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Data center in Spagna, Madrid punta su FER e sovranità digitale

Il Governo spagnolo mette in consultazione le nuove norme dedicate ai data center nazionali. La proposta disciplina i nuovi obblighi energetici, idrici e di sicurezza per gli impianti con una potenza pari o superiore a 1 MW e chiarisce: ogni nuovo megawatt impegnato dovrà essere accompagnato da un nuovo megawatt rinnovabile installato

Data center in Spagna, Madrid punta su FER e sovranità digitale

Data center in Spagna, un modello di sviluppo da replicare

Sostenibili, efficienti e sicuri. Ma soprattutto in grado di integrarsi nell’economia nazionale in maniera fluida, contribuendo al tempo stesso alla sovranità digitale dell’Unione europea. Questi gli elementi distintivi della proposta di Regio Decreto per i data center in Spagna. Le norme sono state poste in consultazione pubblica dal Ministero per la Transizione Ecologica e la Sfida Demografica (MITECO) a cui spetta il compito di definire il provvedimento assieme al Ministero dell’Economia.

E sebbene per ora si tratti solo di una bozza, il decreto traccia una strada precisa. Con i suoi 14 articoli mira non solo a regolare la diffusione dei futuri centri di elaborazione dati ma anche a divenire precursore di un nuovo modello di sviluppo; un modello che rafforzi ulteriormente la posizione del Paese come leader europeo delle energie rinnovabili. In che modo? Stabilendo che per ogni futuro megawatt impegnato da questi impianti, si debba assicurare un nuovo megawatt di eolico o fotovoltaico installato.

“Il futuro decreto reale risponde a uno dei mandati del Regio Decreto Legge 7/2026, che approva il Piano di Risposta Integrale alla Crisi in Medio Oriente”, spiega il MITECO. L’obiettivo è “allineare la realizzazione dei data center a una diffusione proporzionale di nuove fonti di energia rinnovabile (FER), al fine di evitare un doppio svantaggio: un aumento della domanda può infatti portare a un maggiore utilizzo del gas naturale per la produzione di energia elettrica se le FER non crescono in maniera proporzionale, con conseguente aumento dei costi dell’elettricità per tutti i consumatori e, quindi, una riduzione dell’incentivo all’elettrificazione”.

Madrid dimostra ancora una volta di far sul serio con la transizione energetica, meritandosi la posizione di leader europeo per le green energy. Un ruolo cercato attivamente e che ha permesso alla nazione di raggiungere nei primi 4 mesi del 2026 un record storico: per la prima volta le energie rinnovabili hanno prodotto il 61,8% dell’energia elettrica nazionale.

Il Regio Decreto sui data center in Spagna

Il provvedimento nasce per regolamentare lo sviluppo dei data center in Spagna, condizionando l’accesso alla rete elettrica al rispetto di rigorosi criteri di sostenibilità energetica, di sovranità e sicurezza digitale.

Le norme si rivolgono in prima battuta ai proprietari o gestori di impianti che richiedono o abbiano richiesto i permessi di accesso alla rete con una potenza pari o superiore a 1 MW. Tuttavia inseriscono alcuni obblighi di trasparenza e pubblicità dei dati anche per centri di elaborazione con potenza pari o superiore a 500 kW.

Per i primi i permessi di connessione saranno rigidamente vincolati a:

  • una dichiarazione di responsabilità di resilienza e sovranità digitale;
  • la presentazione dell’etichetta europea o di una dichiarazione di responsabilità;
  • il rispetto dei requisiti relativi all’energia rinnovabile.

Sovranità digitale

La proposta normativa stabilisce tra i requisiti da rispettare la sede nell’Unione Europea per i gestori/proprietari dei data center, la permanenza al suo interno dei dati operativi sotto il controllo del soggetto obbligato, il controllo e la tracciabilità del supporto fornito da paesi terzi, la supervisione contrattuale dei subappaltatori diretti e l’adozione di misure contro gli accessi o i trasferimenti richiesti da autorità di paesi terzi in violazione del diritto applicabile.

Vieta inoltre di ospitare sistemi informativi soggetti allo Schema Nazionale di Sicurezza che trattino dati sotto il controllo di enti del settore pubblico o legati alla sicurezza o alla difesa nazionale, a meno che tali dati e quelli derivanti dall’utilizzo del servizio non siano trattati, archiviati e trasferiti esclusivamente all’interno dell’Unione Europea.

Sostenibilità ambientale

L’articolo 6 del regio decreto stabilisce invece i requisiti di efficienza energetica e idrica, stabilendo che tutte le strutture dobbano raggiungere la Classe “A” della scala di etichettatura europea sia per l’efficienza energetica (PUE – Power Usage Effectiveness) sia per l’efficienza idrica (WUE – Water Usage Effectiveness).

Tuttavia, in attesa che l’energy label UE entri in vigore, saranno validi dei requisiti transitori. Fino ad agosto 2027 sarà possibile un PUE massimo di 1,15 e un WUE massimo di 0,15.

Energie rinnovabili obbligatorie

Gli articoli 7, 8 e 9 del testo disciplinano i requisiti relativi all’impiego di energia rinnovabile. Requisiti che sono considerati automaticamente soddisfatti solo se la rete nazionale ha già raggiunto più del 90% di produzione rinnovabile con due anni di anticipo; in ogni caso il testo impone un tetto massimo alle ore di prelievo annuali.

In caso contrario, i data center devono provvedere autonomamente coprendo almeno l’80% dei propri consumi tramite impianti fotovoltaici ed eolici in autoconsumo o contratti a termine (PPA) con nuove centrali rinnovabili spagnole entrate in funzione da meno di 18 mesi. Inoltre, per evitare squilibri sulla rete, questa copertura verde dovrà garantire una correlazione oraria rigorosa, assicurando che almeno l’80% dell’energia consumata in ogni singola ora provenga da elettricità pulita prodotta contemporaneamente.

E per chi dovesse infrangere le regole? Madrid sta studiando penali economiche progressive sotto forma di sovrapprezzi sulle tariffe di rete per punire i data center inadempienti: le sanzioni vanno da un aumento del 65% per il superamento delle ore di prelievo consentite (con un rialzo del 10% per ogni anno di recidiva), fino a rincari compresi tra il 100% e il 500% se si riduce la quota di nuova energia green prodotta.

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About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili, le rassegne regionali e le newsletter tecniche. Oggi, tra le altre cose, si occupa della copertura quotidiana delle novità normative sulle fonti rinnovabili, delle politiche energetiche nazionali, europee ed asiatiche, e dei grandi temi connessi all'innovazione e al mercato. Segue da vicino i brevetti e le ricerche scientifiche sulle tecnologie, con un focus su sistemi di accumulo, fotovoltaico, eolico e geotermia. Ha pubblicato articoli legati all'hi-tech e alle rinnovabili su Repubblica.it. Dal 2025 è Vice Direttrice della testata.