Striatus di Zaha Hadid, il ponte in calcestruzzo stampato in 3D primo nel suo genere

Striatus è in mostra alla Biennale di Venezia ed è il primo ponte in calcestruzzo stampato ad applicare i principi delle 3R, riusa, ricicla, riduci, per “costruire di più con meno”

Striatus credits: Zaha Hadid Architects ©naaro

Fino al 21 novembre sarà possibile percorrere Striatus ai Giardini della Marinaressa

(Rinnovabili.it) – In occasione della Biennale di Architettura di Venezia è stato presentato “Striatus”, un ponte di 16 per 12 metri unico nel suo genere che combina la tecnologia della stampa 3D, con la maestria degli artigiani italiani. La passerella ad arco è composta da blocchi di cemento stampati assemblati senza l’impiego di malta o rinforzo. Striatus è nato da una joint venture vincente composta da Zaha Hadid Architects, Block Research Group (BRG) dell’ETH di Zurigo per la stampa 3D, Zaha Hadid Architects Computation and Design Group (ZHACODE) per lo sviluppo tecnologico, in collaborazione con incremental3D (in3D) e reso possibile grazie ad Holcim.

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Il nuovo linguaggio del cemento

Striatus credits: Zaha Hadid Architects
Striatus credits: Zaha Hadid Architects ©naaro

Il nome Striatus riflette la logica strutturale e il processo di fabbricazione. Il calcestruzzo viene stampato con precisione in strati, ortogonali alle principali forze di compressione, creando una struttura striata appunto, che non richiede malta o leganti. Il calcestruzzo è un materiale che offre le migliori prestazioni proprio ai carichi di compressione. Attraverso un software apposito il materiale è stato stampato con precisione in determinati punti dell’arco, permettendo alle forze strutturali di viaggiare fino ai supporti in sola compressione.

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Questa tecnica rivoluzionaria riduce al minimo gli sprechi, utilizzando solo il materiale strettamente necessario alla costruzione. Un soluzione costruttiva molto diversa dalla tradizionale impiegata ad esempio, per le travi in cemento o i solai, dove le esigenze strutturali, impongono l’impiego di materiali inefficienti.

La geometria biforcuta di Striatus risponde alle esigenze del sito, mentre la forma ad arco trae ispirazione dalle volte storiche in muratura. I tiranti in acciaio assorbono le spinte orizzontali degli archi. I cuscinetti in neoprene posizionate tra i blocchi assemblati a secco evitano invece l’attrito e le concentrazioni di stress.

Calcestruzzo di nuova generazione

Ciò che è completamente nuovo in Striatus è il tipo di calcestruzzo stampato in 3D e sviluppato con la collaborazione del team di Incremental3D. Il calcestruzzo non viene applicato orizzontalmente come avviene di solito, ma ad angoli specifici, in modo tale che ciascuno dei 53 conci sia perpendicolare al flusso delle forze di compressione. Oltre a garantire la massima stabilità, questo sistema mantiene gli strati stampati in 3D ben premuti tra loro, evitando la “delaminazione” tra gli strati.

Le tre “R” della sostenibilità

Con questo ponte, il team di Zaha Hadid è stato capace di dimostrare come la regola delle tre R della sostenibilità (Riusa, Ricicla, Riduci) possa essere applicata anche alle strutture in calcestruzzo.

RIDUCI – meno emissioni di carbonio incorporato nella struttura. Meno materiale impiegato e meno risorse impiegati per realizzarlo, sfruttando la precisione millimetrica della stampa 3D.

RIUSA – Migliore longevità e circolarità, dato che Striatus può essere smontato, rimontato e spostato ripetutamente, essendo costruito senza leganti o rinforzi.

RICICLA – Ogni materiale che compone il ponte può essere facilmente separato e riciclato essendo montato a secco. La possibilità di reimpiegare i materiali inoltre garantisce un processo di riciclaggio estremamente efficiente e a basso consumo anche diversi cicli di utilizzo.

Manodopera specializzata per un settore in evoluzione

Come giustamente sottolineano i progettisti di Striatus, l’impiego di questa particolare tecnica di stampa 3D applicata agli elementi in calcestruzzo armato, porta il settore delle costruzioni ad un passo evolutivo. Questo genere di automazione e digitalizzazione richiedono una manodopera qualificata ed altamente addestrata. Competenze informatiche ma strettamente ispirate ai sistemi costruttivi tradizionali, che permetteranno di avvicinare le generazioni più giovani. Si stima che nei prossimi 30 anni andremo a costruire oltre 300 mld di mq di superficie edilizia, applicando i principi messi in campo da Striatus saremmo in grado di rivoluzionare il settore, migliorandone la sostenibilità e ridefinendo la nostra era.

Fino al 21 novembre sarà possibile ammirare il ponte “stampato” presso i Giardini della Marinaressa.

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