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In Brasile l’incentivazione dei data center sarà legata a doppio filo con le rinnovabili

Il Parlamento brasiliano ha approvato il Redata, nuovo regime fiscale agevolato per il settore dei centri di elaborazione dati. Le aziende che aderiscono a questo programma potranno beneficiare di agevolazioni a fronte del rispetto di requisiti rigorosi. Compreso l'uso esclusivo di energia rinnovabile

In Brasile l’incentivazione dei data center sarà legata a doppio filo con le rinnovabili
Foto: Jonas Pereira/Agência Senado- CC BY 2.0

Data center e rinnovabili: come funziona il nuovo regime fiscale in Brasile

Mentre l’Unione europea è ancora al lavoro sul Rating scheme for data centres in the EU – attualmente la proposta di regolamento è in mano ai legislatori comunitari – oltreoceano c’è chi batte sul tempo l’ambizione di sostenibilità di Bruxelles. Parliamo del Brasile il cui Senato federale lo scorso 1° settembre ha approvato una legge fondamentale per lo sviluppo digitale del Paese: Redata, acronimo di Regime Especial de Tributação para Serviços de Datacenter.

Di cosa si tratta? Di una legge che disciplina nuove agevolazioni fiscali per i centri di elaborazione dati in Brasile. Legando tali incentivi a una serie di criteri energetici e di efficienza idrica.

Una mossa che non sorprende: il Paese attualmente detiene il 49% della capacità installata di data center in America Latina con oltre 210 impianti attivi, di cui una quarantina considerati di grandi dimensioni o hyperscale. Oggi riveste a tutti gli effetti il ruolo di principale hub digitale della regione e gli analisti sono convinti che il mercato nazionale raggiungerà un valore di quasi 6 miliardi di dollari per la fine del decennio.

Secondo la società di consulenza Aurora Energy Research, la capacità dei data center in Brasile quadruplicherà, superando i 4 GW entro i primi anni del 2030.

D’altra parte lo Stato offre condizioni decisamente appetibili per gli investitori: una grande disponibilità di terreni economici, Zone di Processamento delle Esportazioni (ZPE) aperte ai fornitori di servizi digitali e prezzi dell’energia elettrica altamente competitivi. Non solo. Nel 2024 con il lancio del Piano per l’Intelligenza Artificiale, l’esecutivo brasiliano ha messo sul piatto 4,2 miliardi di dollari per potenziare ulteriormente l’infrastruttura tecnologica del Paese. Sforzi di cui il Redata è oggi la naturale prosecuzione.

Cosa prevede il REDATA?

Le aziende che aderiranno al regime beneficeranno per 5 anni della sospensione dei tributi sugli acquisti interni e sulle importazioni di componenti elettronici per le proprie infrastrutture. Sospensione che diventerà esenzione definitiva a fine percorso. L’agevolazione si applica sia in Brasile che all’estero, con due eccezioni: per l’IPI (Imposta sui Prodotti Industrializzati) sono esclusi i prodotti fabbricati anche nella Zona Franca di Manaus che già beneficiano di agevolazioni, mentre per le importazioni l’esenzione vale solo per i prodotti privi di un equivalente di produzione nazionale.

In cambio, le imprese dovranno però soddisfare requisiti rigorosi sia sul piano delle risorse che dell’innovazione. Il testo approvato in Parlamento chiede l’uso esclusivo di energia rinnovabile o a basse emissioni – considerando sotto questa seconda etichetta l’idroelettrico, il biogas e le biomasse – sia attraverso la stipula di accordi di fornitura a lungo termine che grazie alla realizzazione di impianti in autoconsumo.

Per il raffreddamento delle apparecchiature, è obbligatorio presentare un Indice di Efficienza Idrica (Water Usage Effectiveness – WUE) pari o inferiore a 0,05 litri per chilowattora (L/kWh), calcolato mediante una misurazione annuale. A titolo di confronto l’etichetta proposta per l’UE prevede come classe di efficienza idrica più elevata un valore uguale o inferiore a 0,10 l/kWh.

La legge prevede inoltre che le aziende si attengano a una serie di indicatori di sostenibilità che verranno definiti nel dettaglio all’interno del regolamento esecutivo.

Una disposizione introdotta dalla Camera di Commercio impone la pubblicazione di un rapporto ad hoc da parte dei beneficiari, comprensivo dell’indice di efficienza, delle fonti di energia elettrica utilizzate e di altri indicatori di sostenibilità. Infine il testo chiede che almeno il 10% dei servizi forniti dal data center beneficiario sia destinato al mercato brasiliano, anche in caso di una presunta mancanza di domanda nazionale. “L’obiettivo – scrive il Senato – è garantire l’impatto diretto degli incentivi fiscali sull’economia locale e promuovere la sovranità tecnologica”.

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About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili, le rassegne regionali e le newsletter tecniche. Oggi, tra le altre cose, si occupa della copertura quotidiana delle novità normative sulle fonti rinnovabili, delle politiche energetiche nazionali, europee ed asiatiche, e dei grandi temi connessi all'innovazione e al mercato. Segue da vicino i brevetti e le ricerche scientifiche sulle tecnologie, con un focus su sistemi di accumulo, fotovoltaico, eolico e geotermia. Ha pubblicato articoli legati all'hi-tech e alle rinnovabili su Repubblica.it. Dal 2025 è Vice Direttrice della testata.