Per adeguarsi alla Direttiva EPBD IV, entro maggio 2026, l’Italia dovrà definire il Piano nazionale di Ristrutturazione degli edifici. Ma il testo sparisce dalla Legge di delegazione europea approvata dal Governo

Non c’è traccia della Direttiva Case Green nel disegno di Legge approvato pochi giorni fa, sul recepimento delle Direttive Europee.
Il Consiglio dei Ministri del 22 luglio 2025 si è chiuso con il via libera alla procedura d’urgenza per la delega al Governo, ma tra le norme dedicate alla cybersicurezza, alla transizione commerciale verde, ai rating ESG e alla protezione dell’ambiente, non trova posto la Direttiva Europea EPBD IV sulle Prestazioni energetiche degli edifici.
Una mancanza che non è sfuggita alle Associazioni di settore e che fa scattare un campanello di allarme sul recepimento da attuare entro la maggio 2026.
Le scadenze della Direttiva Case Green
La preoccupazione delle Associazioni è più che giustificata. Le tappe della Direttiva Case Green (Direttiva 2024/1275/UE – EPBD IV) prevedendo che, entro 48 mesi dalla sua entrata in vigore (entro il 28 maggio 2026), gli Stati Membri recepiscano il testo nella normativa nazionale. Non solo. Entro il prossimo dicembre 2025, la Commissione dovrà ricevere le bozze di Piani attuativi che definiranno la traiettoria nazionale di riqualificazione del parco immobiliare.
Anche l’Italia dovrà essere in grado di fornire un documento solido che certifichi i tempi, i costi, il numero di edifici interessati e le modalità da utilizzare utilizzare per ridurre i consumi di energia primaria che, nel caso del residenziale, dovrà essere pari al 16% entro il 2030.
Una tabella di marcia serrata ma indispensabile per arrivare preparati alla decarbonizzazione totale nel 2050.
Le Associazioni scrivono al MASE
“Il Governo abdica alla sfida della riqualificazione energetica degli edifici”, commentano le 29 Associazioni aderenti al tavolo “Un Patrimonio da salvare”. “Esprimiamo sconcerto e forte preoccupazione”, prosegue il comunicato congiunto che si rivolge con urgenza al Presidente del Consiglio Presidenza del Consiglio dei Ministri e i Ministri Calderone, Foti, Giorgetti, Pichetto Fratin, Salvini e Urso affinché:
- Sia assicurato, in tempi rapidi, l’inserimento della direttiva EPBD IV nella legge di Delegazione europea;
- Sia assicurato, in tempi rapidi, l’inserimento della direttiva EPBD IV nella legge di Delegazione europea;
- Venga definito un calendario operativo chiaro, in grado di garantire il pieno recepimento della direttiva entro maggio 2026.
“Un intervento tempestivo rappresenterebbe un atto di responsabilità, a tutela delle famiglie, del sistema produttivo nazionale e della credibilità degli impegni assunti in sede europea. Ulteriori rinvii comprometterebbero la possibilità di attuare politiche efficaci, con conseguenze rilevanti sul piano economico, sociale e ambientale”.
Cosa rischia l’Italia se non recepisce la Direttiva Case Green
Non recepire nei tempi la Direttiva sulle Prestazioni degli edifici ci metterebbe davanti all’ennesima Infrazione. Inoltre ci sarebbero ricadute negative sul sistema economico e sociale “interessando una filiera che contribuisce in modo rilevante al PIL, all’occupazione e all’innovazione del comparto edilizio”.
I rischi concreti di un mancato intervento tempestivo sono ben chiari alle Associazioni:
- Un ulteriore indebolimento del comparto della riqualificazione energetica, con una drastica contrazione degli interventi.
- Il protrarsi della condizione di povertà energetica per milioni di famiglie, senza una strategia strutturata di contrasto, mentre i costi energetici continuano a essere insostenibili.
- La dispersione delle competenze professionali e del patrimonio di specializzazione, costruito in anni di formazione e innovazione, con la progressiva dismissione delle strutture organizzative e produttive.
“Questa situazione appare in evidente contrasto con gli impegni formalmente assunti dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica nell’atto di indirizzo politico 2024–2026, che prevede esplicitamente il recepimento della direttiva e la predisposizione dei relativi atti e strumenti nei tempi stabiliti”.
Il Tavolo tecnico sottolinea la propria disponibilità a collaborare con le Istituzioni per definirestrategie efficaci e coerenti con gli obiettivi ambientali ed energetici del Paese.












