italia, e soprattutto sull’elettrico (che costa di più) mentre a livello europeo, la correlazione tra PIL pro capite e quota di auto elettrificate supera l’80%. Per l’Italia, invece, lo stesso legame si osserva tra PIL regionale e diffusione di BEV e PHEV.
“In questo scenario, il noleggio veicoli rappresenta già oggi una risposta concreta ed efficace: consente ai cittadini e alle imprese di accedere a soluzioni di mobilità aggiornate, senza dover sostenere i maggiori costi e rischi legati alla proprietà. È uno strumento che aumenta l’accessibilità, accelera il ricambio del parco circolante e accompagna in modo pragmatico la transizione energetica, mettendo davvero il cliente al centro”, ha commentato Italo Folonari, Presidente ANIASA.
Elettrico cresce se spinto da incentivi
L’elettrico, come sottolinea la ricerca (che non scopre nulla di nuovo), sta vivendo una progressione ondivaga in Italia, che sale verso l’alto solo quando spinta dagli incentivi economici statali. In questo contesto lo studio ci dice che le BEV si assesteranno a una quota del 30% del mercato non prima del 2030.
Infatti, se nel 2025 le elettriche rappresentavano una quota tra il 5% e il 7% delle immatricolazioni, nel primo trimestre 2026 la quota di veicoli elettrificati (BEV+PHEV) è salita all’8% del totale a livello Paese, ma soprattutto il Sud è volato al 15,4% del mercato complessivo, sfiorando il 20% nel canale privati.












