In base a un nuovo studio, il Pentagono starebbe prosciugando le risorse necessarie a sotenere soluzioni climatiche urgenti.

La corsa ai minerali critici del Pentagono rischia di sottrarre risorse vitali alle iniziative di decarbonizzazione civile e di favorire il militarismo, bloccando l’azione necessaria ad affrontare la crisi climatica.
Non solo gli Stati Uniti, ma sempre più Paesi si affannano per assicurarsi minerali essenziali a costruire sistemi d’arma di nuova generazione, proprio quando invece si dovrebbe spingere con maggiore convinzione verso forme di collaborazione globale per assicurare al nostro pianeta una transizione energetica equa e giusta.
Lo studio sull’estrazione mineraria USA per scopi militari
Un nuovo studio sull’estrazione mineraria per scopi militari ha valutato le scorte di minerali critici del Pentagono e come queste ultime potrebbero essere riconvertite per la transizione verde. Lo studio del Transition Security Project rivela che il Dipartimento della Difesa USA starebbe accumulando enormi riserve di minerali essenziali. Tali risorse sarebbero invece fondamentali a una serie di tecnologie verdi, come pannelli solari, turbine eoliche, veicoli elettrici e sistemi di accumulo di energia.
Dall’approvazione del One Big Beautiful Bill Act, che ha stanziato miliardi di dollari per ampliare le scorte di minerali critici per la difesa, la Defense Logistics Agency (DLA), l’agenzia responsabile della gestione della catena di approvvigionamento globale per le forze armate statunitensi, ha spinto per la stipula di numerosi contratti. Molti di questi minerali essenziali sarebbero utili alla transizione energetica.
Corsa ai minerali critici e risorse sotratte alla transizione energetica
Il rapporto svela che la DLA prevede di accumulare quasi 7.500 tonnellate di cobalto. La stessa quantità potrebbe servire a produrre 80,2 GWh di capacità di batterie, più del doppio rispetto a quella degli attuali sistemi di accumulo di energia esistenti negli Stati Uniti. La DLA conta di mettere da parte Le scorte di cobalto e grafite utili a produrre quasi 100 mila autobus elettrici, ossia una quantità 15 volte superiore a quella in funzione negli Stati Uniti.
Il Governo USA teme per la vulnerabilità della catena di approvvigionamento, soprattutto alla luce della crescente competizione con la Cina. Tuttavia, come spiega il rapporto, quando a guidare la strategia industriale sono le priorità militari, la conseguenza è un consolidamento dello scontro geopolitico. Inoltre, tale approccio distorce anche i percorsi per realizzare l’azione a favore del clima.
Militarizzazione delle catene di approvvigionamento
Il Pentagono è un attore fondamentale nell’acquisizione e nella pianificazione mineraria. Esercita un‘influenza smisurata sulle catene di approvvigionamento nazionali e nella corsa globale alle risorse. Tale influenza deriva in parte proprio dall’entità delle forze armate statunitensi. A fronte di un bilancio annuale di mille miliardi di dollari, gli Stati Uniti costituiscono quasi il 40% di tutte le spese militari del mondo.
Il Pentagono esercita un’autorità unica rispetto ad altri enti federali USA. Tale autorità gli consente non solo di influenzare le catene di approvvigionamento minerario, ma di plasmare interi mercati: assorbendone i rischi, indirizzando gli investimenti e creando segnali di domanda che definiscono la produzione industriale strategica per fini militari.
Secondo una recente analisi dei finanziamenti pubblici statunitensi per progetti minerari, il Pentagono avrebbe finanziato o segnalato interesse per almeno 20 iniziative minerarie negli Stati Uniti e in Canada, per un totale di quasi un miliardo di dollari dal 2023 a oggi.
Il rapporto sostiene che, acquisendo questi materiali per alimentare la macchina da guerra, il Pentagono prosciuga le risorse necessarie a sotenere soluzioni climatiche urgenti. Questa definizione delle priorità statali minaccia sia il futuro del pianeta sia la possibilità di arrivare a una transizione energetica equa.
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Vai al rapporto Mining for War: Assessing the Pentagon’s Mineral Stockpile













