Anche i ricchi Paesi del Golfo hanno ricevuto fondi. Ad esempio, gli Emirati Arabi Uniti hanno ricevuto finanziamenti giapponesi per 1,3 miliardi di dollari per un progetto di trasmissione elettrica e uno di termovalorizzazione.

Un’indagine congiunta di Carbon Brief e del Guardian ha rivelato che i Paesi ad alto reddito hanno destinato miliardi di dollari in iniziative legate al clima all’estero. L’analisi ha mostrato in che modo gli Stati hanno raggiunto l‘obiettivo dei 100 miliardi di dollari di finanziamenti a favore del clima.
Come funzionano i finanziamenti a favore del clima
Le economie sviluppate, tra cui gran parte dell’Europa, degli Stati Uniti e del Giappone, sono tenute, in base all’Accordo di Parigi, a fornire sostegno internazionale ai Paesi a basso reddito per iniziative climatiche. Il sostegno finanziario può assumere diverse forme quali sovvenzioni, prestiti da parte delle banche multilaterali di sviluppo e investimenti privati. L’obiettivo principale della finanza climatica per più di 10 anni è stato raggiungere 100 miliardi di dollari all’anno entro il 2020. I Paesi ad alto reddito sono riusciti a soddisfare tale obiettivo nel 2022, con due anni di ritardo.
Carbon Brief e The Guardian hanno hanno passato in rassegna i dati di oltre 20 mila progetti climatici globali finanziati con denaro pubblico dalle economie sviluppate, compresi i dati ufficiali più recenti del 2021 e del 2022.
Come gli Stati hanno raggiunto l’obiettivo 100 miliardi di dollari di finanziamenti
Questi dati offrono un resoconto dettagliato su come le economie avanzate hanno raggiunto l’obiettivo 100 miliardi di dollari di finanziamenti per il clima per ciascun ambito di investimento. L’analisi dimostra che spesso i Paesi donatori fanno ricorso a prestiti e finanziamenti privati per far fronte ai propri obblighi nei confronti delle economie meno sviluppate.

Centrate l’obiettivo di 100 miliardi di dollari nel 2022 è stato possibile grazie soprattutto alla spinta dei finanziamenti privati e delle risorse stanziate dal Governo degli Stati Uniti. Un ristretto gruppo di Paesi nel corso degli anni si è confermata la principale fonte di finanziamento per il clima. La tendenza è rimasta invariata nel 2021 e nel 2022. Appena quattro Paesi, ossia Giappone, Germania, Francia e Stati Uniti, sono stati la fonte di metà di tutti i finanziamenti a favore del clima, ha mostrato ancora l’analisi.
Incremento del 29% nel 2022 dei finanziamenti a favore del clima
Il 2022 ha anche registrato il maggiore aumento annuale dei finanziamenti per il clima: un aumento di 26,3 miliardi di dollari, pari al 29%, secondo l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE). Metà di questo aumento si spiega con l’incremento di 12,6 miliardi di dollari in sostegni delle Banche Multilaterali di Sviluppo (MSB), istituzioni finanziate dagli Stati sovrani. Il restante aumento deriva da altri due fattori principali.
Stati Uniti primi per finanziamenti bilaterali durante il mandato Biden
Prima di tutto, gli Stati Uniti sono stati i primi quanto a finanziamenti bilaterali. Da quando Joe Biden è entrato in carica nel 2021, gli aiuti bilaterali per il clima sono più che triplicati in quell’anno e nel successivo. Nel 2022 la combinazione di contributi statunitensi e investimenti privati ha spinto i finanziamenti per il clima ad aumentare di quasi 14 miliardi di dollari, contribuendo a raggiungere i 115,9 miliardi complessivi.
Alla COP29 i Paesi ad alto reddito si erano impegnati ad aumentare i finanziamenti a favore del clima ad almeno 300 miliardi di dollari all’anno entro il 2035. In tal senso, il lancio della Roadmap Baku-Belém potrebbe offrire alla COP30 l’opportunità di riflettere in modo specifico sul tema. Putroppo, però, le prospettive non sono delle migliori. Con il ritorno di Trump alla Casa Bianca, il Governo USA ha cancellato i finanziamenti bilaterali statunitensi per il clima. E anche altri importanti donatori, come Germania, Francia e Regno Unito, hanno tagliato i fondi per gli aiuti. Tutto questo potrebbe comportare che nei prossima anni ci sarà bisogno di trovare altre fonti di finanziamento, guardando in particolare alla finanza privata.
Cos’altro ha rivelato l’analisi sui finanziamenti a favore del clima
- Quasi 730 milioni di persone non hanno ancora accesso all’elettricità. Di questi una percentuale vicina all’80% vive nell’Africa subsahariana. Carbon Brief e il Guardian hanno identificato finanziamenti più di 500 progetti di energia pulita e distribuzione nei Paesi africani. In totale, i fondi ammontavano a 7,6 miliardi di dollari nel biennio 2021-22. Tra questi progetti figuravano il sostegno al primo impianto solare in assoluto in Ciad, una nuova centrale idroelettrica in Mozambico e l’espansione delle reti elettriche in Nigeria.
- Per molti Paesi a basso reddito i prestiti continuano a essere il principale mezzo di finanziamento internazionale per il clima. Nonostante i prestiti servano a finanziare grandi progetti, a volte vengono offerti a condizioni sfavorevoli e aggravano le condizioni dei Governi già alle prese con il debito alto.
- Anche i ricchi Paesi del Golfo hanno ricevuto fondi. Ad esempio, gli Emirati Arabi Uniti hanno ricevuto finanziamenti giapponesi per 1,3 miliardi di dollari per un progetto di trasmissione elettrica e uno di termovalorizzazione.
- Secondo l’analisi, i maggiori beneficiari dei finanziamenti internazionali per il clima tendono a essere grandi Paesi a medio reddito, come Egitto, Filippine e Brasile. L’India, in particolare, ha ricevuto 14,1 miliardi di dollari nel 2021 e nel 2022, quasi tutti sotto forma di prestiti. Per questo il Governo indiano è diventato il maggiore beneficiario.











