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Sistema elettrico, a giugno le rinnovabili hanno prodotto il 54,5% dell’elettricità italiana

Le rinnovabili, trainate dall’aumentata produzione fotovoltaica, si confermano come la prima fonte elettrica di giugno (e verosimilmente dell’estate), ma il forte calo dell'idroelettrico e i consumi da record hanno determinato un incremento dell’apporto fossile

Sistema elettrico, a giugno le rinnovabili hanno prodotto il 54,5% dell'elettricità italiana
Analisi dei consumi elettrici

Il sistema elettrico nazionale a giugno 2026

Non siamo ancora in condizioni di siccità gravi come quelle che hanno caratterizzato il 2022 italiano, ma anche questo 2026 si presenta sfidante sotto il profilo idrico. Le prime ondate di calore della stagione (e le temperature di 1-2°C sopra la media) hanno avuto un impatto preciso sul ciclo dell’acqua; ciclo che, nonostante le buone precipitazioni dell’inverno scorso, ha dovuto contare su piogge primaverili leggermente sotto la media. Il risultato? L’idroelettrico ha tirato vistosamente il freno e lo scorso mese ha prodotto solo 3.827 GWh.

In termini di confronto a giugno 2025 aveva generato 5.019 GWh, il 23,7% in più. Lo mostra il nuovo report mensile sul sistema elettrico di Terna evidenziando come questo calo abbia avuto a sua volta un effetto sulla produzione rinnovabile mensile.

Nonostante le FER abbiano immesso in rete ben 13.175 GWh, ossia oltre la metà (54,5%) dell’elettricità italiana, confermando il sorpasso stagionale delle fonti fossili, le performance appaiono in ribasso rispetto allo stesso mese dello scorso anno del -3,4%.

L’aumento della generazione fotovoltaica (15,7%), che mese dopo mese conferma la crescita impiantistica e produttiva, da solo non ha colmato il gap dell’idroelettrico a cui si è aggiunto peraltro anche un calo della generazione eolica, geotermica e delle bioenergie.

Il record dei consumi elettrici

Poco male, verrebbe da dire, in un contesto di consumi contenuti. Il problema è che, a giugno, la richiesta di energia elettrica è stata di 28.034 GWh, in aumento rispetto allo stesso mese dell’anno precedente (+1,8%). E in aumento anche rispetto a tutti gli ultimi mesi di giugno: 2025 (+9,4%), 2024 (+9,07%) e 2023 (+10,76%) e così via. Un vero record. “È il valore mensile di giugno più alto degli ultimi dieci anni”, scrive Terna. Una parte di questo trend è legata direttamente al fattore temperatura, o più precisamente alla maggiore necessità di condizionamento/raffrescamento (circa 964 GWh) ma una parte è anche il riflesso dell’aumentata domanda elettrica del comparto industriale.

Secondo le elaborazioni di Terna sull’indice IMCEI, che prende in esame i consumi elettrici industriali di circa 1.000 imprese “energivore”, “il dato del mese di giugno è in aumento del 3,1% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso, segnando anche in questo caso il decimo mese consecutivo di crescita. In particolare, positivi i comparti della siderurgia, ceramiche e vetrarie, cartaria e mezzi di trasporto. In flessione chimica, meccanica, metalli non ferrosi, alimentari e cemento, calce e gesso”.

Questa aumentata richiesta e la minore produzione rinnovabile hanno determinato un aumento della generazione termoelettrica a gas. Nel dettaglio lo scorso mese il fabbisogno elettrico nazionale è stato soddisfatto al 37,9% dai combustibili fossili, al 15,1% dal saldo con l’estero e al 47% dalle green energy.

consumi elettrici 2026

Le rinnovabili elettriche nei primi 6 mesi del 2026

Ampliando lo sguardo ai primi sei mesi del 2026, cambiano i volumi e anche le percentuali ma non muta il predominio delle FER: da gennaio a giugno i consumi elettrici nazionali sono stati coperti al 41% dalle fonti fossili (64.332), al 16,2% dal saldo con l’estero (25.348 GWh) e al 42,8% dalle energie rinnovabili (66.992 GWh).

Quello che si evince osservando l’evoluzione del mix nel corso del tempo è come, nonostante la percentuale di FER negli anni continui a mutare, la produzione aumenti con trend deciso.

Merito soprattutto del fotovoltaico, prima fonte in Italia (ma non solo) per nuove aggiunte di capacità elettrica. Il 2026 si sta dimostrando anche un anno migliore del precedente: nei primi sei mesi la potenza in esercizio è aumentata di 3.093 MW, vale a dire un 10,1% in più di quanto attivato nel 2025. Il segmento ha così raggiunto un totale cumulato di una potenza complessiva pari a 46.606 MW in esercizio.

A differenza dello scorso anno però, non è il Lazio a fare da mattatore. La regione con l’incremento maggiore è la Sicilia che da sola ha allacciato 451 MW di nuovi impianti fotovoltaici, seguita da Lombardia (+ 369 MW) e Veneto (+257 MW).

Uno dei dati più interessanti sulla crescita del segmento arriva però dall’analisi di Italia Solare. L’associazione ha evidenziato come ancora una volta il mercato fotovoltaico italiano sia sempre più concentrato negli impianti di taglia media e grande. Nel dettaglio da gennaio a giugno il fotovoltaico commerciale e industriale (C&I) – che racchiude progetti tra 20 kW e 1 MW – ha aggiunto 1.154 MW, con 8.183 impianti mentre quello su scala utility – pari o superiore a 1 MW – ha totalizzato 1.383 MW, con la connessione di 305 nuovi impianti.

“La crescita del C&I e dell’utility scale compensa il calo del residenziale, ma il ridimensionamento degli impianti destinati alle famiglie non deve essere sottovalutato”, scrive Italia Solare.

Ma finalmente si sta muovendo anche l’eolico. Nel primo semestre 2026, la capacità in esercizio è cresciuta di 328 MW, il 19,8% del 2025. In questo caso sul podio regionale ci sono la Puglia con 144 MW, la Sardegna (+ 56 MW) e la Sicilia (+ 45 MW).

Gli accumuli 2026

Vale la pena notare come in questi sei mesi sia anche cresciuta la potenza nominale degli accumuli in esercizio: un più 593 MW, pari a più 1.350 MWh di capacità.

La quasi totalità delle nuove connessioni in termini numerici è costituita da accumuli associati al fotovoltaico ma il confronto semestrale mostra come la capacità degli accumuli associati al solare sia scesa dai 973 MWh del primo semestre 2025 ai 914 MWh del primo semestre 2026.

A livello regionale la Lombardia guida la graduatoria del primo semestre con 122 MWh di nuova capacità di storage legata agli impianti fotovoltaici, seguita da Emilia-Romagna con 109 MWh, Sicilia con 103 MWh e Veneto con 97 MWh.

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About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili, le rassegne regionali e le newsletter tecniche. Oggi, tra le altre cose, si occupa della copertura quotidiana delle novità normative sulle fonti rinnovabili, delle politiche energetiche nazionali, europee ed asiatiche, e dei grandi temi connessi all'innovazione e al mercato. Segue da vicino i brevetti e le ricerche scientifiche sulle tecnologie, con un focus su sistemi di accumulo, fotovoltaico, eolico e geotermia. Ha pubblicato articoli legati all'hi-tech e alle rinnovabili su Repubblica.it. Dal 2025 è Vice Direttrice della testata.