La Banca d’Italia spinge la finanza ESG, arriva la Carta degli Investimenti sostenibili

L’obiettivo ? Ribadire l’impegno per contribuire – nella gestione dei propri investimenti – a uno sviluppo economico equilibrato e sostenibile

di Tommaso Tetro

Carta degli Investimenti sostenibili
via depositphotos.com

Con la Carta degli investimenti sostenibile la Banca si impegna a promuovere i criteri ESG

(Rinnovabili.it) – Altri passi avanti della Banca d’Italia verso la finanza ESG (environmental, social, governance) attraverso l’adozione della Carta degli Investimenti sostenibili. Il documento illustra i principi cui la Banca centrale si ispira per la gestione sostenibile dei propri investimenti finanziari. E presenta gli impegni con cui dare concretezza all’azione. L’obiettivo è promuovere “uno sviluppo economico equilibrato e sostenibile: si sta già muovendo in questa direzione” con 15 miliardi di euro che rispondono o dovranno rispondere a questi criteri, ricomponendo “il proprio portafoglio finanziario non tanto escludendo un singolo settore ma premiando il percorso compiuto dalle aziende nell’adeguarsi alla transizione ecologica”.

Nello specifico l’intero portafoglio di attivi dell’Istituto, pari a 190 miliardi di euro, andrà sottoposto ad analisi anche se nell’esaminare gli investimenti in titoli di Stato (la parte maggiore di questa cifra) l’operazione avverrà con maggiore gradualità. La Carta degli Investimenti sostenibili non si applica invece ai portafogli di politica monetaria (che per Banca d’Italia sono oltre 500 miliardi di euro), la cui gestione è responsabilità dell’Eurosistema.

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Su questo punto sono anche in corso approfondimenti nell’ambito della revisione della strategia; in particolare sulla misurazione dei rischi e sulle eventuali azioni per la loro mitigazione in una logica di protezione del bilancio dell’Eurosistema. Il processo avverrà comunque con gradualità sia per evitare instabilità di mercato sia nello spirito della transizione ecologica; si cercherà di premiare i passi compiuti e il percorso programmato più che escludere un singolo settore (tipo il petrolchimico che magari invece sta investendo molto per ridurre o eliminare la propria impronta ecologica).

Il percorso di Bankitalia verso la finanza sostenibile

Ma la Banca ha già dei risultati da poter mettere in evidenza. Nel 2020 l’intensità carbonica del suo portafoglio azionario è diminuita del 30% rispetto al 2018 (quando ancora i fattori #Esg non venivano considerati). Le minori emissioni riferite al portafoglio corrispondono a quelle di una città di 210mila abitanti. Malgrado la Carta degli Investimenti sostenibili si basi sui principi internazionali delle maggiori organizzazioni, i responsabili della Banca non hanno nascosto come la vera sfida sia nel colmare le lacune nei dati (quantità, qualità, comparabilità) di molte imprese. Inoltre serve stimolare le aziende alla disclosure e gli intermediari a una gestione integrata dei profili di sostenibilità e aumentare il livello di trasparenza.

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L’Istituto accoglie la definizione di sviluppo sostenibile inteso come modello di sviluppo in grado di assicurare il soddisfacimento dei bisogni della generazione presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di realizzare i propri. E adotta una concezione ampia di sostenibilità, che comprende considerazioni sui profili ambientale, sociale ed economico. Nelle attività di investimento pone grande attenzione ai fattori ambientali, privilegiando le imprese che sono attente all’utilizzo responsabile delle risorse naturali e agli effetti sugli ecosistemi; mantengono adeguate condizioni di sicurezza, salute, giustizia, parità e inclusione; generano reddito e lavoro nel rispetto di principi etici e delle migliori pratiche di governo societario.

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