Rinnovabili • Cina Kenya: l'alleanza verde e il commercio a dazio zero Rinnovabili • Cina Kenya: l'alleanza verde e il commercio a dazio zero

La cooperazione sempre più profonda tra Cina e Kenya sull’energia verde

Il legame tra Pechino e Nairobi è un esempio di convenienza, convergenza di interessi e pragmatismo commerciale.

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La trasformazione della relazione bilaterale tra Cina e Kenya

La relazione bilaterale tra Cina e Kenya sta attraversando una fase di profonda trasformazione, evolvendosi ben oltre gli schemi tradizionali della diplomazia economica. Per lungo tempo, il dibattito internazionale riguardante la presenza di Pechino nel continente africano è stato dominato dalla retorica della cosiddetta “trappola del debito”, secondo cui i grandi progetti infrastrutturali diventavano strumenti di dipendenza finanziaria dalla Cina. Ora la relazione tra i due Paesi sta evolvendo in un partenariato strategico fondato sull’allineamento perfetto tra il primo produttore mondiale di tecnologie verdi, la Cina, e lo Stato che vuole presentarsi come il più ambizioso dell’Africa orientale nel campo delle energie rinnovabili e della sostenibilità ambientale, il Kenya, appunto.

Al centro di questo nuovo corso tra Cina e Kenya c’è una forte convergenza strategica nel settore della transizione ecologica. Da un lato, Pechino guida la leadership globale nella produzione industriale di moduli fotovoltaici, turbine eoliche, sistemi di accumulo a batterie e veicoli elettrici; dall’altro, Nairobi vanta uno dei mix energetici più puliti del continente africano, con oltre il 90% dell’elettricità nazionale generata da fonti rinnovabili quali il geotermico, l’idroelettrico, il solare e l’eolico.

La cooperazione in ambito energetico

Come evidenziato da Global Times e dall’agenzia Xinhua, che tuttavia riflettono il punto di vista del Governo cinese, la sinergia tra la vasta capacità manifatturiera cinese e il potenziale naturale kenyano ha dato vita a progetti infrastrutturali di primissimo piano. L’impianto solare di Garissa, realizzato con il supporto tecnologico e finanziario cinese, rappresenta un punto di riferimento per l’intera regione dell’Africa orientale, garantendo energia pulita e a basso costo a migliaia di case e imprese. A questo si affiancano gli interventi di espansione nei complessi geotermici di Olkaria e i progetti dedicati alla mobilità elettrica urbana, che vedono l’introduzione di autobus e veicoli commerciali a zero emissioni nelle principali arterie della capitale Nairobi. La convergenza si inserisce nel quadro delle direttive del Forum sulla Cooperazione Cina-Africa (FOCAC) e dell’iniziativa Belt and Road, progressivamente riorientata verso standard di sviluppo verde e di alta qualità.

L’approfondimento dei legami tra Cina e Kenya non si limita al comparto energetico e infrastrutturale, ma registra progressi anche sul fronte dell’integrazione commerciale. Un passaggio fondamentale di questa evoluzione è rappresentato dal recente invio, da parte del Kenya, della prima spedizione merci verso la Cina a dazio zero. L’accesso privilegiato al mercato cinese offre opportunità per il settore agroalimentare kenyano, consentendo l’esportazione diretta di prodotti come avocado, tè, caffè, noci macadamia. L’azzeramento dei dazi contribuisce a riequilibrare la bilancia commerciale bilaterale, incentivando la produzione locale e garantendo agli agricoltori kenyani un canale di sbocco stabile e redditizio.

L’intersezione tra le tecnologie pulite cinesi, l’ambiziosa agenda di decarbonizzazione del Kenya e l’abbattimento delle barriere doganali delinea un nuovo modello di sviluppo energetico, sebbene esponga il Paese africano al rischio di una forte dipendenza dalle tecnologie cinesi. Il legame tra Pechino e Nairobi è un esempio di convenienza, convergenza di interessi e pragmatismo commerciale, in cui l’innovazione tecnologica e l’apertura dei mercati permettono tuttavia l’abbattimento delle emissioni.

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About Author / Erminia Voccia

Giornalista professionista appassionata e attenta osservatrice delle dinamiche globali. Ha una laurea magistrale in Relazioni Internazionali e due master in giornalismo e giornalismo radiotelevisivo. Ha mosso i primi passi in tv realizzando servizi per i telegiornali nazionali. Ha lavorato da freelancer per diversi quotidiani on line e cartacei nazionali e riviste specializzate, scrivendo di temi legati all’ambiente, agli esteri, alla politica internazionale e alla geopolitica, con uno sguardo particolare verso l’Asia. Ha curato l'organizzazione eventi e la comunicazione per una casa editrice e ha partecipato alla redazione di saggi. Per Rinnovabili si interessa soprattutto di clima e politiche climatiche.