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Cina, GNL e carbone frenano mentre accelerano le rinnovabili

Nei primi 6 mesi di quest'anno la Cina ha generato meno della metà della propria elettricità dal carbone.

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Cina, gas e carbone frenano mentre accelerano le rinnovabili
Via Depositphotos

Scende la domanda della Cina di gas naturale liquefatto

La domanda della Cina di gas naturale liquefatto si riduce e la contrazione potrebbe avere un effetto negativo sui progetti che si basano sul fabbisogno dell’Asia nordorientale. La guerra in Iran ha causato la seconda crisi globale delle forniture di GNL in quattro anni, dopo quella seguita all’invasione russa dell’Ucraina. I timori sulla sicurezza degli approvvigionamenti hanno spinto perciò Pechino a dare priorità e all’energia rinnovabile, relegando non solo il GNL importato ma anche il carbone a una quota sempre più contenuta del mix energetico del Paese.

Anche dopo il definitivo ripristino delle forniture di GNL dal Golfo Persico, prevediamo che le crescenti preoccupazioni per la sicurezza energetica in Cina porteranno a un approccio più conservativo nei confronti del GNL“, ha detto a Reuters Megan Jenkins, analista di S&P. “Questo guiderà gli sforzi per incrementare l’autosufficienza energetica, traducendosi in una domanda di GNL inferiore rispetto alle nostre aspettative pre-guerra“, ha aggiunto l’analista.

La domanda interna di GNL in Cina delude le aspettative

Secondo S&P Global, gli acquirenti cinesi avrebbero attinto in modo aggressivo sul mercato spot nei mesi di aprile e maggio per assicurarsi le forniture estive, a seguito dei timori causati dalle potenziali interruzioni delle esportazioni di GNL dal Qatar.

Gli importatori cinesi a fine giugno hanno acquistato ulteriori carichi spot anche quando i prezzi del GNL sono scesi nella fase successiva alla firma del memorandum d’intesa tra Iran e Stati Uniti. Di conseguenza, In base a i dati doganali, a giugno, le importazioni di GNL della Cina sono aumentate per il secondo mese consecutivo, registrando una crescita dell’8,3% su base annua e del 16,8% su base mensile, raggiungendo i 5,68 milioni di tonnellate metriche.

Tuttavia, la domanda interna è stata inferiore rispetto all’aumento delle importazioni. La domanda da parte delle centrali elettriche a gas della Cina infatti è rimasta debole. Gli impianti nella Cina meridionale sarebbero riusciti in generale a mantenere in funzione le turbine solo con una redditività marginale, mentre alcune utility della Cina orientale hanno faticato a mantenere i tassi di utilizzo degli impianti. Molti hanno importato volumi in eccesso in previsione dei consumi estivi ma la domanda non è stata forte come previsto.

Calo della domanda asiatica di GNL per il secondo anno consecutivo

Le interruzioni delle forniture dal Qatar stanno mettendo a dura prova la resilienza degli acquirenti asiatici di GNL. Nel 2025 l’Asia ha assorbito quasi il 90% delle spedizioni di GNL del Qatar e degli Emirati Arabi Uniti che hanno attraversato lo Stretto di Hormuz. Wood Mackenzie prevede che la domanda dell’Asia nordorientale, ossia la regione che comprende Cina, Giappone, Corea del Sud e Taiwan, scenderà a 191 Mt nel 2026 rispetto ai 202 Mt del 2025.

Per quanto riguarda la Cina, Wood Mackenzie evidenzia che il Paese è entrato nel 2026 con la più grande riserva di stoccaggio della regione e il portafoglio di approvvigionamento più diversificato tra tutti i principali acquirenti asiatici di GNL. Anche per questo motivo le importazioni di GNL dovrebbero arrivare a 62,4 Mt nel 2026, segnando un calo rispetto ai 66,4 Mt del 2025, registrando il secondo calo annuale consecutivo.

L’anno scorso la Cina ha importato 68,4 milioni di tonnellate di GNL, second i dati doganali ufficiali, superando il Giappone come principale importatore mondiale. La concorrenza costituita dalla produzione locale e dalle forniture di gas via gasdotto l’anno scorso ha spinto al ribasso il prezzo al quale la Cina prenderebbe in considerazione l’acquisto di GNL sul mercato spot.

La Cina non ha accantonato il progetto Power of Siberia 2 ma, da un lato, non vuole aumentare la dipendenza dalla Russia e, dall’altro, sarebbe disposta ad acquistare più gas da Mosca a un prezzo di vendita assai più ridotto rispetto a quello praticato attualmente. Un balzo dell’offerta globale di GNL potrebbe far abbassare i prezzi e stimolare la domanda in Cina ma dipenderà dalle scelte del Governo.

L’energia rinnovabile “ostacolo strutturale” all’uso del GNL

Fino a questo momento l’elettrificazione alimentata da rinnovabili e le riserve di carburante hanno permesso al Paese di proteggersi dalle interruzioni delle forniture. L’energia rinnovabile rappresenta un “ostacolo strutturale” all’uso del GNL, aveva dichiarato a febbraio Zhang Yaoyu, responsabile globale per il GNL e le nuove energie di PetroChina International. “Il costo livellato dell’elettricità (LCOE) da solare ed eolico è sceso drasticamente… Quindi, come si fa a competere?“.

La Cina ha generato meno della metà della propria elettricità dal carbone

La Cina è il maggiore consumatore di carbone al mondo ma nei primi 6 mesi del 2025 ha generato meno del 50% della propria elettricità da questo combustibile fossile.

La quota del carbone nel mix elettrico si è attestata al 49,7%, come ha dichiarato Xing Yiteng, vice direttore generale dell’ufficio per lo sviluppo e la pianificazione dell’amministrazione dell’energia. La quota del carbone nel mix elettrico è in calo rispetto al 65,5% del 2016, in base ai dati della NEA (National Energy Administration).

Al contrario, la quota delle energie rinnovabili è cresciuta fino al 41,2%, superando per la prima volta la percentuale del 40%. Di questa percentuale l’eolico e il solare hanno rappresentato il 24,6%. Nel 2020 questa stessa quota (solare più eolico) arrivava al 9,7%.

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About Author / Erminia Voccia

Giornalista professionista appassionata e attenta osservatrice delle dinamiche globali. Ha una laurea magistrale in Relazioni Internazionali e due master in giornalismo e giornalismo radiotelevisivo. Ha mosso i primi passi in tv realizzando servizi per i telegiornali nazionali. Ha lavorato da freelancer per diversi quotidiani on line e cartacei nazionali e riviste specializzate, scrivendo di temi legati all’ambiente, agli esteri, alla politica internazionale e alla geopolitica, con uno sguardo particolare verso l’Asia. Ha curato l'organizzazione eventi e la comunicazione per una casa editrice e ha partecipato alla redazione di saggi. Per Rinnovabili si interessa soprattutto di clima e politiche climatiche.